Fratelli juventini, occupo questo spazio parlando di uno di "loro", sperando di non tirarmi addosso i vostri strali. Il calcio moderno ci ha, purtroppo, abituati a tutto il peggio possibile ed immaginabile. La riconoscenza (soprattutto) non è di quel mondo e, dunque, spiace, ma non sorprende, la fine del rapporto tra Oriali e l'Atalanta di Milano. Dopo tutto quel che ha fatto per la causa nerazzurra, come calciatore e dirigente, il mediano Campione del Mondo 1982 meritava un altro trattamento. Avere dato un contributo determinante affinchè la società nerazzurra potesse schierare Recoba (leggasi: reperimento di un passaporto falso) non è evidentemente servito ad ingraziarsi i favori del patron Moratti. Per la patria nerazzurra, a causa di questa vicenda, Oriali si beccò un anno di squalifica dalla Giustizia sportiva e 6 mesi di reclusione da quella ordinaria (pena sostituita con una multa di 21.420 euro per i reati di concorso in falso e ricettazione). Davvero ingrato il petroliere-ecologista. Come a nulla sono serviti i continui strilli contro il sistema che non voleva farla vincere (sic!) che Oriali ha mandato durante questi ultimi campionati vinti in cavalleria dall'ex Ambrosiana. Mi auguro che almeno la FIGC si ricordi di lui: visto che è in pieno svolgimento la ristrutturazione dell'organigramma federale e visti i desiderata di Presidente e di nuovo C.T. Prandelli, secondo cui la nuova Italia che sta nascendo sarà, come quella tedesca, "multietnica", uno dei compiti dei nuovi dirigenti federali sarà quello di reperire oriundi (o nuovi italiani, come dice Prandelli) che possano servire la causa della Nazionale. Chi meglio di Oriali può essere delegato a questo compito? Occorrono conoscenze specifiche, trasversali e competenza: Oriali possiede tutti questi requisiti. Quindi, fossi in Abete non mi lascerei scappare l'occasione: Oriali è su piazza, adesso o mai più. D'altra parte, è o non è uno degli eroi di Spagna '82? |