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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Flavio P del 02/06/2010 11:04:10
Quali interventi per limitare i PM ?
Non credo di uscire dal seminato, né di tradire lo spirito (la filosofia) che sottostà a questa Associazione, se faccio alcune riflessioni sulla riforma della Giustizia di cui tanto si parla in questo momento. E lo dico perché dal processo in corso a Napoli (Calciopoli 2) si staccano come cammei grotteschi sulla facciata di una cattedrale gotico-romanica le facce poco rassicuranti, in verità, dei Narducci e degli altri Pm. Che stanno dimostrando una totale indifferenza per quello che dovrebbe essere il loro compito precipuo in collaborazione anche con le parti avverse e cioè la ricerca della verità. La sola cosa che sembra occupare le loro menti è l’affossamento definitivo dell’immagine di Luciano Moggi…e che non se ne parli più. In questo tipo di comportamento non troppo lineare e poco commendevole, perseguito da anni con tenacia degna di miglior causa, i Pm non si curano neanche di salvare le apparenze. La loro appare essere una sfida alla pubblica opinione. Una provocatoria ostentazione.
Vanno disinvoltamente a cena con Moratti, uno che tra breve si troveranno, in qualità di teste citato dalla difesa, nella stessa aula del Tribunale. Rilasciano interviste, presenziano, bene attenti ad essere inquadrati al centro del cono di luce dei riflettori Tv, ai vernissage organizzati per la presentazione di saggi e pamphet. Ignorano, volutamente, incartamenti e intercettazioni telefoniche scomode, trascegliendo solo quelli funzionali al disegno delle tesi accusatorie. E qui si cade nell’illecito mentre, non illecite, ma certamente inopportune e scorrette risultano essere le esibizioni pubbliche sopra cennate. Appare dunque, non rinviabile l’adozione di provvedimenti che sanino una situazione non più sostenibile se si vuole ancora parlare di giustizia giusta e di parità accusa-difesa.
Sulla bozza di riforma della giustizia, uno dei punti oggetto di accese polemiche , è la revisione del sistema sanzionatorio nei confronti dei magistrati.
Attualmente l’organo preposto a tale delicata funzione è il CSM tramite una sezione apposita interna che si occupa di comminare e porre in essere provvedimenti contro i magistrati i cui comportamenti siano censurabili anche sotto il profilo penale.
L’ipotesi governativa è quella di togliere al CSM il giudizio disciplinare sui giudici e garantire la presenza del Ministro della Giustizia all’interno di questo giudizio. All’uopo necessita una legge costituzionale, poiché di modificare la Costituzione si tratta.
La proposta prevede di affidare il giudizio ad un’Alta Corte disciplinare, esterna al CSM, che sia fuori dalle logiche partitiche e garantisca la cosiddetta terzietà nel giudizio.
Secondo l’esecutivo si tratta di colmare le attuali lacune riguardanti atti illeciti (che vanno meglio specificati) in cui incorrono i magistrati e dunque, anche i Pm.
Il presidente dell’Anm Palamara (che noi ben conosciamo) non ne vuol sentir parlare dal momento che, a suo giudizio, una riforma di tal genere prefigurerebbe un asservimento all’esecutivo della sezione disciplinare interna al CSM e ciò significherebbe ledere l’indipendenza della Magistratura. La proposta dell’Anm, che conviene sulla necessità di una qualche riforma del sistema ora in essere, consiste nella formazione di una Sezione disciplinare, sì, ma posta all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. In tal modo sarebbe comunque assicurata l’assoluta parità tra accusa e difesa (ora squilibrata a favore dell’accusa).
Come si vede la situazione è in movimento. Quel che ognuno percepisce chiaramente è che l’attuale sistema sanzionatorio non funziona come dovrebbe. Lo stesso Palamara difende senza convinzione il modus operandi della Sezione disciplinare interna al CSM quando afferma che, a ben vedere, errori ed omissioni di tale organo sono certamente rilevabili, e tuttavia limitati e inferiori per numero e frequenza, a quelli di altri Ordini (ad esempio quello dei giornalisti).
Visto che la proposta di dar vita ad un’Alta Corte disciplinare trova sostanzialmente d’accordo le parti, la querelle si sposta e si sviluppa sulla sua collocazione (interna od esterna al CSM?).
Concludo , perplesso, con una domanda: ma questa futura Alta Corte da chi e come sarebbe composta? Non è una questione di poco conto. Sarà la Politica a prevalere o la corporazione dei magistrati? O magari sarà il Presidente della Repubblica a farsi carico del problema con nomine discrezionali, come ora avviene con la cooptazione dei nuovi senatori a vita?
Forse sarebbe la soluzione migliore, quella che accontenta tutti.
 
 
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Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
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