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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di la juventina del 22/06/2010 11:49:23
Il vizio di fondo
Lippi dice che è mancato chi la butta dentro. I commentatori sportivi proclamano che è mancata la fantasia. Praticamente Balotelli e Cassano. In Sudafrica c’è una nazionale “in saldo”, già liquidata la gestione Lippi e preannunciato l’avvento di Prandelli. Un po’ come per la nazionale francese, con i deliri (anche di onnipotenza) della quale più o meno inconsciamente stiamo facendo i conti. Se il destino dei calcoli e il dio del pallone non ci aiutano, l’angoscia è quella di evitare al massimo figuracce alla parigina. Mea culpa tardivi.
In tutta onestà osservo questi mondiali senza patemi d’animo, con la sola tensione intellettuale di chi si predispone a leggere un evento alla sola luce del dato sportivo. Cerco un poco di bel gioco e qualche buon giocatore da lanciare nella Juve, mi autogestisco dopo Secco, continuando a rimpiangere taluni atleti e taluni allenatori che ci avrebbero fatto comodo in questi anni trascorsi a fare a pezzi quello che era rimasto della mia squadra del cuore dopo le sentenze della giustizia sportiva del 2006.

La lingua batte dove il dente duole. Ai mondiali del 2006 arrivò una nazionale ben fatta e assetata di sangue e di giustizia, che voleva gridare al mondo che si vince sul campo e sul palcoscenico più prestigioso che il calcio possa offrire. Questa qui che c’è adesso è una logora controfigura, che non capisco nemmeno bene di cosa sia espressione.
Non è la nazionale italiana, perché ha lasciato a casa alcuni degni rappresentanti che in molti tendono a non definire fenomeni, Lippi per primo. OK. Allora ditemi quali sono i fenomeni che ci stanno dentro. Manca un leader, qualcuno obbietta. Avrebbero potuto essere Buffon e Camoranesi. Hanno la stoffa per essere entrambe le cose, ma panta rei e forse non lo sono più. Se il tempo passa per Totti e Del Piero, non si ferma certo per loro.
E’ la nazionale della FIGC. E allora perché non c’è Balotelli? Come Federazione Interista Gioco Calcio, non me ne potrebbe fregare di meno. Anzi ringrazio Lippi di aver lasciato a casa i presunti fenomeni in questione. Hai visto mai si fossero dimostrati tali?
Quello che vedo è la stanca e insolente appendice del campionato nostrano di calcio. E non solo per le sviste già viste nella Juve, soprattutto nel reparto difensivo. La Juve è andata a rotoli e con essa la Nazionale e il calcio italiano.
Le quattro vittorie italiane ai mondiali parlano se non di un copia incolla (che si deve dare a Cesare quello che è di Cesare e di conseguenza pure a Oriali e a Materazzi), di un connubio strettissimo tra bianconero e azzurro. Il gruppo. Il fulcro del pensiero lippiano. Che nei momenti di gloria come in quelli della polvere è stato costituito da giocatori juventini. Perciò, essendoci anche adesso in Sudafrica un nutrito gruppo di questi rappresentanti, secondo la gente juventina la nazionale si tifa e non si discute. In seguito soprattutto alle indegne critiche mosse da certi noti commentatori televisivi avvezzi a mangiarsi la Juve a colazione sul banco dei gelati dei bar in salsa rosa e poi a balzare allegramente sull’autobus dei vincitori nel caso in cui il destino mescolasse le carte, il cuore, i piedi, la grinta e le traiettorie strane del pallone di nuova generazione. Tutto può accadere, è sempre rotondo e per di più l’aria è rarefatta.

Sarebbe stato più facile fare questi discorsi tra due giorni, con gli azzurri sull’aereo che li riporta a casa. Io non mi illudo. Eppure gli juventini sono quasi tutti lì a difendere questa nazionale. Marcello dai begli occhi di mare è nel mio cuore con gli altri, ma non sempre si può lasciare fare al cuore. Bisogna aggiungerci un grammo di materia grigia.
Questa è la nazionale che ha voluto calciopoli. Che vuole la FIGC. Coloro che da quattro anni coprono i misfatti della squadra nata con lo specifico intento dichiarato nel nome di non annoverare in rosa italiani. Questa nazionale è lo specchio in cui si guarda il calcio italiano. Confuso e ipocrita. Di chi fa le regole e le cambia in corso d’opera. Lippi c’è rimasto dentro e ha cercato di portare a termine questo ciclo amarissimo. Aggrappato ad alcuni senatori e anche questo mi sembra un film già visto in bianco e nero. Riascoltatevi l’intervista a Gattuso che censura Cassano, l’ha messa in onda SKY.
Sceso il sipario su questi mondiali, si chiude. Si ricomincia. Non illudetevi, non solo in nazionale. La colpa sarà di Gilardino e Marchisio, eletti eredi di Del Piero nel portare la croce. Con il paradosso che i tifosi nerazzurri ci sbatteranno sulla faccia: ci fosse stato Balotelli…
Io non ci sto. C’è solo un modo di riportare indietro parzialmente le lancette dell’orologio: assumersi le responsabilità. Revisionare il processo del 2006. Restituire credibilità alla FIGC. E gli scudetti 28 e 29 alla Juventus. Ricucire quel filo spezzato e poi sperare che Andrea Agnelli ce la possa fare a ricostruire sulle macerie la Juventus. Il calcio italiano.

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