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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Marco Marchesi (J102898) del 19/07/2010 01:17:35
Il calcio ai tempi di Gigi Riva....
Qualche giorno fa su RAI3, in tarda serata, è andato in onda un documentario davvero affascinante e suggestivo sul leggendario Gigi Riva detto "Rombo di tuono", che ho seguito con piacere anche perché raccontava dei tempi in cui io incominciavo a seguire e ad interessarmi di calcio e, manco a dirlo, a tifare inevitabilmente e fortissimamente Juventus.

E' stato un nostalgico tuffo nel passato, con immagini e resoconti di partite e sfide d'altri tempi, il tutto condito e presentato con sapiente
equilibrio ed amore di cronaca dettagliata, fino all'istante fatale, ossia all'incontro-chiave di tutto il campionato 1969/70: Juventus - Cagliari.
Nel caso di vittoria juventina, ci sarebbe stato l'aggancio o il sorpasso (non ricordo bene) ai danni del Cagliari, che era in testa alla
classifica.
Arbitro Lo Bello, primo tempo 1 - 1, senza episodi di rilievo (almeno secondo il resoconto del programma di RAI3, di cui francamente c'è però da dubitare, visto il seguito).
Ma nel secondo tempo ecco il FATTACCIO: l'arbitro assegna alla Juventus un rigore "ridicolo" (definizione data da Cera, giocatore del Cagliari di allora, intervistato durante la trasmissione stessa). Lo juventino Helmut Haller lo sbaglia, ma il direttore di gara lo fa ripetere; tira stavolta Anastasi ed è il 2 - 1.
OVVIAMENTE, a parte la definizione di "ridicolo", RAI3 si guarda però bene dal trasmettere le immagini del fallo che ha determinato il rigore, né di fornire la benché minima spiegazione della ragione per cui il rigore venga fatto ripetere, ALIMENTANDO COSI' LA CONVINZIONE CHE QUELLA BANDA DI LADRONI DELLA JUVENTUS AVESSE COMPRATO L'ARBITRO, dato che era sempre abituata a
farlo, del resto, come sanno tutti.
Nessuna voce interpellata della parte avversa; ma il seguito del racconto è però comunque ESTREMAMENTE INTERESSANTE.

Perché tutti i protagonisti ex-cagliaritani, Gigi Riva in testa, riferiscono che da quel momento Lo Bello li incita esplicitamente ad entrare nell'area juventina e a buttarsi, per un'evidente ragione.
Infatti l'arbitro concede al Cagliari un altro rigore (stavolta né la voce del narratore né alcun protagonista fanno valutazioni sulla "ridicolaggine" o meno del fallo subito, né tantomeno ci vengono mostrate le immagini relative), che Gigi Riva insacca.
Ma poi "Rombo di tuono" si rivolge all'arbitro con fare complice e gli chiede: "E se lo sbagliavo?". Lo Bello replica, con ostentata tranquillità: "Te lo avrei fatto ripetere!".

Così, tra i sorrisini compiaciuti dei protagonisti e l'assoluzione del narratore, giustizia è fatta: i "ladroni" della Juventus sono stati puniti con un rigore nella migliore delle ipotesi "generoso" e grazie alla redenzione dell'arbitro "pentito".
E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI, con lo scudetto che restò saldamente nelle mani del Cagliari fino alla fine del campionato in virtù di questo pareggio.
Infatti rubare ai ladri non è peccato, ma anzi un'azione meritoria e di giustizia.

Però mi chiedo, che cosa sarebbe successo a parti invertite? Ossia, se qualche protagonista juventino di uno scudetto passato avesse candidamente riconosciuto, come ha fatto Gigi Riva, che in occasione della sfida cruciale l'arbitro gli aveva consigliato di buttarsi nell'area avversaria in quanto gli avrebbe concesso senz'altro il rigore, addirittura da ripetersi in caso di errore?

Apriti cielo! La "rosea" avrebbe titolato subito il giorno dopo: "Juve, non così!", reclamando la revoca di quello scudetto di 30/40 anni fa e
traendone ulteriori conferme sulla bontà dello scandalo di Calciopoli, benedetto evento che è giunto a punire i colpevoli delle loro
ignominiose colpe passate, presenti e future.

Ma la realtà oggettiva dei fatti è un'altra: ossia che i protagonisti cagliaritani di allora hanno ammesso personalmente di avere ricevuto un
prezioso "aiutino" dall'arbitro Lo Bello proprio al momento giusto ai danni della seconda in classifica.
Ed il fatto che la seconda in classifica si chiamasse Juve, nulla toglie alla necessità di chiamare questa confessione per quello che è, ossia l'ammissione esplicita di una partita dal risultato manifestamente e volontariamente alterato ai danni della Juventus.

Perciò, oltre ai 29 scudetti vinti sul campo, e a quello scandaloso di Perugia che ci hanno derubato grazie al pantano e a Collina, ecco che ne spunta un altro sottrattoci con la complicità di Lo Bello. Quindi in tutto farebbero 31 scudetti, nella realtà.

Si muoverà qualcuno per approfondire la questione e reclamare il maltolto?

Ah già, non è possibile: c'è la prescrizione...
 
 
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