Fratelli .juventini, purtroppo è andata come la logica e la ragione dicevano che sarebbe andata. Hai voglia di riti messi in atto per far sì che le cose andassero nel verso auspicato: dal voodoo allo scaramantico, le abbiano provate proprio tutte. La pochezza del Bayern era tale da non lasciare alcuna speranza, soltanto un'armata brancaleone come la nostra poteva prendere 4 gol da una squadra così modesta, per giunta in casa e dopo essere andata in vantaggio: ogni volta che ci ripenso, non so come abbiamo fatto a non denunciarli tutti per vilipendio della maglia bianconera ! Eppure, nonostante ciò, ho provato ugualmente a gufare: cena con la foto di Robben nel taschino della camicia e poi clausura nella tavernetta dei miei, ambiente insonorizzato (il migliore per non sentire i clacson dei frustrati), telefonino spento, TV sintonizzata su “Ulisse”, sguardo rivolto altrove ogni volta che mio padre cambiava canale per vedere come andavano le cose. Poi, a partita conclusa, l'eco lontana di qualche strombazzamento ha perforato il muro dì isolamento che mi ero costruito intorno e allora ho capito che tutto era stato vano. E' seguita una notte da incubo, lo stesso incubo che facevo qualche anno fa, quando facevamo razzia di scudetti e di coppe euro-mondiali e pure mi capitava di sognare che la banda degli onesti aveva vinto lo scudetto. Poi arrivava il mattino ed il risveglio era doppiamente piacevole: 1° perchè era stato solo un incubo, 2° perchè, fino a quando il giorno e la notte avrebbero continuato ad inseguirsi e la terra avrebbe continuato a ruotare intorno al sole, l' incubo sarebbe rimasto tale, secula seculorum. Poi un fatto eccezionale è (ahinoi) accaduto nell'infamante estate 2006. Da allora, tutto è veramente cambiato e niente sarà più come prima: anche gli incubi si sono materializzati. La Juve è diventata quel rudere che è sotto gli occhi di tutti, l'Atalanta di Milano ha addirittura vinto la Champions League e il loro capitano, l'onestissimo Sanetti, ha ricevuto la coppa nientemeno che dalle mani di Michel Platini. Pazzesco, non riesco a farmene una ragione: me lo avessero detto 5 anni fa, avrei chiamato il Centro d'igiene mentale più vicino. Ma tant'è. Occorre farsene una ragione. Resta da vedere come sarà possibile ricominciare sulle macerie materiali e morali di questa stagione “horribilis” (altro che il 2006-'07, nonostante la serie B!). L'esordio di Andrea Agnelli l'ho trovato piuttosto deludente: presentare il nuovo tecnico alla presenza di 2 direttori generali (caso unico al mondo), uno dei quali ha ancora la faccia di bronzo di presenziare alle conferenze stampa, non è l'inizio che speravo. Poi bisogna vedere che tipo di gestione avrà il neo-Presidente: se la delega del “cuginastro” (Paperino mi perdonerà...) sarà totale, allora si può ben sperare; se, viceversa, Agnelli sarà solo un parafulmine e dietro di lui ci sarà sempre l'erede per caso, è meglio che se ne torni a giocare a golf. Comunque sia, mi aspetto una campagna trasferimenti che faccia piazza pulita di molti volti impresentabili, Diego in primis, lo Zavarov del 2010, ma non so se basterà .L'impressione è che davvero nulla sarà uguale a come era qualche anno fa: forse arriveranno gli scudetti, forse si arriverà all'atto finale della Champions, ma intanto la squadra del petroliere-ecologista, dell'amico di Chavez e del benefattore delle cause umanitarie (Emergency su tutte), insomma dell'uomo che si fece ossimoro, è arrivata sul tetto d'Europa. E non finisce qui, perchè poi andrà a Montecarlo a giocarsi la Supercoppa e a Tokyo per il Mondiale per club E noi a fare, se ci va bene, l'Europa League. C'era modo peggiore per ricordare Andrea Fortunato a 10 anni dalla sua scomparsa e i caduti di Bruxelles a 25 anni dal loro sacrificio? (A proposito: perchè non chiamare il nuovo stadio “29 maggio”, o in altro modo per ricordare a perenne memoria quella immane tragedia?). Sarà dura, durissima, raccogliere ed incollare i cocci della nostra devastazione. Sinceramente, non mi faccio molte illusioni sull'inchiesta sulla nuove-vecchie intercettazioni portata avanti da Palazzi (quello che “si crede veramente di essere un magistrato”, Cossiga dixit). Prevedo una gigantesca bolla di sapone che scoppierà senza fare danni. Non nutro molte speranze neanche sul Processo di Napoli: magari Moggi sarà assolto (ma la condanna di Giraudo peserà come un macigno, complimenti al suo avvocato che gli ha consigliato il rito abbreviato!), ma temo che non ci saranno riflessi sul piano sportivo. Più che la B e gli scudetti cartonati in serie (tranne forse quello di quest'anno) vinti dall'Atalanta di Milano, ha potuto la partita di ieri sera a frantumarci il morale. Sforzandomi di non cadere nella frustrazione più nera, anticamera della depressione (sportiva, s'intende), potrei dire che c'è un po' di noi anche nella Coppa di ieri sera: non so se una o entrambe le orecchie o se il basamento o se altro. Anche stavolta devo ricorrere a una similitudine. Un giorno, 2 autentici giganti del cinema italiano dei tempi d'ora si incontrano per caso a Montecarlo: Vittorio De Sica e Alberto Sordi. I due fanno una passeggiata per le vie del principato monegasco, con De Sica che fa da Cicerone essendo un habituè di quei posti. Ad un certo punto, i due si fermano: De Sica prende Sordi sotto braccio e gli fa: “Li vedi questi palazzi enormi? Fino a qualche anno fa non c'erano. Li hanno costruiti in buona parte coi soldi che ho lasciato al Casinò!” Ora: senza parlare delle solite banalità, senza tirare i ballo la stantìa menata di Ibrahimovic e Vieira ceduti a prezzo di saldo dalla Dirigenza più loffia della nostra storia agli orobico-meneghini, resta un dato di fatto: se la Juve non si fosse calata le braghe nell'estate del 2006, consegnandosi mani e piedi ai propri carnefici, tutto questo non sarebbe successo. E quindi la passione e le sofferenze di noi tifosi, svenduti da Montezemolo e John Elkann che ci rappresentavano indegnamente in quei caldi giorni, li puoi trovare in filigrana nella coppa vinta dalla banda degli (ex) onesti. Consolazione di un tifoso con le gomme a terra ? Forse, ma, piaccia o non piaccia, come disse un noto intellettuale della Magna Grecia (parafrasando la sprezzante definizione che su De Mita diede l'Avvocato, requiescat in pacem), così è stato. |