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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Stefano Bianchi del 14/08/2010 17:39:08
Signori si nasce! La storia del loro 1° scudetto
L’associazione che governava il calcio in Italia, nel 1909 si scelse il nuovo nome di Federazione Italiana Gioco Calcio e decise di far disputare il campionato a girone unico, sul modello dell’English League. Così, il tredicesimo campionato di calcio, che allora si chiamava Prima Categoria, invece d’eliminatorie regionali seguite da un quadrangolare su base nazionale, avrebbe visto schierate dieci squadre, ognuna delle quali avrebbe incontrato tutte le altre in gare d’andata e di ritorno.

Il torneo si svolse a cavallo del 1909-1910 e fu un torneo nato zoppo, con sole nove squadre per la defezione del Venezia, che avrebbe avuto il diritto a partecipare poiché presente nel precedente torneo, al pari d’Andrea Doria, Genoa, Inter, Juventus, Milan, Pro Vercelli, Torino ed US Milanese; la nona squadra fu l’Ausonia, promossa dalla Seconda Categoria nella stagione precedente. Dopo un eccellente inizio dei campioni in carica della Pro Vercelli, l’Inter, che aveva stentato parecchio nelle fasi iniziali, mise in fila ben undici vittorie consecutive e conquistò il temporaneo primato in classifica. Ma all’ultima giornata, la sconfitta dei nerazzurri a Genova permise l’aggancio al primo posto da parte della Pro Vercelli: per assegnare il titolo, si rendeva necessario uno spareggio.

Lo spareggio avrebbe dovuto svolgersi a Vercelli, per la migliore differenza reti dei piemontesi, ma la FIGC commise un “errore”, fissandone la data nel giorno in cui era già prevista una partita amichevole tra Nazionali militari. Dato che l’ossatura delle Nazionali era costituita prevalentemente da giocatori che militavano nella Pro Vercelli, Luigi Bozino, presidente dei piemontesi, chiese lo spostamento della gara. L’Inter, consultata in merito, rifiutò e la Federazione non ritenne di modificare la data dell’incontro. Per protesta, domenica 24 aprile, la Pro Vercelli schierò una squadra d’undicenni, ma la dirigenza interista non colse quest’ultima opportunità che le era stata offerta per salvare la faccia e mandò la squadra titolare in campo. La gara (?) finì 10 a 3 per i milanesi, e l’Inter riuscì a vincere il suo primo scudetto. Assieme ai nomi dei ragazzini andati a segno, Tacchini, Zorzoli e Rampini, vale la pena ricordare il nome del presidente dell’Inter d’allora, Carlo De Medici, l’iniziatore della stirpe dei presidenti galantuomini. Che questa non sia una pagina luminosa del calcio nerazzurro, che non sia uno scudetto di cui vantarsi, appare evidente anche dalla lettura dell’episodio fatta nel sito ufficiale dell’Inter: “ Poi la presidenza passa a Carlo De Medici e, nel 1910, arriva il primo scudetto, strappato alla Pro Vercelli dopo un velenoso spareggio”. Se al posto di “strappato” e “velenoso” si sostituissero i termini corretti “scippato” e “vergognoso”, si potrebbe, una volta tanto, essere d’accordo con i nerazzurri.

Da tutto ciò si può desumere una verità storica, da cui deriva un corollario morale. La verità storica ci dice che la Banda degli Onesti colpiva anche un secolo fa. Il corollario morale, che stavolta ricavo direttamente dal Vangelo (Giovanni 8, 1-11) recita come segue: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Che c’entra, direte voi. C’entra, eccome se c’entra: serve a sottolineare l’estrema insulsaggine della loro ricorrente affermazione nei nostri riguardi, la ripetitiva “Avete sempre rubato!”. Anche fosse vero, quanto ho appena scritto dimostra che hanno iniziato loro.
 
 
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