Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto ci perviene dal signor Massimiliano Giacomini, direttore della testata sportiva online
Professione Calcio, in merito all’intervista ad Umberto Pecchio pubblicata la scorsa settimana sulla homepage della nostra redazione (
link ). Invitiamo chi ancora non l’avesse fatto a leggerla nella sua completezza: troppi sono i dettagli che non si possono riassumere in maniera esauriente, e che rispecchiano in ogni passaggio l’atteggiamento assunto dai rappresentanti dei vertici della FIGC nei confronti dei suoi interlocutori, da molti anni a questa parte.
Umberto Pecchio è stato un dirigente di società dilettantistiche, prestando servizio volontariamente in ambito FIGC per 55 anni. Nel 2005 ha scoperto che per molti anni
la Federcalcio non ha adempiuto al proprio dovere di corrispondere il premio di assicurazione per i tesserati delle categorie “giovani”, i ragazzi tra gli 8 ed i 16 anni, come invece regolarmente previsto in ossequio all’articolo 45 comma 2 del NOIF (Norme Organizzative Interne Federali). Nei 6 anni e mezzo intercorsi fino ad oggi il signor Pecchio ha portato la questione all’attenzione della FIGC, al fine di ottenere soddisfazione. Non ha mai adito le vie legali, né si è presentato di fronte alle istituzioni sportive con spirito arrogante o anche semplicemente battagliero. Al contrario, ha sempre cercato il dialogo fiducioso con i dirigenti FIGC. Nemmeno si sognava un rimborso complessivo per tutti gli anni di mancato versamento del premio da parte della Federazione. Umberto Pecchio si sarebbe accontentato di un compromesso, un’ammissione di responsabilità della FIGC e un passo avanti in direzione delle società.
Le cose non sono andate esattamente così.
La maggior parte degli interpellati non ha risposto o ha politicamente eluso il problema. Ed anche chi gli ha dato retta si è comunque sottratto dall’assumersi responsabilità in merito. Un atteggiamento, quello assunto dalla FIGC, di assoluto
disinteresse verso i problemi di chi rappresenta, e che stride vergognosamente al cospetto delle dichiarazioni che i suoi dirigenti rilasciano quasi ogni giorno, e che riecheggiano grazie al sistema mediatico italiano.
Il signor Giacomini, che in più di una occasione ha sottolineato, nelle pagine del quotidiano online da lui diretto,
altri atteggiamenti poco limpidi da parte della FIGC, ha composto una lettera in cui si richiede ciò che da sempre auspicava Umberto Pecchio. Ovvero l’assunzione dell’impegno, da parte degli organi federali, di venire incontro alle società intervenendo economicamente in loro favore, pur senza necessariamente corrispondere l’intero volume dei premi versati dalle società nel periodo di tempo in cui era stato in vigore l’articolo 45 comma 2 delle NOIF.
Invitiamo pertanto chiunque abbia a cuore lo sport, il gioco del calcio, e che crede nell’esercizio dei diritti e delle responsabilità, a
diffondere le informazioni. Ed invitiamo parimenti ogni rappresentante delle società che annoverano squadre “giovani” a stampare la lettera, compilarla ed inviarla senza esitazione alla FIGC. Per ottenere finalmente, almeno in parte, la soddisfazione per la battaglia condotta da Umberto Pecchio in questi anni, ovvero nient’altro che il
riconoscimento di un dovere mai adempiuto da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Documentazione ricevuta da Massimiliano Giacomini, direttore di Professione CalcioGiancarlo Abete: “La Figc non ha i milioni di tifosi delle società e il suo ruolo è quello di far rispettare le regole“. “Si evidenzia da parte di tanti una insofferenza nei confronti di un sistema di regole che vanno rispettate”. "Dobbiamo far rispettare le regole". “…Chiunque è stato in grado di fare le analisi del caso e di stabilire di conseguenza che tutte le decisioni hanno rispettato regole scritte…”. “le regole esistono e vanno rispettate”. Gianni Petrucci: “Regole da rispettare”. “Le regole ci sono e vanno rispettate da tutti”. Potremmo andare avanti così per decine di pagine con le dichiarazioni del presidente del Comitato Olimpico Nazionale e del numero uno della Federazione Italiana Giuoco Calcio riguardo le regole e il rispetto delle norme, ma pensiamo di avervi messo sulla strada giusta. I due predicano bene e razzolano male quando si tratta di controllare da parte del CONI e di ammettere i propri errori e di risarcire le società da parte del “non legato alle logiche della poltrona”. Ci riferiamo al caso dell’errata applicazione dei premi assicurativi obbligatori dei giovani calciatori (art.45 Comma 2 