È tre anni che ho dentro quanto segue ora l’ho messa su in due righe: Questa è la storia di due uomini, anzi uno e l’altro non so come definirlo. Uno nasce a Conegliano il 09/11/1974, l’altro a Lecce il 19/08/1973, hanno solo una cosa in comune: la professione. Uno la interpreta con stile, l’altro non saprei. Uno è un attaccante dotato di un notevole bagaglio tecnico, considerato uno dei più grandi talenti della storia del calcio italiano. Nato mezzapunta, ha grande abilità nell'uno due, nel dribbling e nell'effettuare assist per i compagni; è inoltre uno specialista nei calci di punizione, con i quali sovente trova l'incrocio dei pali scavalcando la barriera e nei calci di rigore. Dal punto di vista tattico predilige il ruolo di seconda punta, anche se è in grado di ricoprire diversi ruoli del reparto avanzato. In passato (in particolare con la Nazionale, sotto la guida di Arrigo Sacchi) ha infatti giocato nel ruolo di ala sinistra; ha inoltre agito talvolta anche da trequartista dietro le due punte, mettendo in mostra la sua visione di gioco e le sue qualità di impostazione, ma solo in casi particolari e controvoglia.
L’altro è un difensore che ha fatto parlare più per i gesti antisportivi quali falli al limite del codice penale (ancora mi fa male il fallo su Šhevčhenko) e per dei comportamenti oserei dire censurabili.
Uno nei suoi primi anni da professionista inventa un particolare tipo di gol, realizzato con un tiro a rientrare (a parabola) dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali più lontano, realizzato molte volte in sequenza in poche partite (nella stagione 1995-1996, soprattutto durante la prima fase a gironi in Champions League), venne contrassegnato dalla stampa sportiva e dal pubblico come "gol alla *** *****". Dopo l'exploit del 1996, ha segnato altre volte in questa maniera, rendendo il "gol alla *** *****" un termine usato per definire i gol segnati anche da altri giocatori con questo gesto tecnico.
L’altro nei suoi primi anni di carriera fa capire di che pasta è fatto e che per il suo “stile” è degno di vestire una maglia più di altre,indovinate quale? Della serie Dio li fa e poi li accoppia.
Uno con la maglia della sua squadra ha segnato finora 273 gol, di cui 175 su azione, 59 su calcio di rigore e 39 su calcio di punizione. Per quanto riguarda i calci di rigore, ne ha realizzati 59 su 72: 47 su 58 in Serie A, 2 su 3 in Serie B, 6 su 7 in Champions, 4 su 4 nelle Coppe italiane. Il 10 gennaio 2006 supera il record della bandiera storica del club, Giampiero Boniperti, per numero di gol in maglia bianconera, segnando 182 reti. Inoltre, con 51 reti, detiene il record di marcature in competizioni europee con la sua squadra. Nelle competizioni UEFA per club ha segnato 51 gol, dei quali: 11 nelle fasi ad eliminazione diretta, 4 nelle seguenti finali: UEFA Champions League 96-97, Coppa Intercontinentale 1996, Supercoppa Europea 1997, nei gironi: 36 gol, inoltre in ambito europeo ha segnato in ben 15 città diverse. Con la sua squadra ha collezionato 455 presenze e 195 reti nei campionati italiani; inoltre detiene il primato assoluto di presenze nelle competizioni internazionali (120) e nelle competizioni UEFA per club (114). Fra i bomber di tutti i tempi della Serie A è attualmente al 11º posto con 177 reti, al 2º posto considerando solo quelli in attività, dietro a Francesco Totti (188), mentre nelle competizioni UEFA per club è 9º nella classifica generale con 51 reti, posizionandosi davanti ad Alfredo Di Stefano, 8º se si considerano solo i marcatori in UEFA Champions League con 44 reti. Inoltre, con le 3 reti realizzate nelle sei finali di Supercoppa Italiana disputate, è il miglior marcatore della competizione, al pari di Andrij Šhevčhenko. È attualmente secondo tra i giocatori che hanno segnato di più nella stessa squadra, a quota 273 reti con la maglia della sua squadra, dietro a Meazza, a quota 282 reti con la maglia dell' innominabile. Detiene il record di presenze con la maglia bianconera, con 632 partite ufficiali, superando Gaetano Scirea fermatosi a 552. Il 14 febbraio 2010 ha superato anche il record, precedentemente detenuto da Giampiero Boniperti, di presenze nei campionati italiani con la sua squadra, arrivando a 445. INOLTRE HA VINTO 7 (SETTE) SCUDETTI ma uno di questi lo ha portato in giro l’altro senza capire la vergogna di quel gesto che dura dal 2006 ad oggi e non se ne rende conto insieme a tutta la banda degli onesti.
