Piccola storia degli scudetti dal 1999 al 2006. Secondo Paolo Ziliani sarebbero 7 i campionati italiani di calcio “taroccati: quelli giocati dal 1999-2000 al 2005-2006. Sette campionati da invalidare, proprio come i 7 Tour vinti da Armstrong”. (
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Sappiamo bene come nel nostro paese
l’antijuventinità sia una malattia che provoca ogni sorta di sintomi dolorosi, ma Ziliani sembra proprio arrivato al delirio. Per due motivi che se non si fosse lasciato prendere dall’odio che attanaglia chi non ama la Signora, avrebbe capito anche da solo. Il primo suggerisce che una tale corbelleria proprio non si può affermare, perché quei sette scudetti furono vinti nell’ordine da: Lazio, Roma, Juve, Juve, Milan, Juve, Juve. Il secondo che la memoria è fallace quando deve ricordare avvenimenti che hanno fatto del bene all’Italia intera e dei quali è stata coprotagonista la Juventus, come quando la nazionale vince i mondiali. In quel lasso di tempo che Ziliani vorrebbe cancellare dalla storia del mondo e precisamente nel 2003 si colloca la finale di Champions League disputata a Manchester da due squadre italiane: la Juventus e il Milan, che vinse ai calci di rigore dopo aver eliminato l’Inter, che portò così a 3 le semifinaliste su 4. Numeri che oggi sembrano fantascienza, con il nostro ranking che va a picco e la Juventus che rimane la sola italiana in Europa, a disputarsi la competizione minore: l’Europa League.
In occasione di calciopoli sentii il bisogno di scrivere di Juve. Mi capitò di ripercorrere la sua storia negli anni in cui si intrecciava alla mia vita. Così non mi è difficile andare a ripercorrere quelle stagioni ricche di emozioni per tutto il calcio italiano, tanto per dare la possibilità ai tanti Ziliani dalla memoria corta di ripassare una materia sportiva che sono soliti trattare pur apparendo poco ferrati.
Mi piacerebbe rivivere insieme quelle emozioni che nessuna farsa potrà mai cancellare.
1999/2000 A Perugia vince la LazioQuello del 1999-'2000 fu il torneo dello scudetto affogato a Perugia, per opera di Collina, la celebratissima giacchetta nera costretta al ritiro dall’attività per un evidente conflitto di interessi, non avendo voluto rinunciare allo stesso sponsor del Milan, nonché futuro designatore arbitrale.
Le sette sorelle partite tutte con il vantaggio di un pronostico positivo si erano disperse e dopo la Roma e il Milan parve rimanere solo la Lazio a contrastare la Juventus, che intanto marciava a +9 punti in classifica. I giochi sembravano fatti, ma la decisione di giocare in estate la Coppa Intertoto (conquistata da Juventus, Montpellier e West Ham, che così acquisirono il diritto a giocare la Coppa UEFA), destinata alle squadre che non avevano ottenuto una qualificazione europea, poi soppressa con comunicato dell’UEFA del 30 novembre 2007, esaurì le risorse dei giocatori di Ancelotti e li fece crollare contro Milan e Lazio. La partita decisiva, condotta a termine forzatamente nell’acquitrino perugino, dove solo chi avesse voluto avrebbe visto rimbalzare il pallone, fu fatale. Era l’anno del giubileo e lo scudetto andò a Roma, seppure sulla sponda laziale.
Polemiche tante, attraverso i media, che non tanto velatamente insinuavano che la Triade si adoperava per procurare risultati positivi alla squadra bianconera. Un attacco costante e becero portato avanti da trasmissioni televisive e giornali, apparentemente per conquistare il pubblico. Un’abitudine a esasperare i fatti, a spettacolarizzare le situazioni e le discussioni durata anni e mirata scientificamente ad attaccare la Juventus fuori dai campi di gioco, avendo dimostrato i fatti che sul rettangolo verde molto difficile sconfiggerla. Un assedio che c’era sempre stato in fondo, ma che dal famoso rigore negato a Ronaldo non aveva più avuto tregua. Il clima anti-Juve toccò l’apice alla penultima di campionato, il 7 maggio 2000, quando si giocò Juventus Parma. Al 60’ Del Piero era ritornato al goal su azione dopo diciotto mesi, incornando di testa su un cross di Pessotto. All’89’ Cannavaro aveva realizzato su corner la rete del pareggio, non convalidata perché De Santis aveva fischiato un fallo di confusione in attacco. Episodio che lo consacrerà complice ideale della cupola. Sprecato il bellissimo tiro di Davids, che sul finale si stampava all’incrocio dei pali e il tentativo di Zidane di mettere la palla dentro sul rimbalzo, al 90’. Si scatenarono polemiche feroci, che trovarono l’epilogo il 14 maggio 2000 a Perugia. Con una situazione che vedeva campo e spogliatoi allagati, la partita più lunga del campionato fu fatta giocare da Collina, che uscì fuori per quattro volte alla ricerca di un angolo asciutto dove far rimbalzare il pallone. A detta dei fomentatori del sentimento popolare, il diluvio era biblicamente intervenuto a lavare le colpe bianconere.nCon il senno di poi si potrebbe anche dire che “calciopoli” era iniziata.
