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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Marco Santarelli del 01/07/2010 10:11:27
La fine del calcio
Domenica 18 Ottobre 2015.
Papà che cosa facevate voi la domenica? Che cos’era per voi il calcio? E perché se era tanto bello come dicono, ora non si gioca più?
Eh…..Quando avevo dieci anni, tuo nonno mi portava a giocare ogni domenica mattina. Sai dove c’è quel grande centro commerciale dove andiamo a fare la spesa con la mamma, lì c’era un bel prato e con il nonno e altri papà con i loro bambini, ci ritrovavamo lì per giocare al calcio; mettevamo giù un sasso, contavamo sette passi e ne mettevamo giù un altro e così dall’altra parte a cinquanta metri di distanza, in questo modo facevamo le porte. Le partite duravano due ore e più e ci divertivamo un mondo. Io osservavo quello che faceva il mio papà e cercavo di imitarlo. Quando segnavo io, quasi mai e quando segnava lui, spesso, ero molto felice perché ci abbracciavamo forte forte. Sai tuo nonno a casa non c’era quasi mai e mi dicevano che aveva altre donne oltre a tua nonna, ma in quel momento non m’importava, dimenticavo tutto, lui era lì vicino a me e mi abbracciava. Poi finita la partita mangiavamo un bel panino con il salame. Qualcuno, più fortunato, beveva la Coca Cola, io il tè che mi faceva tua nonna.
Poi al pomeriggio alle 14.30 ci si metteva davanti alla radio ad ascoltare le partite seguendo Tutto il calcio minuto per minuto, una trasmissione che descriveva in diretta quello che avveniva su tutti i campi di calcio. Speravo che la Juve la commentasse sempre Enrico Ameri: quanto mi piaceva!. Immaginavo tutto: le maglie, i colori dello stadio, i gesti dell’arbitro, le azioni e i goal. Alle 18.30 tutti davanti alla TV a vedere le azioni più belle ed i goal della Serie A. La sera alle 22.30, nonostante le urla di tua nonna che voleva mandarci a letto, riuscivamo a vedere la Domenica Sportiva con le immagini dei goals, le interviste ai giocatori e i commenti degli esperti.
Poi una domenica tuo nonno andò via da casa con una donna che non era tua nonna ed io piansi tutto il giorno; non m’importava più nulla della Juve, di Tardelli, Bettega ecc.
Inoltre nel mondo del calcio entrò un tale che aveva molti soldi e che cominciò a comprare i giocatori più forti, a pagarli molto e a vincere tutto. Questo signore era anche proprietario di alcune televisioni, così iniziò a comprare i diritti TV delle migliori squadre e a trasmettere le partite più importanti al sabato e alla domenica sera ma non per tutti soltanto per quelli che avessero sottoscritto un abbonamento.
Gli altri presidenti presero allora ad imitarlo, avevano capito che le società di calcio potevano diventare fonti d’immenso guadagno. Non ci furono più regole e tutto cambiò. Addirittura s’inventarono dei documenti falsi per far giocare in Italia atleti stranieri. Ma nessuno fu condannato per questo, ci fu un’assoluzione generale e tutto passò come se niente fosse accaduto. Poi scoprirono tante altre malefatte: orologi d’oro agli arbitri, partite truccate, imbrogli di ogni tipo.
Alcuni violenti, chissà, forse d’accordo con le società, (se la gente, per paura, non sarebbe più andata allo stadio per seguire le partite avrebbe probabilmente sottoscritto abbonamenti per seguirle in TV) cominciarono a distruggere gli stadi.
Ma la gente si stancò di essere presa in giro. Non andò più allo stadio e non sottoscrisse più abbonamenti Pay-TV, quindi il calcio sparì.
Adesso noi ci giochiamo con la Play Station; è più semplice e meno faticoso. Ti porterei a giocare ma non ci sono più prati dove farlo. Ti darei anche un panino con il salame ma c’è il maiale schizofrenico perciò non posso darti neanche quello. Però se vieni più vicino posso abbracciarti e dirti che ti voglio tanto bene.

 
 
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