L’offerta “monstre” (
Link) di Mediaset ha avuto la meglio su SKY. Per tre anni a partire dalla stagione 2015/2016 tutti i match in diretta e gli highlights di CL saranno visibili solo con l’offerta tv e online di Mediaset (
Link). Ma non basta, già dall’anno prossimo ci sarà una novità: per la prima volta da 14 anni la partita più importante del mercoledì sarà trasmessa in esclusiva e gratis in HD solo sulle reti Mediaset.
E adesso come la prenderà Auricchio? La celebre gaffe dell’allora colonnello che svolse con i carabinieri della sezione romana di via In Selci le indagini di calciopoli, certificò la pochezza dell’impianto accusatorio basato sulle notizie e i cartellini pubblicati dai giornali che a suo avviso non erano in orbita bianconera e pretese di affermare che potesse non essere di pubblico dominio che il gruppo Mediaset fosse riconducibile alla stessa proprietà del Milan.
Da allora Auricchio si è dato alla politica, al fianco di De Magistris nella giunta napoletana e qualcosa deve pur aver imparato dei rapporti anomali e dei conflitti di interesse che animano sempre i retroscena dei palcoscenici politici, culturali e sportivi italiani.
Agli auricchi che popolano i bar dello sport toccherà invece far sapere che in questi anni Mediaset non se ne è stata con le mani in mano, animando discussioni e riunioni all’interno della lega italiana di serie A a causa della vicinanza stretta con la presidenza italiana di Infront, una delle principali società che gestiscono il giro di affari tra eventi sportivi e televisioni, vicina a sua volta a Blatter attraverso la presidenza di un nipote (
Link).
Nel frattempo anche all’interno della squadra rossonera si è delineato un nuovo corso che ha aperto un ballottaggio risolto con una sorta di larghe intese tra il vecchio, impersonato da Galliani, e il nuovo, nelle vesti rinnovate e femminili di Barbara Berlusconi. Il patto è stato suggellato da una gestione alla quale spesso viene data una valenza più mediatica che consistente sul piano dei risultati sportivi, sull’altare della quale è stata sacrificata immediatamente la testa di Allegri.
Nel quadro generale della società rossonera non può nemmeno tacersi il dato che sfuggiva ad Auricchio. Nella ricerca spasmodica dell’uso mediatico delle televisioni per spianare la strada al sentimento popolare e ai buoni auspici arbitrali, egli si soffermava sulle amicizie di Moggi con Biscardi e tralasciava l’evidente intromissione di Mediaset nel match clou per lo scudetto 2004/2005, quando inaugurando la stagione delle prove televisive ad personam si riusciva a estromettere Ibrahimovic da quel confronto. Con gli scarsi risultati che tutti ricordano, grazie all’esuberanza di una delle coppie di attacco più prolifiche e meglio assortite della storia del campionato italiano di serie A, formata da Del Piero e Trezeguet, che si esibivano in una rovesciata propiziatrice di una rete di pregevole e spettacolare fattura. E che da sola basterebbe a smontare e a giustificare calciopoli.
Non è facile parlarne, comprendiamo i dubbi di Auricchio, anche se non è bello pensare che si sia dato a servire la cosa pubblica con questi fardelli nel cuore. Al vertice della piramide rossonera Adriano Galliani è sempre stato il deus ex machina, ma scelto dall’uomo che nel frattempo doveva ufficialmente farsi da parte e mantenere solo un incarico di prestigio perché contemporaneamente assiso sullo scranno più importante dello scenario politico italiano, almeno finché è stato occupato dal padre di Barbara: la presidenza del consiglio dei ministri.
Quella poltrona è sfuggita all’ex primo ministro per i fatti che la stampa statunitense ha appena dato in pasto ai lettori (Alan Friedman nel libro Ammazziamo il Gattopardo
Link), con la speranza che sia di una qualità superiore a quella che ci ha propinato la notizia che il pianto di Balotelli a causa della sostituzione patita di recente nel coso dell’ultima sconfitta dell’era Seedorf, fosse invece dovuto ai soliti cori razzisti che in tutti gli stadi si accanirebbero contro di lui (
Link).
Più difficile che sia sfuggito il cambio di rotta in seno a Mediaset, che nelle ultime stagioni ci aveva abituato alle rimostranze di Piersilvio e Marina riguardo alle spese pazze per il Milan. L’avvento della sorellina avrà causato l’inversione di rotta? O non sarà stata l’ansia di riacciuffare un elettorato che al più presto potrebbe tornare utile? Ben sapendo che difficilmente un Della Valle da Firenze (ma pure un Cairo o un De Laurentiis) potrà far sedere milioni di telespettatori gratis davanti alla televisione ogni benedetto mercoledì, per fargli prendere gratis visione della partita più importante di Champions League?
Piaccia o non piaccia facciamocene una ragione. Le cose stanno così, ma ricordarsene sarebbe intellettualmente onesto ogni volta che “er sistema” si riappropria dei microfoni per raccontare agli auricchi che alla Juve gli hanno fatto anche lo stadio e ce n’è sempre uno che è pronto a ricordarsi che poi vince perché la FIAT comanda in Italia. A proposito, chiamatela FCA.
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