2000/2001 La Roma degli extracomunitari in esuberoIl campionato di calcio 2000-‘01 fu vinto dalla Roma di Capello (75) davanti alla Juventus (72); l’Inter fu quinta in classifica (51). Molti attribuiscono gran parte della responsabilità della sconfitta bianconera a Van Der Sar, il portiere che ha trovato il suo riscatto nel Manchester United, laureatosi Campione d’Europa nel 2008. Può essere molto migliorato nelle sue prestazioni, ma di sicuro non è il disastro che certa critica tende a propinarci. Il 6 maggio 2001, Roma si trovò a rimontare e pareggiare oltre il tempo regolamentare una partita che la Juventus stava conducendo per 2 a 0. L’autore della prima rete giallorossa e fautore della seconda fu Hidetoshi Nakata, che nemmeno avrebbe dovuto giocare, poiché all’inizio del campionato le regole imponevano alle squadre iscritte di non poter disporre di un numero di extracomunitari superiore a tre. Due giorni prima di questa partita queste regole vennero cambiate.
L’Inter di Lippi, già eliminata in Champions dagli sconosciuti svedesi dell’Helsingborg, rimediò in Coppa Italia e in campionato due sconfitte tennistiche (6 a 1) dal Parma e dal Milan e fu estromessa dalla UEFA ad opera degli altrettanto ignoti spagnoli dell’Alavès.
2001/2002 E’ Juventus grazie il 5 MaggioLo scudetto del 2001-'02, il 26° per la Signora, è passato alla storia come il novello 5 Maggio. Come nel 1967, quando tra il 25 maggio e il 6 giugno si concluse in tre partite il ciclo della Grande Inter, che perse prima con il Celtic di Glasgow a Lisbona la finale di Coppa dei Campioni, poi contro il Padova la semifinale di Coppa Italia e il 28 maggio venne sorpassata di un punto nella vittoria dello scudetto, perdendo per 1 a 0 a Mantova, dopo aver condotto in testa tutto il campionato, proprio dalla Juventus.
Il 5 maggio 2002 la situazione di classifica vedeva l’Inter con 69 punti, staccata di un punto dalla Juventus e di due dalla Roma. Lazio Inter si giocò a Roma e la tifoseria biancoceleste era tutta dalla parte dei nerazzurri, essendo tradizionalmente invisa ai bianconeri e ai giallorossi. L’Inter fu capace di rovinare tutto e di essere la sola causa del suo stesso male. Riuscì nell’impresa di farsi pareggiare per due volte le reti di Vieri e Di Biagio e poi di cedere definitivamente con un clamoroso 4 a 2, grazie a una doppietta di Poborsky, già in partenza dalla Lazio, e alle reti dell’ex Simeone e di Simone Inzaghi, finendo per “regalare” all’ultima giornata lo scudetto alla Juventus, che in 11 minuti aveva regolato l’Udinese fuori casa con le reti di Trezeguet e Del Piero. Il 23 novembre 2006 Cragnotti ha dichiarato di aver ricevuto il giorno antecedente la partita una telefonata di Massimo Moratti, che lo sollecitava ad un incontro dopo la partita per definire l’acquisto di Nesta, nonostante ne avesse gonfiato il prezzo adducendo come scusa una trattativa già avviata con la Juventus. Quell’incontro non ci fu mai. Né a nessuno degli organi competenti della FIGC è mai venuta la curiosità di saperne di più. Il 3 dicembre 2001 la Juventus fu quotata sul listino della borsa italiana.
2002/2003 La Juve e l’anno di Manchester: Nel 2002-‘03 la Juventus fu ancora Campione d’Italia e si aggiudicò la Supercoppa Italiana. Il campionato vide le milanesi contenderle lo scudetto insieme con la Lazio, ma il 2 marzo la Signora, con un secco 3 a 0, si impose perentoriamente sui nerazzurri e pose le basi del 27° scudetto.
In Champions si ebbe il predominio delle tre grandi italiane, con l’avvincente semifinale tra Milan e Inter (0-0; 1-1) che portò alla finale dell’Old Trafford in cui si scontrarono Juventus e Milan. Ebbero la meglio i rossoneri ai calci di rigore, riuscendo paradossalmente a portare in bacheca la coppa dalle grandi orecchie con tre pareggi.
Si giocò a Manchester il 28 Maggio 2003. Il punteggio finale di 0 a 0 portò a risolvere il match ai calci di rigore, con il risultato di 3 a 2 per il Milan.
Pavel Nedved non poté giocare la finale a causa di un’ammonizione che gli costò la squalifica, ma nel 2003 ricevette il Pallone d’Oro.
