La Gazzetta dello Sport torna a parlare di Filippo Carobbio e lo fa per ricordare che il
«grande accusatore di Antonio Conte», risultato
«credibile sia per la Procura Federale sia per la Procura di Cremona» nello scandalo del calcioscommesse,
«dopo aver patteggiato la pena di 2 anni e 2 mesi in ambito sportivo […], si è accordato con il Ciliverghe, squadra bresciana neopromossa, e da metà agosto, quando terminerà la squalifica sportiva, sarà abile e arruolato». Addirittura il Ciliverghe ha vinto la concorrenza per mettere sotto contratto Carobbio strappandolo alla MapelloBonate.(
Link)
Nello stesso articolo, la Gazzetta non manca di
puntare il dito verso i tifosi juventini perché, dopo la chiamata in causa di Antonio Conte, ne hanno fatto il bersaglio della propria critica, addirittura
«su Internet arrivarono a pubblicare la sua fotografia e l’indirizzo di casa». Insomma il
messaggio per il popolo dei lettori rosa è questo: “Pippo”, il collaboratore credibile per tutti, torna in campo e addirittura due squadre se lo contendono! Uno
stinco di santo che è stato condannato per aver commesso "solo" illecito sportivo per "appena" 5 partite e omessa denuncia per 2, ottenendo lo sconto forse grazie alla collaborazione nella quale ha fatto il nome di Antonio Conte. A parte il fatto che si è visto come è naufragata completamente l’inchiesta di Palazzi, prima di scrivere in modo “credibile” riguardo al calcioscommesse alla Gazzetta dovrebbero avere qualche remora. Ma è divertente la levata di scudi dei giornalisti in rosa a difesa della privacy di Carobbio. Per anni non hanno esitato a pubblicare notizie riservate anticipate da qualche procura, stralci di conversazioni o quant'altro, senza alcun rispetto della privacy e di aspetti ben più delicati di un indirizzo reperibile dalle guide telefoniche.
Che la Gazzetta avesse
sposato Carobbio in pieno era cosa nota, ma il vedere che ancora oggi trova il modo di
riconfermare quanto credibile sarebbe stata la sua collaborazione con la giustizia sportiva e l’accusa ai tifosi juventini, fa veramente pena. Reo confesso di combine, riabilitato per una collaborazione che fa acqua da tutte le parti, viene presentato come una vittima. Ricordiamo che la Gazzetta non ha mai avuto sussulti verso chi ha accusato, minacciato, pubblicato numeri di telefono, foto e ogni genere di attacco alla Triade. Anzi, ha contribuito, attraverso la selezione delle notizie, a sostenere ogni genere di improperio che il tempo ha chiarito non essere tale…
Questo è sicuramente uno stimolo alla crescita della cultura sportiva o solo quella antijuventina?
Nota:
L’articolo non vuole essere una difesa verso chi ha violato la privacy di Carobbio che condanniamo. Si vuole solo evidenziare la strumentalizzazione mediatica sull’argomento “violazione della privacy”. Articoli correlati
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