L’altro terminata la breve parentesi inglese (prima conta una retrocessione con il Perugia), fa ritorno in Italia, ancora al Perugia. Nella stagione 2000-2001 segna 12 gol, record per un difensore della massima divisione italiana. È quello il suo ultimo anno nella squadra umbra. In estate infatti, si trasferisce all'innominabile onesta, squadra in cui milita tuttora. Nel 2006 veste uno scudetto vinto dall’uno portandolo in giro come farebbe un infermiere depresso che veste il camice del dottore pur sapendo di non esserlo e rendendosi agli occhi di tutti RIDICOLO come nella natura di tutti quelli che gravitano intorno alla sua squadra, compresi tutti i loro tifosi che parlano orgogliosi di quello che è successo nel 2006, forse sapendo inconsciamente che se le cose non fossero andate come sono andate e non si fosse perpetrata la più grave ingiustizia di massa (colpiti 14.000.000 di tifosi) non ci sarebbe stata trippa per gatti per lungo tempo.
Che dire, qualsiasi bambino sano di mente sceglierebbe la carriera dell’uno anziché dell’altro. Ma la vita a volte ci sorprende. L’altro non si capacita delle vittorie dell’uno e convinto di giocare in una squadra più forte crede che forse si stia tramando contro la sua squadra che “merita di vincere”!!! Che importa se ogni anno la differenza di punti farebbe vincere il miglior premio che le marche di pasta mettono a disposizione per incentivare le vendite dei loro prodotti. Si arriva al 2006, sia l’uno che l’altro sono in nazionale e danno il loro contributo al trionfo. Con tutti i meriti che si danno all’altro non ci si ricorda che proprio lui ha rischiato di farci perdere il mondiale causando il rigore del momentaneo vantaggio della Francia, per fortuna poi ha rimediato. Appena finito tutti a festeggiare, non ci sono giocatori e tifosi di club ma giocatori e tifosi di una nazione, comunque giusto per non dimenticare la squadra di club più rappresentata è una e una soltanto da tutte e due le parti con giocatori che se non giocano, hanno giocato e sono passati per quella squadra. Baci, abbracci, strette di mano, visita ai palazzi del potere, ministri, deputati e senatori fanno la fila per salire sul carro dei vincitori (ho taciuto come sia iniziata l’avventura perché lo sanno anche i sassi ormai). Poi la sorpresa, la squadra dove gioca l’uno è stata giudicata colpevole di non si sa che cosa e viene retrocessa in serie B per espiare la pena. Quindi la squadra dell’altro che essendo una di quelle che sono state le più attive per far condannare alla serie B la squadra dell’uno pensa bene che per rinforzarsi ha bisogno di giocatori di livello e dove va a comprarli? Naturalmente da quella squadra piena zeppa di campioni che deve vendere perché non li può trattenere tutti. Caso strano nell’anno che l’uno con la sua squadra gioca in serie B (da notare che questo giocatore con l’amico portiere e qualche altro sono andati a giocare in serie B da campioni del mondo, complimenti a chi ha preso la decisione di retrocedere questa squadra offendendo il calcio nella sua essenza, ma la cosa più importante era far vincere finalmente qualcosa ai perdenti cronici) l’altro con la sua squadra che priva di avversari di livello fa il record di punti in serie A. Noi ci emozioniamo per le parate del portiere più forte del mondo di tutti i tempi e per il giocatore più emozionante del mondo di tutti i tempi. Come non ricordare un tiro del Bologna dove il portiere viene spiazzato ma riesce a deviare con la gamba con successiva esultanza, che emozione!!! O quando l’uno mette a sedere 4 giocatori prima di insaccare in rete, un giocatore di un’altra categoria, quella delle emozioni. La festa dello sculettino-ino-ino negli spogliatoi e condita da una canzone bella dai propositi leali ma indirizzata alle persone sbagliate e cantata da persone che facenti parte di una società “onesta” non dovrebbero fare la morale. Si sa, si vede sempre la pagliuzza negli occhi degli altri e non si vede la trave nei propri. L’anno successivo l’uno ritorna in serie A (vincerà la classifica cannonieri dopo averla vinta anche nell’anno della B) e affronta l’atro a San Siro, i favoriti sono loro, ma noi abbiamo dentro voglia di rivincita e vogliamo fare bella figura. Durante la partita in molte circostanze si trovano uno contro uno i due della storia che sto raccontando e che succede? (Vado a memoria) in almeno tre occasioni l’uno UMILIA nel vero senso del termine l’altro. Prima occasione è a centrocampo dove l’uno prende palla spalle alla porta, si gira e scappa mentre l’altro rimane impietrito senza riuscire a fermarlo. Seconda occasione, l’uno punta la porta palla al piede di gran carriera con l’altro che cerca di contrastarlo e se non ricordo male appena entrato in area si ferma con dribbling a seguire verso la porta, l’altro va a prendere un caffè in tribuna per l’inerzia della corsa (che umiliazione), purtroppo quella giocata non porta a nessun goal. Terza occasione e questa è la più grande umiliazione per una persona che ha un minimo di cervello in testa. Siamo sulla trequarti in attacco all’altezza del fallo laterale, l’uno palla al piede si gira e si svicola dalla marcatura dell’altro lasciandolo per l’ennesima volta sul posto, ma il movimento del braccio fa si che sfiori il viso dell’altro che vistosi superato e vedendo che il suo avversario non aveva più ostacoli (escluso il portiere che in quella partita ha fatto vedere quanto è bravo bisogna riconoscerlo) per andare in rete si lascia cadere con le mani nel volto a mo di diretto sferrato da Tyson, l’uno con la coda dell’occhio vede la sceneggiata e che fa, si ferma per soccorrerlo da quel vergognoso gesto antisportivo che non ci meraviglia. Per la cronaca la partita viene vinta 2-1 dall’uno nei confronti dell’altro.
