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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Angelico del 13/07/2010 18:40:21
E con questa fanno 6!
Fratelli juventini, nonostante la pessima fama e i non rassicuranti precedenti della giustizia sportiva italiana (Torquemada con la Juventus, benevola con l'Atalanta di Milano), lo confesso: avevo riposto più di una speranza nel procedimento disciplinare che si apprestava a giudicare il minimo Moratti per l'ennesimo illecito sportivo consumato. Avevo fantasticato sui possibili esiti: codice di giustizia sportiva alla mano, ex Ambrosiana al quart'ultimo posto e salva per miracolo, trofei conquistati in Italia sfilati uno dopo l'altro (a quello europeo ci avrebbe pensato l'UEFA). Invece, per l'ennesima volta, ingiustizia è stata fatta: la Commissione Disciplinare – per intendersi: quella che il Commissario Straordinario della FIGC Guido Rossi decise di abolire da un giorno all'altro prima che iniziassero i processi dei Tribunali Speciali Sportivi che hanno marchiato d'infamia il calcio ed il diritto italiani- ha dato al “benzinaio” l'ennesimo buffetto. E con questo fanno 6: passaporto falso di Recoba, plusvalenze fittizie, rapporti di collaborazione con arbitri in attività, attività di spionaggio e dossieraggio illeciti ai danni di altri tesserati, cessione fittizia del marchio sociale, tesseramento irregolare di Thiago Motta e Milito. Ce n'è abbastanza per sbattere la società di Moratti tra i dilettanti, a giocarsi la coppa del nonno su polverosi e spelacchiati campi di periferia. La montagna, dunque, ha partorito il topolino: una sentenza pilatesca, all'italiana, che riconosce la responsabilità di Moratti nell'aver avuto rapporti vietati con tesserati inibiti (con proposta di radiazione), ma che crede alla difesa dello stesso quando dice che gli incontri non erano finalizzati alla conclusione della trattativa. Quando ho letto il dispositivo della sentenza, l'ho riferito a mio figlio di 1 anno e mezzo: è da 2 giorni che ride e non c'è verso di farlo smettere! L'aspetto assurdo e tragicomico della vicenda è però un altro: la reazione scomposta dell'amico della guerriglia zapatista. In preda all'ennesimo attacco di paranoia da mania di persecuzione, ricorrente in chi come lui (e la gran parte dei sostenitori della sua squadra) soffre di “sindrome da accerchiamento permanente ed effettivo”, il minimo Moratti ha attaccato con linguaggio greve la FIGC, affermando che qualcuno vuole fargliela pagare. A parte che l'episodio conferma come le letture preferite del petroliere-ecologista devono essere state -oltre ai sacri testi di Guido Rossi- i fumetti di Paperino, da sempre in lotta con l'universo mondo che sembra essergli contro -, il che spiegherebbe il mostruoso ritardo con cui ha conseguito la maturità (22 anni, fonte Gazzetta del Sud) che ne fa di lui un vero fuoriclasse (in tutti i sensi), a parte questo, per fargliela pagare veramente non basterebbe questa vita, né forse sarebbero sufficienti i danè della Saras. Più lo ascolto nei suoi sproloqui (quando il mio cervello decide di andare temporaneamente in vacanza), più lo paragono a quei giapponesi rimasti a combattere per anni da soli contro gli invasori americani anche dopo la fine della II^ seconda guerra mondiale: è ora che qualcuno gli dica che è il momento di uscire dalla giungla perchè la guerra è finita da un pezzo! La faccia tosta di quest'uomo fa orrore; l'impunità e l'immunità di cui gode presso gli ambienti federali fa spavento. Resta nei tifosi juventini l'amarezza per lo scandaloso doppiopesismo della (IN)giustizia sportiva italiana: docile nel disbrigare i processi sportivi che riguardano l'Atalanta di Milano, spietata a colpi di ghigliottina contro quella che era la più gloriosa società calcistica italiana. Tra i due estremi, deve esserci per forza una via di mezzo. E allora, il sospetto diventa certezza: il baraccone si fonda sulle palanche di Moratti e Tronchetti Provera, mettersi contro simili personaggi vorrebbe dire minacciare l'esistenza stessa del calcio italiano. Solo per questo il “benzinaio” la sfanga sempre. Credo che la misura sia colma, oltre non si può andare. C'è solo un modo per scrollare il grigio, stantio, ingessato, burocratico mondo del calcio italiano: colpirlo al portafogli, l'unica cosa che conta da quelle parti. Ossia, azione giudiziaria con maxi-richiesta di risarcimento danni, se si riesce a trovare il modo per colpirli ed affondarli.
 
 
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