Arrivati ad un certo punto del campionato, quelli che di volta in volta si qualificano come diretti antagonisti della capolista, oramai con scarse possibilità di raggiungere la Juventus (almeno da 7 anni a questa parte), iniziano la solita cantilena legata alla
mancata regolarità del campionato.
L’ambiente napoletano è sicuramente il più prolifico nel proporre iniziative quasi surreali. L’ultima in ordine in tempo, ben in evidenza sul sito “il Napolista” (
LINK), è l’invito a disertare il match del 3 marzo con la Juventus al San Paolo. Si legge sul sito: “Una larghissima fetta dei tifosi del Napoli non ha mai digerito l’arbitraggio di Inter-Juventus dello scorso anno e considera quello il momento in cui si è creata una frattura insanabile. In questi giorni, sul Napolista, stiamo pubblicando tanti pareri sulla scarsa affluenza dei tifosi allo stadio. Ed effettivamente gli articoli più condivisi sono quelli che evidenziano la mancata regolarità del campionato, la sensazione di assistere a una manifestazione non regolare”.
Concretamente, il Napoli, come leggete in questo articolo di
Sport Mediaset “con l'organico più o meno invariato, il primo Napoli di Ancelotti rispetto all'ultimo Napoli di Sarri ha, alla giornata numero 24, 10 punti in meno (53 contro 63), ha segnato 13 reti in meno (42 contro 55) e ne ha incassate 4 in più (18 contro 14). Inoltre, a questa altezza del campionato, con il Napoli oggi a -13 dalla vetta lo scorso anno la squadra di Sarri era prima con 1 punto in più della Juventus. Numeri che parlano da soli”. Senza contare la prematura uscita dalla Champions League e dalla Coppa Italia.
I problemi, quelli veri, vanno ben oltre la mancata ammonizione a Pjanic della scorsa stagione.
In questa stagione il San Paolo ha registrato il 25% in meno di presenze perdendo in media 10.000 spettatori a partita rispetto allo scorso campionato. Le partite che hanno registrato la maggiore affluenza sono quelle con Chievo e con il Bologna, non certo match di cartello. A dimostrazione che ad incidere sono anche l’orario e la politica dei prezzi della società. (
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A creare un clima non certamente sereno, ci sono poi
tutti quei personaggi che girano intorno al calcio Napoli che, con le loro teorie complottiste, facile presa degli scontenti, creano un vero e proprio movimento antijuventino. Un esempio può essere il prezzemolino Alvino che, anche dopo il pareggio interno con il Torino, microfono alla mano, fuori dal San Paolo chiede esclusivamente pareri sull’arbitraggio che definisce “fetente”. E chi non la pensa come lui viene attaccato in modo eclatante (
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Teatrini che gli permettono di avere qualche like in più sui social e di essere ripreso dai molti siti sportivi che seguono il calcio Napoli e non solo.
Un modo di vivere il calcio influenzato dalla stessa società e da tutti i media che sopravvivono sfruttando la passione popolare, non senza errori. De Laurentiis che lancia continue frecciatine sul “presunto sistema” o sull’arbitro di turno non è certamente un esempio. Non lo è nemmeno Ancelotti, sempre più calato nella realtà partenopea che, in ogni occasione, trova il modo per lamentarsi di qualcosa. Nonostante la vittoria in Europa League, ad esempio, ha voluto precisare che «il pallone è un disastro… Troppo leggero, diverso, traiettorie diverse» (
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Alla fine è la solita strategia: il sentimento popolare che ben indirizzato garantisce visibilità e business, ma che finisce per distrugge la passione verso il calcio e la propria squadra.
La solita settimana pallonara italiana – 25.01.2019La nostra pagina twitter
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