Nel Girone E la Juventus fu prima (13) davanti a Newcastle (9); Dinamo Kiev (7), Feyenoord (5).
Ai quarti eliminò il Barcellona con il punteggio di 1 a 1 in casa e con uno storico 2 a 1 al Camp Nou, con una rete di Zalayeta a 6’ dalla fine del secondo tempo supplementare.
In semifinale si impose sui campioni del Real Madrid (2 a 1; 3 a 1).
Il 14 Maggio 2003 andò in scena a Torino il ritorno della semifinale di Champions League 2003 Juventus Real Madrid 3 a 1.
Sul sito ufficiale della Juventus, Juventus Real Madrid del 2003 è stata votata attraverso un sondaggio come la più bella partita mai disputata dalla squadra bianconera. Spesso viene citata come “la partita perfetta”.
Inutile negare che la Juventus è vittima di una sorta di maledizione da Champions League. Ma è stata sempre una protagonista assoluta del calcio italiano e internazionale, giocando e vincendo alcune tra le più belle partite della storia di questo sport.
2002/2003 L’anno del Milan Il Campionato 2003-‘04 fu vinto dal Milan. La Juventus si classificò terza e riuscì a portare in bacheca la Supercoppa Italiana. L’Inter, esonerato Cuper, fu affidata a Zaccheroni. Inanellò ben quattro sconfitte consecutive e concluse il campionato quarta a 10 punti dalla Juventus.
2004/2005 La Juve e la rovesciata di Del Piero per TrezeguetIl Campionato Italiano di Calcio 2004-‘05 è stato vinto sul campo dalla Juventus. Praticamente eclissatasi l’Inter in seguito a dieci pareggi ottenuti in dodici partite in avvio di torneo, i giochi si decisero tra la Juventus di Capello, arrivato dalla Roma sulla panchina bianconera nonostante le dichiarazioni attestanti il contrario e il Milan.
Fu un anno ricco di lavoro per la moviola e di polemiche, con le quali si cercava tendenziosamente di affermare che l’andamento di alcune partite era volto a favorire la Juventus, culminate con il famoso goal fantasma di Pellissier nella partita Chievo Juventus 0- 1 del 13 marzo (arbitro Paparesta). Per la cronaca, durante Fiorentina Juventus 3-3 del 9 aprile 2005 (rinviata di una settimana per la morte di Giovanni Paolo II) Cannavaro fu autore di un altro goal fantasma, questa volta non convalidato alla Juventus (arbitro Collina). Sospetti, veleni, illazioni. Tre giornate di squalifica inflitte a Ibrahimović in seguito a una prova televisiva di Mediaset, impedirono al fuoriclasse svedese di essere presente nel match-spareggio dell’8 Maggio 2005 che si giocò a San Siro. Di certo non giovarono ai rossoneri le due sconfitte contro Livorno e Bologna, né la distrazione iniziale con la neopromossa Messina in casa. Per non parlare degli impegni di Coppa.
Una splendida rovesciata di Del Piero fornì l’assist a Trezeguet per il goal della vittoria con il Milan e assegnò alla Juventus il titolo tricolore con una giornata di anticipo Llex e David hanno formato nella loro storia bianconera una coppia d’attacco che nel tempo ha superato le quattrocento reti con la stessa maglia.
In Champions League la Juventus superò in testa il girone C (16) davanti a Bayern Monaco (10), Ajax (4), Maccabi Tel Aviv (4). Agli ottavi eliminò il Real Madrid (1 a 0 per il Real in casa, 2 a 0 per la Juve). Ai quarti fu eliminata dal Liverpool (2 a 1; 0 a 0).
In finale il Liverpool sconfisse il Milan ai calci di rigore, dopo la storica rimonta di un 3 a 0.
Il 20 marzo 2005 si giocò Juventus Real Madrid 2 a 0.
2005/2006 La Juve nel baratroIl Campionato italiano di Calcio 2005-‘06 è stato vinto sul campo dalla Juventus, che con 91 punti lo ha quasi dominato dall’inizio alla fine. Secondo il Milan, che con 88 punti aveva inflitto l’unica sconfitta alla prima in classifica. Curiosamente è stato assegnato all’Inter, che era giunta solo terza con un notevole distacco, realizzando solo 76 punti. Ci sono vittorie conquistate vincendo le partite e ci sono trofei assegnati a tavolino. Questo scudetto è definito “scudetto di cartone”, anche se in ambienti nerazzurri viene considerato “scudetto della correttezza”.
Quali campionati da cancellare?Dopo calciopoli l’Inter ha vinto fino al 2009/2010 una serie di titoli che la prescrizione di alcuni illeciti decretata dalla relazione di Stefano palazzi del 4 luglio 2010 non è bastata a mettere in discussione. Per un anno, nel 2010/2011, il Milan ha riassaporato il gusto del tricolore. Le ultime due stagioni, 2011/2012 3 2012/2013, sono state vinte dalla Juventus, che sta guidando la classifica dell’odierno campionato.
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