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          IL MURO
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I commenti del Muro non rappresentano necessariamente le idee dell'Associazione
 
#16597 Grande PLATINI!!!
scritto il 29/01/2007 10:51:57 da JAMES, AMSTERDAM
Conversazione riportata tra Platini e Galliani prima delle elezioni UEFA... Galliani: "Limitare il numero di partecipanti (alla Champions) a tre non mi sembra una buona idea" Platini: "Che, non ci riesci ad arrivare terzo?" Tocco da fuoriclasse, come sempre! Comunque se c'e' giustizia in questo mondo, l'anno prossimo ci sara una serie A senza Indossatori
 
#16596 Bertolino
scritto il 29/01/2007 10:49:50 da AKTARUS75
Ma avete visto Bertolino ieri sera a Controcampo? E' semplicemente inverecondo ha speculato, insieme a ruggieri e brandi sull'ipotesi di suicidio manifestata da Moggi. ... E non una parola su plusvalenze o altro. VERGOGNA!! VERGOGNA! Ho scritto degli sms alla redazione ... ne avessero mandato in onda uno. Che schifo! Forza Juve, Francesco
 
#16595 Appello alla curva
scritto il 29/01/2007 10:28:54 da RO.LO
Cari amici, io ogni tanto mi pongo alcune domande e non sempre riesco a rispondermi, mi spiego: per quale motivo la documentazione dalle procure che si occupavano delle intercettazioni sono state acquisite da borrelli e palazzi in tempi record (evidentemente prima della chiusura delle indagini delle stesse procure), mentre per la documentazione riguardante l’ennesimo scandalo nerazzurro riguardante i bilanci falsati con ennesimo aiutino dell’ineffabile rossi guido allora alla Covisoc (per non parlare del caso telecom) si debba attendere la chiusura delle inchieste della giustizia ordinaria, con rischio altissimo di prescrizione per l’unto del signore ed i suoi accoliti? Mi chiedo anche perché le nostre curve non mostrino l’evidenza con giganteschi striscioni del tipo “BORRELLI E PALAZZI: PRIMA SAETTE ORA PUPAZZI” esposti ossessivamente tutte le partite in modo che la cappa di nebbia che gli organi di informazione stendono ogni qual volta moratti, il tronchetto, telecom-rossi, oriali etc.. la fanno fuori dal vaso, venga dissolta ad ogni inquadratura anche involontaria. Cari curvaioli, si sostiene la Juve anche in questo modo. Io voglio tolto il nostro scudetto dalle maglie degli indossatori ed aspetto con fede incorruttibile l’esito dei processi ordinari che faranno vera luce a quello che è successo in questi anni.
 
#16592 CALO INTERESSE SERIE A
scritto il 29/01/2007 09:30:09 da ALARICUS
E' ORMAI DA UN PO' DI TEMPO CHE SI SENTE DIRE IN GIRO CHE IN SERIE A, GLI ASCOLTI SIANO CALATI E DI MOLTO, SARA' PERCHE' LA JUVE HA FATTO AUMENTARE GLI ASCOLTI IN SERIE B, MA GUARDA UN PO', UNA SOLA SQUADRA COSA E' CAPACE DI FARE!!!FORZA MAGICA JUVE
 
