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Attualità di E. LOFFREDO del 05/08/2015 13:56:29
Calciopoli, Tavecchio il temerario

 

Subito dopo il dispositivo della Cassazione su calciopoli, quando ancora non c'erano nemmeno le motivazioni sul rito abbreviato del processo, ci stupì una certa sicumera di Tavecchio che affermava: «La richiesta di risarcimento della Juventus al Tar è una lite temeraria». Sembrava quasi che il presidente federale sapesse qualcosa. Scoprire poi che il relatore di quelle motivazioni è un suo vecchio collaboratore ha fatto nascere qualche ulteriore sospetto.

Una sicumera rincarata da altra dichiarazione: «Il problema è quell’azione al Tar… E’ una causa che se la Juventus dovesse vincere potrebbe far fallire la Figc. Noi siamo molto tranquilli: gli avvocati mi hanno garantito che non hanno speranze di vincere». Nel giro di meno di una settimana però Tavecchio precisò: «Il mio problema è solo stabilire che io... la federazione non deve niente alla Juve. Io nel recente passato sono passato dall'invito a trovare una soluzione bonaria alla dichiarazione che la causa della Juve è temeraria soltanto perché me lo hanno suggerito gli avvocati. Io ho solo un obiettivo, fare pari e patta con la Juve sulla questione del ricorso».

Alla fine s'è scoperto che più che la certezza della temerarietà della lite Taveccho ha un certo timore: «Mi auguro che il presidente Agnelli guardi la situazione con attenzione. Non bisogna confondere il comportamento corretto della Federazione, ma è strano che chi partecipa ad un campionato federale abbia un contenzioso con la Federazione. Prima dell'inizio del campionato il discorso deve essere risolto».

Sulla "reazione/risposta" del presidente della Juve abbiamo già scritto (ci sembrò abbastanza ambiguo circa la richiesta di Tavecchio - Link). Oggi è interessante leggere quelle motivazioni della Cassazione che tante sicurezze davano a Tavecchio e agli avvocati della FIGC.

Il contenzioso instaurato dalla Juventus ha ad oggetto la mancanza di "parità di trattamento" all'epoca del processo calciopoli: ci avete giudicato con severità perché sostenevate che solo la Juventus faceva certe cose (non vietate dai regolamenti). Cose che invece facevano molti altri e ne facevano di peggiori.

Ebbene, leggendo le motivazioni della suprema Corte si rinvengono elementi di sostegno alle tesi della Juventus, sulla presunta temerarietà delle quali Tavecchio farebbe bene a tornare a riflettere. A pagina 5 (punto 2.3) delle motivazioni depositate il 21 luglio si legge: «rapporti anomali tra designatori e dirigenti juventini (e non solo)». Alle pagine 20 e 21 (punto 25.3) si precisa che «... il sistema di predisposizione delle griglie arbitrali, almeno con riferimento alla stagione 2004-2005, era piuttosto diffuso ed in proposito sono state evidenziate dal giudice distrettuale alcune intercettazioni intervenute tra il designatore arbitrale Bergamo e il dirigente dell'Inter Facchetti Giacinto (telefonata del 26 novembre 2004) e sempre tra il detto designatore e il dirigente del Milan Meani (telefonata 28 aprile 2005) i cui sviluppi non sono stati approfonditi dalle indagini di Polizia Giudiziaria».

Quindi, caro Tavecchio, "temerario" a chi? La disparità di trattamento c'è stata ed è evidente che la Juventus sia stata trattata non solo peggio degli altri, ma anche peggio di quanto le norme consentivano. Ora c'è da sperare solo che il presidente della Juventus non ceda alla tentazione di risolverla bonariamente, senza per altro ottenere la restituzione dei due titoli del 2005 e del 2006.

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