Fratelli juventini, mi perdonerete se occupo questo spazio (o forse dovrei dire spreco) per parlare di uno dei più antijuventini in circolazione: Paolo Liguori, un uomo, una coerenza, direbbero quelli della Gialappa's. Allevato a pane e Lotta Continua (la formazione di sinistra extraparlamentare filo rivoluzionaria, con una certa contiguità con gli ambienti del terrorismo rosso che bagnarono di sangue il nostro Paese nei terribili anni di piombo), da cui sono usciti ex ad attuali parlamentari (Boato, Cento, Manconi), giornalisti (Lerner, Deaglio, Capuozzo, Mughini e Liguori stesso), intellettuali (De Luca e Adriano Sofri, condannato come mandante dell'omicidio del Commissario Calabresi) e terroristi (Donat Cattin jr), trasvola l'intero arco costituzionale per approdare al centro destra, fino a diventare un berlusconiano a quattro ruote motrici (Direttore di TGCom di Mediaset). Solo in una cosa Liguori è rimasto coerente: l'antijuventinismo più retrivo e banale che ci sia, da ultimo accompagnato ad un fiero antimoggismo. Di esso, Liguori ha dato sfoggio a più riprese (non ultimo qualche settimana fa a Matrix). Lo abbiamo criticato per le sparate contro il pseudo sistema Moggi, teorizzato dalla Procura di Napoli e di cui è forse il massimo ideologo; abbiamo avuto un moto di rabbia mista a riso quando, di recente, davanti alle telecamere, ha avuto il coraggio (o forse l'incoscienza) di dire che, da quando Moggi è stato spazzato via, il calciomercato è più libero e la lotta per lo scudetto è incerta sino all'ultima giornata (sic!). Ovviamente, nel liguorese, queste affermazioni vanno intese nel senso giusto, quello cioè ispirato alla convenienza, ossia la stella polare del Liguori-pensiero. State certi che, se la Roma fosse arrivata a distanza siderale dalle prime e avesse subito torti macroscopici nei memorial A.Moratti che si stanno disputando in Italia a partire dal 2006-'07, certe cose non le avrebbe dette. Quantunque qualche torto qua e là (soprattutto nell'edizione 2007-'08) la sua squadra del cuore l'ha subito (rivolgersi a De Rossi, please), ma si sa, il trauma de “er gò de' Turone” fa sempre più male degli ultimi. Vi starete chiedendo perchè dedicare l'attenzione ad un simile figuro: semplice, perchè il diavolo non è così brutto come lo abbiamo sempre dipinto. Mi spiego. Giovedì sera, su Rete4, andava in onda una trasmissione avente a tema unico il paranormale. Ebbene, in studio, tra gli ospiti, esperti e scienziati, c'era anche lui, il tuttologo Liguori, il quale ha rilasciato dichiarazioni tra il banale e il sorprendente. Alla prima categoria appartengono frasi fatte come: il paranormale è il rifugio di chi non ha certezze nella vita reale, una via fuga dai nostri problemi, il frutto dell'inconscio e delle nostre fobie, e via banalizzando. Alla seconda categoria appartengono, invece, le seguenti parole: non tutto quello che temiamo esiste veramente, spesso altro non è che la risultanza di sogni e (soprattutto) incubi, mostri che, al risveglio, spariscono; il rifugio al paranormale nasconde spesso problemi insoluti con la propria religione. Dulcis in fundo: il paranormale è come Babbo Natale, si crede senza averlo mai visto, a prescindere; da essere razionale- ha continuato Liguori- preferisco Babbo Natale. BUM !! Ascoltate queste parole, ho spento la TV e ho pensato: l'iconoclasta della juventinità, il fustigatore del moggismo, colui che fa la faccia feroce contro l'universo mondo juventino, altro non è che un cucciolone d'uomo che, a 60 anni, crede ancora in Babbo Natale. E così, prima di addormentarmi, ho recitato il mea culpa: stupido e cattivo io a non averlo capito prima ! The dark side of Paolo Liguori, potremmo dire ! |