"Moggi è stato radiato". "No, forse no". "Era radiato quattro anni fa!" "Ma chi l'ha detto?" "Era implicito". "Era implicito per chi?"
C'è un po' di confusione nella testa degli italiani in questi giorni. Ci si divide sulle decisioni della Federazione sul destino di Luciano Moggi e, di conseguenza, sul giudizio che la stessa vuole dare riguardo al calderone Calciopoli. Moggi è radiato, lo è sempre stato o non lo sarà mai? Non è sicuramente una questione facile da gestire e, probabilmente, diventerebbe più facile se il tutto fosse affrontato professionalmente e onestamente. Ma non è così. Anzi! Agli occhi dei tifosi, e non solo juventini, le scelte e le dichiarazioni della Federazione risultano ormai oscure e faziose.
E, probabilmente, fa comodo che sia così. Al solo sentire il nome di Luciano Moggi, vengono accese le fiaccole e si impugnano i forconi; cosa che non succede a nessun altro tesserato del pianeta. Nemmeno a Byron Moreno. Non succede a Moratti, non succede a Preziosi. Così assistiamo alla pantomima, non troppo muta, tra Abete, Coraggio e il consiglio federale. Nessuno sa cosa deve fare, quando lo deve fare e perchè va fatto.
Questa è la Federazione: una babele di tifosi, rigorosamente anti juventina, che, a seconda di dove tira il vento, cazza la randa, vira a babordo e punta decisa solo su alcuni personaggi. Quando c'è da dare un giudizio sulle altre squadre, la nave intraprende la rotta per il Porto Rico e sparisce nel famoso triangolo delle Bermude.
E il calcio italiano rimane in bermuda. |