delle N.O.I.F.) e della denuncia di un dirigente di lombardo, Umberto Pecchio, che negli anni ha mandato 88 lettere alle varie Istituzioni (dalla Federcalcio al Ministero per lo Sport) per richiedere un risarcimento sacrosanto, visto che quella particolare spesa spettava alla Federazione e non alle società, che Giancarlo Abete ha rispedito al mittente affermando anche che c’era aria di prescrizione quando per lo Calciopoli il superprocuratore Palazzi aveva affermato che l’Inter avrebbe potute rinunciare alla prescrizione allora perché non fare la stessa cosa in questo caso? La FIGC deve alle società che hanno tesserato dal 1997 al 2006, anno in cui il Commissario Guido Rossi cambiò l’articolo delle NOIF, i giovani calciatori, si parla di circa 4 milioni di tesseramenti, 12,5 milioni di Euro centesimo in più centesimo in meno. Se le regole ci sono, e la regola c’era ed è stata cambiata da Guido Rossi il 27 Luglio del 2006 con un colpo di penna che avrà anche cancellato la parte del Comma che faceva ricadere la spesa sulla FIGC ma così facendo ha anche avvalorato la tesi del Pecchio visto che non si parla di retroattività della norma, allora va rispettata e il buon Giancarlo Abete dovrebbe finalmente fare qualcosa per le società. Le società di calcio sono in crisi specialmente quelle che devono occuparsi dei giovani calciatori e proprio loro sono le società maggiormente colpite dalla mancanza di controllo della Federcalcio, qualcuno ci dovrebbe ancora spiegare come mai per 9 lunghi anni nessuno dei revisori dei conti della Federcalcio si è accorto che entravano nelle casse di via Allegri 1,2 miliardi di vecchie lire circa in più ogni anno, per questo ci facciamo promotori di una class action e siamo disposti ad aiutare le società anche da punto di vista legale visto che c'è una responsabilità a livello patrimoniale da parte della FIGC nei confronti delle società, precisamente nel pagamento di un TOT a titolo di risarcimento per una spesa non dovuta a carico delle società calcistiche in questione. Di fianco pubblichiamo la lettera che dovete spedire a Professione Calcio via F.T. Marinetti 221 00143 Roma. ModuloData_________________
Oggetto: Errata applicazione dei premi assicurativi obbligatori dei " calciatori giovani '' (Art. 45 Comma 2 delle N.O.I.F.), prima della modifica attuata dall'Ex Commissario Straordinario della F.I.G.C. Dott. Guido Rossi in data 27 Luglio 2006, posti a carico delle Società anziché della F.I.G.C., come previsto dalle stesse Norme.
Pregiatissimi Signori.
il sottoscritto ___________________________ in qualità di Presidente e legale rappresentante pro-tempore della Società di ____________________________________________ appartenente al Comitato Regionale della F.I.G.C. L.N.D. mi rivolgo a Lei per tentare di risolvere l'annoso problema dei premi assicurativi relativi ai calciatori “giovani" che, come Lei sa, gravavano fino al 26 Luglio 2006 sulla F.I.G.C. a Norma dell'Art. 45 Comma 2 delle N.O.I.F. e che invece, fino a tale data, sono stati regolarmente posti a carico delle Società dilettantistiche al momento dell'acquisto e del pagamento dei cartellini giovanili.
E' sicuramente complicato, anche se non impossibile, calcolare il grave danno economico patito dalla mia Società a causa di questa cattiva ed errata interpretazione dell'Art. 45 Comma 2 delle N.O.I.F. da parte degli organi competenti. Che danno ci sia stato, peraltro, è certo ed inconfutabile sia dal punto di vista giuridico che amministrativo.
Pertanto mi permetto di proporre, al solo scopo di evitare l'insorgere di una lite, che la mia Società riceva un significativo contributo finanziario a fondo perduto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio per compensare l'esborso economico sostenuto e non dovuto. Cose si potrebbe chiudere in via del tutto amichevole e stragiudiziale la presente vertenza.
Mi appello alla Sua cortesia al fine di avere una risposta entro il prossimo Giugno; in caso contrario sarò costretto a valutare, a mio malgrado. l'opportunità di una azione giudiziale per recuperare l'intera somma indebitamente versata. In attesa di riscontro porgo distinti saluti.
Il Presidente
Timbro sociale
P.S. Per facilitare la definizione del contributo finanziario di cui si parla, specifico che la Società da me presieduta ha tesserato nel periodo_____________________________________________________ no ________________________________ calciatori “giovani”. Commenta l'articolo sul nostro forum!Scarica GiulemanidallaJuve News, clicca qui 
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