Ecco l’articolo di oggi 13 aprile a pagina 3 di Tuttosport
E’ stata condannata per il «condizionamento diffuso dell’intero campionato»
Verranno fatte indagini sulle telefonate con schede svizzere fra Moggi e gli arbitri. E si verificherà se si configurano illeciti diretti nelle partite incriminate per la prima volta
ALVARO MORETTI
ROMA. Sarà una vera e propria Calciopoli 2, per qualcuno. Solo un altro brutto periodo da passare sotto la lente d’ingrandimento per altri. Il Messina rischia grosso, nonostante l’ottimismo del suo presidente Pietro
Franza che si dice estraneo ai fatti. Il problema è che i fatti che vengono imputati al suo ex braccio destro, Fabiani, tuttora ascoltatissimo in città sono tanti e gravi: che le accuse che arrivano da Napoli tradotte nel vecchio codice di giustizia (quello che dovrebbe essere adottato in caso di processo) sono quelle dell’illecito sportivo con responsabilità diretta. Dovrà affrontare una dura battaglia con importanti argomenti legali, la Juventus, già punita pesantemente in estate per le performance del telefono- dipendente Luciano
Moggi, che con quelle schede svizzere ha riempito di buchi il groviera della difesa bianconera e che ora riapre la ferita. Il lodo arbitrale pronunciato dalla Camera del Coni ad ottobre, però, fornisce alla Juve un grande appiglio quando parla chiaramente - per giustificare la sanzione della revoca e non assegnazione dello scudetto della maledetta stagione 2004-2005 - «soltanto la Juventus F.C. spa, infatti, nel corso del campionato 2004-2005, ha esercitato quella influenza costante e generalizzata sul settore arbitrale, idonea a minarne gravemente la terzietà. L’illecito commesso dai suoi legali rappresentanti è caratterizzato dall’attuazione di una condotta continuativa nel corso di tutto il campionato 2004-2005 e costituisce, dunque, fatto illecito più grave di quello che si realizza mediante la condotta diretta all’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola partita », scriveva il collegio presieduto dal professor Ronzani. Il complesso dei comportamenti di
Moggi e Giraudo ha determinato quella sanzione che ha - di fatto - cancellato l’unico esito ancora attaccabile della stagione 2004-2005, il titolo di campione d’Italia, che resterà per sempre vacante. Si potrà, nel caso che non emergano fatti particolari tesi a condizionare direttamente l’esito della gara in intercettazioni o testimonianze raccolte sugli uomini protagonisti dell’associazione a delinquere, puntare al principio dell’impossibilità di un secondo processo per analogo reato. E il reato sportivo ascritto alla Juve è stato quello del condizionamento dell’intero campionato. Insidioso, invece, l’apporto dato da Moggi - dirigente juventino allora - al Messina del sodale Fabiani: anche quegli illeciti potrebbero ricadere sul groppone juventino, sotto forma di penalizzazione in classifica, perché configurabili come illeciti presunti.
Rischiano tantissimo, invece, quegli arbitri chiamati in correità sotto il profilo dell’associazione
moggicentrica: quelle schede telefoniche di gestori svizzeri su cui Napoli ha puntato il faro. La chiusura delle indagini con gli scarni elementi finora emersi nelle 25 pagine vergate per dare modo ai difensori di chiedere interrogatori, produrre memorie e attendere la richiesta di rinvio a giudizio apre scenari di giustizia sportiva più o meno pesanti: l’Ufficio Indagini s’è già messo al lavoro, attende di poter avere a disposizione tutte le carte per verificare le novità dell’ultima tranche d’indagine rispetto al giudicato, soprattutto il passaggio decisivo delle schede telefoniche «riservatissime» di gestori «svizzeri» fornite «da Moggi che acquistava schede rigorosamente anonime a Bergamo, Pairetto, Mariano Fabiani e agli arbitri Paparesta, Racalbuto, Cassarà, Dattilo, Bertini, Gabriele, De Santis, Pieri e all’assistente Ambrosino
». Attorno a questo elemento e soprattutto al rapporto diretto tra Moggi e l’ex ds del Messina, ora uomo mercato della Salernitana, Fabiani (amico di lunga data dell’arbitro De Santis, con cui ha condiviso per anni il lavoro nella polizia penitenziaria) ruota il finale della vicenda napoletana.
Il lavoro che attende nei prossimi giorni Borrelli e i suoi uomini è quello di sovrapporre gli atti già compiuti dalla giustizia sportiva con quelli che emergono da questo avviso di chiusura delle indagini. Così verranno archiviate molte posizioni già entrate ed uscite da Calciopoli 1.
La Juventus viene tirata dentro per episodi che nel primo processo non avevano trovato spazio, a partire da JuventusMilan, ma anche per gli sviluppi che s’annunciano su RomaJuve e Lazio-Juventus. Fatti nuovi da far ricadere, pena un’altra incriminazione postuma per colpa di un passato che non vuole finire. Ultimo aspetto, quello relativo ai tempi del processo: le eventuali penalizzazioni in classifica dovranno essere scontate in modo afflittivo su questa stagione se si chiuderà con un giudizio entro il 1 luglio, altrimenti si prospettano partenze ad handicap per la stagione ventura.
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