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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Angelico del 20/06/2010 16:24:23
Morattiadi e Giochi Preziosi
Fratelli juventini, da padre di 2 bambini in tenera età (3 anni e mezzo e 1 anno e mezzo) sono costretto a sorbirmi quotidianamente ore e ore di cartoni animati. Ovviamente, si tratta di una dolcissima costrizione, ben inteso. A causa di questa frequentazione forzata col mondo dei cartoons, ho mandato a memoria le sigle e i jingles degli spot pubblicitari che li intervallano. Tra questi ce ne è uno a me particolarmente indigesto sia per l'ossessività del rafrain, sia per chi produce i giocattoli oggetto di reclame: i ”Giochi Preziosi”. Ammetto la mia ignoranza: fino a qualche anno fa, credevo che il termine “preziosi” fosse un attributo dei giochi pubblicizzati e non – come poi ho scoperto – il cognome del produttore.

La scoperta è avvenuta quando il Preziosi in questione si è appalesato nel mondo del calcio: dopo una fugace esperienza alla guida del Saronno, condotto dai Dilettanti alla C1, arriva la presidenza del Como, poi l'acquisto del Genoa (con, nel mezzo, un tentativo di scalata di Napoli e Torino). L' avventura coi lariani si è chiusa male, nonostante la promozione in serie A: fallimento del Como e rinvio a giudizio di Preziosi per bancarotta fraudolenta (condanna a 23 mesi di carcere, pena indultata).

L'avventura genoana è una sorta di slalom speciale tra i paletti della giustizia sportiva. Ottenuta la promozione in serie B a tavolino, nel 2004-'05 il Genoa ottiene sul campo la promozione in serie A, ma la squadra viene retrocessa d'ufficio in serie B a causa dello scandalo Genoa-Venezia (Preziosi ed altre persone, tra cui il figlio Matteo, accusati di aver tentato di corrompere i dirigenti veneziani in modo da accomodare la partita in questione, ultima di quel campionato e decisiva per la salita nella massima serie dei grifoni). Torna in serie B l'anno successivo, nonostante una penalizzazione di 3 punti per aver schierato un giocatore squalificato. Successivamente, giunto in serie A col Genoa, Preziosi sarà condannato dalla Giustizia Sportiva a 5 anni di squalifica con proposta di radiazione per il fallimento del Como, condanna poi revocata. Ma, ancora dopo, il Presidente dei grifoni verrà squalificato nuovamente a 5 anni con proposta di radiazione, per illeciti sportivi ed amministrativi risalenti alla stagione 2003-'04 (pena che sta attualmente scontando).

Come fare a non notare delle affinità elettive tra Preziosi e Moratti? Vittorie a tavolino, posizione irregolare di un giocatore (ugualmente schierato), irregolarità sportivo-amministrative. Uno con un pedigree simile era destinato per forza a fare affari con Moratti, il suo uguale e contrario. E così è stato: Thiago Motta e Milito sono stati ceduti dal Genoa ai nerazzurri nel corso della campagna acquisti 2009-'10 al termine di una trattativa condotta da Preziosi e Moratti in persona. Trattativa vietata, vista la squalifica del Presidente del Genoa, ma che questi ha confessato, l'anno scorso con disarmante candore ed ingenuità, mettendo nei guai il Presidente dell'Atalanta di Milano.

La notizia arriva sulla scrivania del Superprocuratore Federale Palazzi il quale, tra un panino alla kriptonite ed un altro, dopo quasi un anno decide (controvoglia, immagino) di deferire entrambi i dirigenti calcistici. E sì perchè Enrico Preziosi, descritto né più né meno come un deficiente dai Giudici federali che dovevano decidere sull'affaire Genoa-Venezia (ricordate il “pizzino” furtivamente passato da un giudice all'altro nel quale questo veniva invitato a concentrare la sua attenzione sullo sguardo dell'imputato indice, secondo il primo di poca intelligenza?) stavolta l'ha combinata davvero grossa e persino uno con la proverbiale velocità di pensiero e di azione di Palazzi (“quello che si crede di essere veramente un Giudice”, Cossiga dixit) ne ha deciso il rinvio a giudizio sportivo.

Era scontato che i due presidenti si intendessero al volo, la comune disinvoltura nel violare i regolamenti ne hanno cementato l'intesa. Quanto a Massimo Moratti, il Presidente dei neo-Campioni d'Europa è un personaggio che meriterebbe degli approfondimenti anche sotto profili diversi, non prettamente sportivi, essendo l'incarnazione vivente della contraddizione. Una sorta di Dottor Jekill e Mister Hyde, insomma. Da un lato petroliere ricco sfondato, dall'altro paladino della causa ecologica (la moglie è consigliere comunale a Milano nelle file dei verdi); per un verso schierato dalla parte delle iniziative umanitarie (finanziatore e sostenitore di Emergency dell'amico e tifoso della sua squadra Gino Strada, con la consorte Presidente della relativa fondazione), per un altro simpatizzante di regimi dittatoriali (il venezuelano Chavez in testa); ora schierato dalla parte di movimenti politici rivoluzionari (quello del subcomandante Marcos e della guerriglia zapatista), in un altro momento filo-governativo.

Insomma: uno, nessuno, centomila, direbbe Pirandello. Poteva una personalità così poliedrica non fare riverberare le sue mille facce anche nel mondo del calcio? Certo che no, ovviamente. E allora: adesso educato e rispettoso, soprattutto nelle interviste, più tardi sboccato in tribuna come un ultrà qualunque; un istante elegante nel comportamento, in un altro volgare e triviale (gesto dell'ombrello a Ronaldo accompagnato da un vaff......). Ma, soprattutto, qui strenuo difensore del rispetto della legge, là continuamente fuorilegge: il passaporto falso di Recoba, le plusvalenze fittizie, la falsa vendita del marchio sociale, lo scandalo intercettazioni della security Pirelli-Telecom, le telefonate agli arbitri e ai designatori arbitrali, ora il doppio acquisto irregolare Thiago Motta e Milito.

Insomma: “Le morattiadi”, la serie di giochi,improntati alla slealtà più che alla lealtà olimpica, a cui si è dato il Presidente dell'Atalanta di Milano pur di raccattare qualche trofeo. Morattiadi e Giochi Preziosi: a ciascuno il suo divertimento.
 
 
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