28 Gennaio 2008 «I momenti più meravigliosi della vita non sono quelli del presunto successo, ma quelli in cui, per avvilimento o per disperazione, si sente nascere dentro di sé una sfida alla vita e la promessa di future conquiste». Lo ha scritto Gustave Flaubert e stamattina mi è venuto in mente, perché mi sembra che fotografi bene la realtà della Juventus in questa fase della sua storia. Questa Juve costantemente riaccomodata mi commuove, l’ho detto tante volte, per la sua capacità di ritrovarsi e fare tesoro di ogni residuo di forza e qualità... “Quei due” hanno fatto 400 goals insieme e sono ancora una coppia da 40 (e più) reti a stagione. Descrivetela voi l’azione che ha preso spunto da Palladino e ha arabescato quel disegno più che perfetto, profondamente ispirato e corale, come un inno allo sport e alla gioia di vivere. Che stanotte non mi ha fatto dormire, perché ieri sera un raggio fotonico ha scardinato i cancelli del carcere buio dove ci avevano rinchiuso e ha liberato la Juventus...
29 agosto 2010 h 17:00 Queste parole scrivevo diciotto mesi or sono, pervasa ancora da una rabbia acerba e da un furore che non riesco a spegnere. Queste sillabe arse di passione per la nostra Juventus mi sgorgavano dal cuore, diritte sopra la tastiera del computer, senza passare per la mente, senza soffermarsi un attimo nei meandri ragionevoli eppur codardi della riflessione. Era la Juve tutto quello che ri-volevo. Il sogno e la realtà che un calvario lungo ormai quattro anni non riescono a offuscare nemmeno nei ricordi. Di quella Juve Del Piero e Trezeguet hanno rappresentato la punta dell'iceberg. L'acuminata freccia che scoccava da un arco apparentemente magico come quello di Ulisse. E invece frutto di lavoro intenso, perspicacia, volontà, abilità, ricerca, lavoro. Passione e amore soprattutto. Come ha ricordato Andrea Agnelli, riaccendendo l'entusiasmo in me e così spero anche in tutti voi, cari Amici di fede bianconera. Quattro anni folli hanno preteso di riscrivere la Storia. Non sono quella del calcio, perché la Juventus e, consentitemi di dirlo con un soffio di malcelata presunzione, gli Juventini fanno parte di una storia ancora più grande e più completa. La storia di un paese, di una famiglia, di un modo di essere. Di uno stile e di un'essenza. Che una follia collettiva intitolata calciopoli e sottotitolata "diffuso sentimento popolare" hanno cercato dapprima di cancellare e poi di far dimenticare. Nelle accuse gratuite, nelle bugie strillate sulle prime pagine di giornali indegni e televisioni compiacenti. Nel tentativo di normalizzare una schiera di persone che del calcio aveva un'idea nobile e chiara, vera. Juventus e Juventini sapevano che vincere non era una scommessa e nemmeno un dono, ma un lavoro duro, portato avanti con ambizione e capacità, con una distribuzione umile e responsabile dei ruoli. Il cui vertice era formato da una coppia che oggi saluta il calcio e la storia. Capitan Del Piero, troppo spesso additato come tutto il meglio e tutto il peggio della Juve degli ultimi diciotto anni. David Trezeguet, un uomo ombra, una pedina apparentemente avulsa dal gioco e capace di trasformarsi in una frazione di secondo in un killer spietato, in un cecchino infallibile. Il più prolifico realizzatore straniero. Il più silenzioso e altero dei re. Un faraone dal profilo essenziale che se ne va portandosi via l'ultimo pezzo forse di una Juventus troppo amata e troppo odiata. Tra poco più di un'ora si riaccenderanno i riflettori su una Juve diversa. Nata ancora una volta sopra le ceneri di un golpe portato a termine con cruda e crudele determinazione. Sotto la guida di Andrea Agnelli, al quale desidero augurare un futuro di gioie e di vittorie. Soprattutto di giustizia. Anche per noi. E quando e se vi chiederanno di raccontare questi anni, non abbiate timore, non rimanete in silenzio. Mostrate con le immagini e con le parole come vinceva quella Juve che hanno cercato di uccidere. Raccontate di quell’8 maggio 2005, di quella rovesciata di Alessandro Del Piero e di quel tocco di Cobra che ci regalarono l'ultima gioia, quello scudetto vergognosamente usurpato, meravigliosamente eterno. Sono 29. la juventina
Forza Juve Giusy
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