#16589 Telecom l’inchiesta si allarga...
scritto il 29/01/2007 09:09:47 da ALEXAMO J100003 - COSENZA
"Spiati i pm Colombo e D'Ambrosio". I nomi degli ex pm comparirebbero nelle carte dell'archivio del detective Bernardini, ingaggiato dalla Pirelli. Molte operazioni pagate con il fondo del presidente. di PIERO COLAPRICO e GIUSEPPE D'AVANZO (fonte: repubblica.it) MILANO - I pubblici ministeri di Milano stanno verificando se i detective, ingaggiati dalla Pirelli, abbiano spiato illegalmente tra il 2004 e il 2005 Gherardo Colombo (oggi giudice in Cassazione) e Gerardo D'Ambrosio (oggi senatore dei Ds), l'uno e l'altro tra i protagonisti della stagione di Mani Pulite. La necessità di un accertamento nasce dallo spulcio dell'archivio di Marco Bernardini, il private eye che con Emanuele Cipriani (Polis d'Istinto) e Gianpaolo Spinelli (Global Security Services) è stato il braccio operativo della Sicurezza di Pirelli/Telecom diretta da Giuliano Tavaroli. Dall'archivio sono saltate fuori le schede delle operazioni controllate dagli uomini di Bernardini. In ogni scheda, i nomi (in codice) degli "operatori", il nome (in codice) dell'"operazione" e, in molti casi, il nome dell'obiettivo. Nelle carte, che Repubblica ha potuto leggere, è possibile risalire anche al committente dello spionaggio. C'è una legenda del numero dei protocolli con cui le operazione vengono archiviate. Pirelli è "1". Telecom è "2". I lavori trasmessi dalla "Global Security Services" di Gianpaolo Spinelli a Marco Bernardini sono collazionati con la sigla "Gp". E' aggiunta la lettera "E" se è necessario allargare l'indagine abusiva all'estero e "R" se lo "studio" - par di capire così - è a "rete", da un personaggio all'altro, da una società all'altra, da un Paese all'altro. Alla fine del 2004, Marco Bernardini è alle prese con, per lo meno, venti "operazioni" commissionate dalla Cavi e Sistemi Pirelli. Ecco il codice delle operazioni: Monte; Garbo (Giorgio Garbellini); Cavallo (Andrea Cavalli); Profeta (Walter Giacobbe); Soda; Kuneo; Brigitte; Casanova; Moto; Akuel; Drago; Wolf (Wolf Gang Staele); Rose; Kazakistan; Slovacchia, Corona (in Lussemburgo); Cheope (in Egitto); Biscotto (in Togo); Duma (in Russia). E' in questo elenco che i pubblici ministeri hanno ritrovato le tracce dello spionaggio contro Gherardo Colombo e Gerardo D'Ambrosio. Con il numero di protocollo "1/5" è segnalata l'Operazione Piccione. E' una due diligence. La formula maschera, nei rapporti tra il detective e il committente, lo spionaggio che viene definito così: "Informazioni/investigazioni di ordine approfondito in area nazionale su persone fisiche finalizzate a poter tracciare un indice di affidabilità, con riferimenti patrimoniali e indicatori di rischio". C'è un altro modo, a quanto pare, per camuffare l'attività illegale di spionaggio Nell'archivio di Bernardini sono state rintracciate note in bianco in cui Pierguido Iezzi, già responsabile della Sicurezza delle Informazioni prima in Pirelli e poi in Telecom, assegnava a Bernardini un'indagine (preliminare) con l'obiettivo formale e giuridico di avviare una non meglio precisata "iniziativa legale". Nell'Operazione Piccione contro Gherardo Colombo, ancora in via di accertamento, sono coinvolti tre spioni. In codice, "C4", "K2" e "Chalet". Sono sei invece i "segugi" in azione nell'Operazione San Gennaro contro il napoletano Gerardo D'Ambrosio (numero del protocollo 1/6): "C4", "K2", "Chaled", "Shalom", "Diodo", "Az". Le schede Colombo (Piccione) e D'Ambrosio (San Gennaro) sono raccolte nello stesso file (e in una voce diversa) che custodisce le notule dello spionaggio contro Massimo Mucchetti, vicedirettore del Corriere della Sera. "Operazione Mucca Pazza", numero di protocollo 2 (Telecom)/2. Operatori "K2" e "Josef". La documentazione dà conto con minuzia delle spese sostenute per il lavoretto sporco. L'undici gennaio del 2005 è necessario seguire Mucchetti in auto (il pieno costa 78 euro) e stargli dietro in un ristorante (66 euro). Questa faccenda dei soldi non è un dettaglio trascurabile. Dalle carte dell'archivio, risulta evidente che la cifra destinata allo spionaggio da Telecom/Pirelli è ben superiore ai 20 milioni di euro in nove anni, di cui si è parlato finora. In un solo mese del 2004, Bernardini riceve 462mila euro e spiccioli da Telecom Italia. Importi simili si succedono nei mesi . E in più ci sono: 11.910 da Telecom Brasile; 105.500 da Pirelli; 22.270 per i mezzi e gli uffici di Roma e Milano. Eccentrici anche i modi di pagamento. Le "Operazioni" erano retribuite, come si legge da decine di note bancarie, presso un istituto di credito di Annandale, Virginia, la Suntrust Bank, 7617 Little River Turnpike (la Global Security Services di Gianpaolo Spinelli è nei dintorni, al 4504 di Mullen Lane). I saldi della Telecom agli spioni sono vari e anche cospicui. Si va dai 1.200 euro dell'"Operazione Pira" (3 marzo 2005, la distruzione dell'archivio della Security, una volta avviata l'inchiesta giudiziaria) ai 156 mila dell'Operazione Gancio (14 gennaio 2005) o ai 240 mila dell'"Operazione Zucca" (12 gennaio 2005). E' singolare che non ci sia un'unica fonte di pagamento. A volte il dovuto agli spioni è liquidato da Telecom Italia, via Torino 2. A volte, dal Centro servizi amministrativi della Telecom, piazza Affari 2. E' poi singolarissima la forma di pagamento. Niente "check". Niente "credit card". Sempre e soltanto "cash", come si legge nelle note della banca americana. Moneta sonante, dunque. La procedura inusuale conferma, comunque, che lo spionaggio non è stato retribuito da una sola sorgente di pagamento. Dunque, non solo dalla Security di Giuliano Tavaroli. Da chi, allora? Aiutano a sciogliere il nodo alcune lettere pre-stampate sequestrate a Bernardini. "Il vicepresidente per l'Europa della Global Security Services" (così firma le missive), il 15 febbraio 2005, spedisce un preventivo di 77 mila dollari per servizi di "competitive intelligence area nazionale e Svizzera, Inghilterra e Brasile" non a Giuliano Tavaroli, ma al "dott. Valente". Il "dott. Valente" è Giancarlo Valente, il gestore del "Fondo del Presidente" della Telecom, Marco Tronchetti Provera. E non poche operazioni di intelligence (sei su dieci, stando ai primi atti dell'inchiesta), sono state retribuite da Giancarlo Valente con risorse di quel "Fondo". (29 gennaio 2007)
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