Mi chiamo Tinessa Antonio e sono di Montesarchio (BN).Il 29 maggio del 1985 ero a Bruxelles con gli amici Paolo Eritero,Pietro Capuano, sgrizza,maggnasale ed altri.Avevamo fatto un pullman di 40 persone noi dello Juve Club Scirea e facemmo due giorni di viaggio ininterrotti.Arrivati allo stadio già vedemmo sui prati intorno all'heisel folti gruppi di inglesi a torso nudo che ubriachi continuavano a bere birra e a riempire di epiteti ogni gruppo di italiani che transitava nei loro pressi.A Tommaso magnasale strapparono di mano dei biglietti e fuggirono andando ad intrupparsi in un gruppo minaccioso di hooligans e noi che li inseguivamo dovemmo desistere per non scatenare la rissa.Entrando allo stadio gli addetti mi tolsero l'asta di plastica che reggeva la bandiera della Juve mentre gli inglesi facevano arrivare casse e casse di birra e quant'altro ,tipo spranghe, catene etc all'interno dello stadio con la benevolenza degli organizzatori.Ci sedemmo nella tribuna opposta a quella d'onore ad una ventina di metri dall'inizio della curva zeta occupata per metà da inglesi e per l'altra metà da tifosi della juve.Le 2 tifoserie erano separate,nella stessa curva Zeta ,solo da una rete metallica e con tre poliziotti a mantenere l'ordine.Il primo errore dell'organizzazione fu quello di far disputare una partitella a dei boys con le maglie della Juve e del Liverpool.Già allora gli animi si riscaldarono perchè si faceva il tifo come se in campo ci fossero le finaliste della coppa.E gli animi si riscaldarono a tal punto che lungo la rete metallica incominciarono a tirarsi le bandiere.I tifosi juve erano sparsi lungo la rete perchè il grosso era all'estremità della curva,quella a contatto con la tribuna d'onore,forse per vedere qualche beniamino o qualche volto noto.fatto sta che il grosso degli inglesi diede ,compatto, man forte a quelli che litigavano per le bandiere e buttarono giù la rete correndo appresso ai nostri che fuggendo insieme agli inseguitori travolsero quelli che stavano a ridosso del muro,che crollò.Anche dopo il crollo la furia rossa continuò ad avanzare e a calpestare quelli che cadevano o che presi alla sprovvista non si accorsero di niente.Noi da lontano non ci rendemmo conto che il muro era crollato e che c'erano state delle vittime.vedemmo successivamente la gente invadere il terreno di gioco e molti erano riversi per terra con gente accalcata per recare loro aiuto.Eravamo troppo lontano per renderci conto della tragedia.Successivamente ci furono minuti e ninuti di confusione totale;i nostri della curva opposta anche loro scesero in campo e si diressero minacciosi verso la curva z; solo allora comparve un numero di poliziotti idoneo a controllare la situazione.Dopo questa fase era scesa la notte e parlarono i due capitani che dissero ,Scirea in italiano, e l'altro in inglese che loro giocavano,anche se non volevano, perchè le autorità avevano deciso in tal senso per evitare nuove e tragiche contrapposizioni.Ho visto la trasmissione in tv di Minoli ove si è detto che durante la fase antecedente la partita i calciatori scesero in campo per rendersi conto di quanto successo. Penso che ne seppero quanto noi in quanto gli spogliatoi erano alla curva opposta dalla nostra ,cioè distanti un 150 metri dalla zona del muro crollato.Anche i poliziotti a cavallo, che intervennero dopo per ripristinare l'ordine,a domanda risposero che forse c'era un morto e dei feriti.Nessuno degli spettatori che stavano distanti dal muro seppe in tempo reale l'entità della tragedia; anche noi ne sapemmo di più solo dopo la partita tramite la tv.Comunque anche il sapere che c'era stato soltanto un morto scatenò in noi una rabbia indicibile verso gli hooligans e pregavamo il signore che ci facesse vincere la partita per punire coloro i quali avevano commesso quell'atrocità.Incitavamo e Spingevamo i nostri campioni a battersi all'ultima goccia di sudore per vendicare il sangue delle nostre vittime e dare così una lezione di vita ai prepotenti e ai violenti.Le ingiurie, la