Trionfalismo rossonero e molta molta retorica hanno accompagnato il post partita di Milan-Juventus. Galliani che chiama Agnelli per ringraziarlo per il fair play, merce rara soprattutto dalle parti di Milano; Braschi e Nicchi che pubblicamente premiano la maturità dei bianconeri e le dichiarazioni dei campioni juventini che sono seguite alla partita; Rizzoli che ringrazia i giocatori che hanno evitato di rendere il clima ancora più avvelenato non protestando platealmente durante il match. Ma che bello! Abbracciamoci tutti!
Un bel quadretto non c’è che dire, soprattutto dopo la settimana delle accuse nerazzurre ululanti ai complotti e alle nuova calciopoli e l’intero anno di polemiche di Galliani e dei rossoneri sul gol di Muntari. Una differenza di stile, non solo per il fair play bianconero, che all’estero vedono chiaramente. Sono di oggi le parole di Lucescu che così sintetizza le differenze tra le due squadre:
«La Juventus: stadio di proprietà, serietà, atleti educati secondo lo spirito del club. Non gente che viene così, per un anno o due: li prendono giovani, crescono con la squadra, le danno tutto… Il Milan invece è rimasto col suo modo di pensare: li prende a fine contratto, di nome, pensa molto all’immagine e poco a costruire. Come fai a costruire con gente di 34-35 anni? Non saranno mai parte della tua anima.[…] «La rispetto molto, ho seguito il processo che l’ha riportata in alto, fino ad avere di nuovo una squadra capace di lottare e vincere anche in Europa. E non lo fa solo coi giovani: guardate che motivazioni hanno gente come Pirlo o Buffon…».Dopo questo bel quadretto, è giusto ricordare che lo stile non sempre premia chi si comporta in modo corretto; se parliamo poi di Juventus, l’insulto libero è ammesso, a volte sostenuto (vero Abete? Vero Petrucci?) e incentivato (gazzetta docet).
Guardate questo video. Sono due post partita, il primo quello di Catania con la Juventus accusata di aver vinto con l’errore arbitrale, l’altro è il post partita di Milan-Juventus, con il match deciso da un errore arbitrale.
Stessa situazione, reazione diversa: da una parte la furia antijuventina, dall’altra le distensive considerazioni di Allegri.
Non possono passare come normali le diverse reazioni in medesime situazioni a cui dobbiamo dare il giusto valore anche per porci delle semplici domande: Chi tutela la Juventus da questa triste realtà? Perché è ammesso questo comportamento verso i tesserati juventini? Perché nessuno è intervenuto per condannare il clima intimidatorio di quella conferenza stampa con Angelo Alessio in balia delle folli considerazioni dei giornalisti presenti in sala? E' o no evidente il diverso trattamento riservato alla Juventus tanto da indurre chi di dovere a chiedere le oppurtune garanzie affinchè ci sia una tutela tale da evitare il ripetersi di questi tristi teatrini?
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