Ora chi è il campione e chi l’impostore che cantava:” Senza rubare, vinciamo senza rubare, senza rubaaaare, vinciamo senza rubare” e che al primo confronto in campo dopo quella canzone che ripeto era dedicata alle persone sbagliate.
L’UNO LO AVETE CAPITO E’ IL NOSTRO CAPITANO ALESSANDRO DEL PIERO
l’altro è il difensore spettatore non pagante nell’anno del triplete che da lezioni di onestà e non si ricorda che nel 5 maggio 2002 si è messo alla pietà lacrime agli occhi con i giocatori della Lazio rinfacciandogli che anni prima si era impegnato per far perdere lo scudetto alla JUVENTUS e che per quello si stava umiliando a chiedere di falsare la partita (ART. 6 in diretta televisiva!!!!! Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.). Stendiamo poi un velo pietoso per la maglietta tirata fuori alla premiazione della Champions che tra l’altro è costata la vita ad un uomo che aveva osato dire che forse non era giusto esibire l’odio nei confronti della JUVENTUS nel giorno più bello della storia della sua squadra. Sono riusciti a rovinarsi anche quella. Chi nasce tondo non può morire quadrato e chi nasce perdente rimane perdente. Signore e signori marco materazzi.
PER ONESTA’ INTELLETTUALE NON SARO’ IO A DIRE CHI E’ IL CAMPIONE E CHI L’IMPOSTORE.
Forse soffro di amnesia ma non ricordo standing ovation negli stadi europei per materazzi. Tuttavia ne ricordo alcune per il nostro capitano ALESSANDRO DEL PIERO su tutte quella di Madrid in Champions e quella di Manchester in amichevole dove ha dovuto fare il giro dello stadio facendo autografi. Chissà se un giorno riusciremo a innamorarci di un altro giocatore come lo siamo di lui che ormai non ha più l’età e che per il bene della JUVE dovrebbe dichiarare:” Io sono a disposizione dell’allenatore” e non: “Voglio essere trattato alla pari con gli altri”. Giusto per non alterare gli equilibri e se come sempre dimostrerai di essere il migliore è giusto che a sedersi sia qualche altro. Piccola critica e mi scuso ma è quello che penso sperando in una grande stagione sua e della JUVENTUS.
Si capisce molto bene che sono un tifoso di Alex e che per me e un mio amico (veri tifosi di ALEX) con il quale abbiamo condiviso mille battaglie, praticamente tutte le partite da quando le danno in tv, un goal fatto da DEL PIERO è sempre stato più goal di qualsiasi altro giocatore della JUVENTUS, tifosi della serie “fai tutto da solo” o “non possiamo vincere 11 contro 2 (DEL PIERO E BUFFON)”, come schierarci dalla parte di ALEX quando la tifoseria si è spaccata in due, quelli pro e quelli contro, quante volte mi è capitato di sentire tifosi della JUVE che alternavano commenti del tipo:” È finito” a:” Però mi devo ricredere, ci ha salvato per l’ennesima volta”, per tacere di tutti quei giocatori che volevano prendergli lo scettro e che aimè uno dopo l’altro hanno dovuto gettare la spugna. Quando lo scettro lo aveva un certo Baggio ed è arrivato lui, per farla breve, un calcio nel sedere e vai a giocare da un’altra parte qui è arrivato il MESSIA. GRAZIE ALEX PER TUTTE LE EMOZIONI CHE CI HAI REGALATO E CHE CI REGALERAI.
Grazie e un saluto da Giacomo Fiori
Ps. I dati su ALESSANDRO DEL PIERO sono presi da wikipedia, tranne i sette scudetti che ho voluto nominare perché per alcuni non sono quel numero ma due in meno. INVECE SONO SETTE.
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