violenza,la furia assassina degli hooligans meritavano una risposta da uomini veri,che si battono lealmente col pallone e non con spranghe e catene.Pertanto noi vedemmo quella partita con gli occhi e con il cuore di chi si sta battendo contro le bestialità umane e i nostri calciatori erano gli eroi e gli angeli vendicatori,coloro che si battevano per il bene contro il male.Di conseguenza l'esultanza finale, dovuta alla vittoria, fu l'esultanza della gente semplice che aveva visto trionfare gli eroi buoni contro gli assassini e non l'esultanza del tifoso di una squadra.Pensavamo che il giorno dopo il tenore degli articoli dei giornali sarebbe stato in sintonia con il nostro sentire;invece appena passata la frontiera e comprati i giornali avemmo la allucinante sorpresa di leggere di tutto contro la juve."Che la partita non si doveva giocare",che "i giocatori e i tifosi non dovevano esultare",che la juve doveva rifiutare quella coppa gronda di sangue e cose di questo genere, quasi dovevamo vergognarci di aver vinto la coppa.E ancora oggi i soliti pennivendoli continuano a dire ciò ,sostenuti anche da dichiarazioni infelici di qualche juventino che conta.Ebbene io vorrei dire,anzi dico a loro, ma che ne sapete voi di tutte le offese, le violenze subite da parte degli hooligans?Che ne sapete delle ansie, delle paure, dei tristi presentimenti che avevamo quando andavamo alla ricerca dei nostri compagni e dei nostri congiunti?Che ne sapete voi delle telefonate fatte dai nostri familiari al ministero degli interni per sapere i nome delle vittime?Che ne sapete voi ,che anche alla fine della partita, hooligans inferociti ci assalirono per colpirci con quello che avevano?Che ne sapete del pianto di una madre che fuori dallo stadio, dopo un'ora dalla fine, cercava i suoi figli ed il padre?Del macabro ululare delle sirene delle autombulanze? dei miei amici di viaggio che alla spicciolata, con gli occhi pieni di dolore e di terrore, arrivavano trafelati al pullmann che ci doveva portare indietro?E della privazione di poter gioire per un sogno cullato per anni,della privazione di poter finalmente cancellare i pianti di belgrado e di atene( si ero stato anche lì sempre con gli stessi amici)?.E' come se per un attimo il cieco avesse visto la luce che subito dopo gli hanno tolto.Quella coppa, più dell'altra di Roma, ci appartiene, perchè essa rappresenta per noi il simbolo dell'olocausto, il simbolo del sacrificio dei nostri morti, il simbolo della vittoria della lealtà contro la violenza e le barbarie.Mi arrabbio da pazzo quando leggo da pennivendoli prezzolati che non la dovevamo accettare.Perchè ? Io dico:bene non si doveva giocare ma poichè si è giocato per volontà non certo della juve, che dovevano fare i nostri calciatori,perdere?Suvvia, avrebbero scritto che non avevamo il sangue nelle vene, che non avevamo saputo onorare i nostri morti.Abbiamo vinto e nemmeno questo gli va giù.Poi parlano del rigore su Boniek fuori area;e allora perchè non parlano del gol di miahitovic in fuori gioco o di come l'inter è arrivata a vincere a madrid.La conclusione è questa e vale dal primo all'ultimo juventino: non date retta a chi ,dall'alto della sua presunzione, della sua supponenza, della sua invidia, del suo livore vuole dividerci,perchè sono pagati lautamente per questo.Noi dobbiamo essere uniti per rendere onore ai morti di Bruxelles caduti per credere in una maglia, in una fede.E la coppa è il legame che ci fa sentire più uniti e più stretti perchè rappresenta il sogno dei nostri caduti,rappresenta la sintesi della nostra storia fatta di lotta contro i poteri forti, di lotta contro la violenza e la barbarie, di lotta contro l'ipocrisia di una casta di media che vogliono strumentalizzare il nostro sangue per buttarci ancora una volta il fango addosso coll'ormai scoperto fine nascondere il vero lerciume che avvolge loro e quelli che li pagano (vedi morattopoli).La coppa è nostra e guai a chi ce la tocca anche a parole;perchè non sono degni di nominare neppure i nostri morti. |