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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Alberto del 21/06/2010 10:16:01
Lettera aperta al Presidente Andrea Agnelli
Caro Presidente,
chi Le scrive è un tifoso che dopo una costante presenza ultratrentennale ha smesso di frequentare lo stadio dopo quel Juve-Palermo del 7 maggio 2006; i successivi drammatici avvenimenti dell’estate, culminati nell’infamante retrocessione e nell’ingiusta revoca di due scudetti, avallati anche attraverso il complice silenzio della gestione dell’epoca mi hanno spinto a questa dolorosissima decisione, che rimarrà tale fino a quando non ci verrà restituito il maltolto.
Ritengo che chi si assume la responsabilità di guidare il club calcistico più glorioso d’Italia abbia il dovere morale di difenderne la storia ed il buon nome.
Con queste poche righe desidero esprimerLe il mio apprezzamento per la lettera rivolta ai tifosi, un gesto di grande sensibilità e rispetto, in linea con lo stile ed il comportamento del nome che porta e rappresenta.
Ho apprezzato tantissimo il fatto che abbia voluto sottolineare la propria volontà di seguire e vigilare attentamente in merito agli sviluppi di quell’oscuro groviglio di interessi che viene conosciuto come calciopoli.
Non sarà oggi o domani, ma a breve la Juventus tornerà ad essere una squadra ed una società vincente e di prima fascia, nessuno può sfuggire al proprio destino; quello che preme al sottoscritto è che alla Juventus vengano restituiti quegli onori e quella dignità che le spettano.
Onori e dignità pubblici, in quanto a livello personale mai è venuta meno la mia juventinità, mai è vacillato l’orgoglio di essere nato juventino ed a testa alta ho sempre anteposto la mia passione per i colori bianconeri ad altri interessi e se questo vuol significare essere rancoroso o un tifoso di serie C, mi vanto di appartenere a tale categoria.
Caro Presidente, quei due scudetti gridano vendetta, due scudetti che Le appartengono anche per discendenza e non solo per tifoseria, attivi qualunque azione necessaria al fine di riavere ciò che la Juventus ha meritatamente vinto sul campo.
Nel formularLe i migliori auspici per un sereno e proficuo lavoro (“ogni cosa fatta bene può essere fatta meglio” era il motto del Suo illustre genitore), mi permetta un ultimo accorato appello: faccia in modo di riportarmi allo stadio, la lontananza da quegli adorati colori è una punizione insopportabile!

Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino.
 
 
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