Dobbiamo essere grati a Maurizio Crosetti. Il giornalista di Repubblica non solo è dotato di una delle penne più piacevoli alla lettura, ma ha il merito di saper andare controcorrente.
Giorno 1 Aprile 2006 fu l’autore dell’intervista a Antonio Giraudo (
Link) nella quale l’ex AD della Juventus spiegava con entusiasmo e ingenuità le sue intenzioni sul futuro della società bianconera, qualora ne fosse rimasto alla guida: “
Vogliamo farla diventare il più importante club del mondo, secondo un preciso modello industriale e sportivo che non ha eguali nel calcio. Solo in Formula uno esiste qualcosa di simile, alla Ferrari".
Su Mourinho ha avuto la schiena dritta e non ha ceduto alla piaggeria diffusa che ha accolto in Italia le sue gesta (
Link). Perciò, alla luce della similitudine che da più parti accomuna l’allenatore della Juventus al tecnico del Chelsea in virtù delle spiccate tendenze alla comunicazione quanto alla motivazione agonistica, la crociata che sembra animarlo contro Conte non sorprende. Un paio di mesi fa si è lasciato sfuggire, a proposito di un’affermazione in merito a certi giudizi dei giornalisti che poi vengono seguiti dalla curva per le sue contestazioni: “
Conte però fa così per cementare la squadra, questo è uno dei danni che ha fatto Mourinho nel suo passaggio in Italia" (
Link).
Anche di recente, dopo Udinese Juventus, nel corso della trasmissione televisiva Tiki Taka (
Link), Crosetti ha manifestato la sua acredine nei confronti di Antonio Conte, con un livore che sembra avere qualcosa di personale, come se l’allenatore della Juventus possa in qualche modo prendersi tutta la scena, compresa quella di chi in fin dei conti, come ha insegnato proprio lo Special One, solitamente rende grazie al carisma della categoria dei personaggi pubblici in grado di facilitargli il lavoro.
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Conte in alcune uscite non è elegante e fa un po’ la vittima. Ha parlato di giocatori diffidati ammoniti (Bonucci, Lichtsteiner), proprio lui che faceva parte di quella Juve che s'è scoperto dalle inchieste beneficiava delle assenze dei giocatori che erano diffidati e venivano squalificati". Nella foga contro i modi spicci di Conte, Crosetti non deve essersi reso conto fino a che punto si sia spinto, andando a cadere sulla buccia di banana delle “ammonizione mirate”, che corrisponde a una delle accuse che hanno tentato di reggere il teorema accusatorio di calciopoli. Che sia stato il subconscio o la sagace abilità del giornalista navigato a dettargli la frase, ancora una volta ci corre l’obbligo di ringraziarlo, perché comunque, in un panorama dell’informazione nel quale molti professionisti sembrano ignorare la lettura delle carte dei processi di calciopoli, dimostra di averne preso visione, sempre che non si sia fermato, come è già accaduto, a pag. 108 (
Link).
Antonio Conte ha giocato nella Juventus dal 1991 al 2004. La sua ultima partita con la maglia bianconera è stata Inter Juventus 3 a 2 del 4 Aprile 2004. Crosetti ha preso un abbaglio, perché il campionato sotto inchiesta relativo a calciopoli è quello della stagione 2004/2005, partito all’indomani del fatidico gesto con il quale Conte ha chiuso la carriera di calciatore appendendo gli scarpini al chiodo. Pertanto non poteva in alcun modo far “
parte di quella Juve che s'è scoperto dalle inchieste beneficiava delle assenze dei giocatori che erano diffidati e venivano squalificati”. A meno che non si voglia fare velatamente riferimento a quanto è scritto nelle motivazioni della sentenza di secondo grado di Napoli, che “il sistema Moggi” “esisteva e operava dalla stagione 1999/2000 fino al 2005/2006”. Questa convinzione gode del solo supporto delle “voci di corridoio” e dei “si dice” di testimoni del calibro di Dal Cin e Cellino, quando i campionati, mai messi sotto inchiesta, li vincevano anche il Milan, la Lazio e la Roma. Pinzi, Muntari e Di Michele, Mesto, Petruzzi, Nastase e Gamberini, Contini e Pisanu, Simone Inzaghi, Obodo e Viali. Questi sono i nomi dei temibili calciatori che Moggi non avrebbe voluto in campo contro la Juve, quando avrebbe potuto far fuori Totti, Schevchenko, Recoba, Veron, ecc. Sebbene: a) Pinzi, Muntari e Di Michele non fossero diffidati quando giocarono Udinese Brescia e furono ammoniti dall’arbitro Dattilo, di conseguenza giocarono contro la Juve; b) Moggi al telefono con il giornalista Damascelli facesse mostra di non conoscere nemmeno le vittime del delitto perfetto compiuto da De Santis in Fiorentina Bologna, non essendo al corrente che Petruzzi, Nastase e Gamberini fossero diffidati (
Link). Bisognerebbe anche far sapere a Crosetti che nel corso delle inchieste non è stato verificato se il metodo venisse applicato a tutti i diffidati e se funzionasse davvero per la Juventus. A farlo si scopre che nel corso del campionato 2004/2005, ad aver beneficiato del numero maggiore di calciatori avversari squalificati per somma di ammonizioni, che per la Juve sono 17 esattamente come per l’Inter, non fu la squadra bianconera e che persino Atalanta, Brescia e Reggina la superarono.
Tuttavia nelle motivazioni della sentenza di secondo grado di Napoli c’è scritto a pag 190: “Il fatto poi che i tre calciatori non saltarono il turno nella successiva partita, non incide sulla condotta fraudolenta e né ha rilevanza che l’espulsione di Jankulovskj fosse stata segnalata dall’assistente di gara”. E allora, si capisce perché Crosetti, già legittimato dall’aver scritto un libro a quattro mani con Alessandro Del Piero, si senta libero di dire impunemente ciò che gli pare.
La società Juventus non si preoccupa di vigilare sulle torme di coloro che quotidianamente giocano al diffuso sentimento popolare diffamando la sua storia e il suo presente, ma spende le sue energie nei tribunali contro chi da otto anni mette a disposizione tutto il suo tempo, la sua passione, il suo denaro per difenderli.
«Dottor Giraudo, e se fossero altri dirigenti a concludere il suo progetto, o comunque a godere i frutti del lavoro già svolto?
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L'interesse della Juventus e dei suoi tifosi viene prima di tutto. Certo, il nostro sogno non può che essere quello di vedere realizzate le cose che abbiamo progettato, e gestirle in prima persona. Mi spiacerebbe molto non proseguire la terza fase del programma"». (Dall’intervista citata di M. Crosetti a Antonio Giraudo)