Mi è venuta in mente una scena del film “il Secondo tragico Fantozzi”, più precisamente quella in cui tutti gli impiegati, convocati dal direttore per l'ennesima visione della Corazzata Potemkim, per poter seguire la radiocronaca della contemporanea fondamentale partita Italia – Inghilterra in diretta da Wembley, cercano di introdurre in sala clandestinamente radioline di vario genere, nascoste in ogni dove, venendo rigorosamente perquisiti e scoperti.
L'unico a farla franca sarebbe stato (salvo il suo “fantozziano” autosmascheramento), proprio il buon Fantozzi, che la radio la teneva in mano in bella vista.
Situazione analoga, mi pare, a quella dell'allenatore della Roma Garcia, che non nasconde in alcun modo (durante le partite e nelle interviste post gara), l'utilizzo di un walkie talkie, necessario per le comunicazioni tra i suoi collaboratori in panchina e in tribuna.
Le sanzioni? Poco o nulla.
Una prima infrazione passò, come si suol dire, in cavalleria, visto che della telefonata (anche se tra walkie talkie non si chiamano così) se ne accorsero tutti tranne l'arbitro, che non la inserì in referto.
La seconda volta arrivò addirittura una multa di € 5.000,00, contro la quale la Roma propose ricorso, invocando disparità di trattamento con quanto avviene in Francia, dove Garcia si comportava allo stesso modo senza sanzioni, così pare.
Peccato che in Europa la cosa sia notoriamente vietata, ma tant'è.
Vedremo ora cosa succederà.
Apprezziamo se non altro il modo di fare candido e ingenuo dell'allenatore giallorosso (
"Questo è il mio modo di lavorare", le sue parole), ben diverso da quel Conte che, a detta dei media, comunicava sotto squalifica con la panchina
telepaticamente, visto che nessuno è mai stato visto con cellulari o walkie talkie in mano, o si introduceva clandestinamente negli spogliatoi attraverso l'ormai mitico
tunneldello Juventus Stadium.
Articoli correlati
La differenza Conte e Garcia
Commenta l'articolo sul nostro forum
Condividi su Facebook!
