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          IL MURO
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#9605 I MORALIZZATORI "ROSA" CON POCA MEMORIA
scritto il 26/11/2006 19:36:40 da POSTER56
Sentite le “parole sante” e provate dai fatti che ha scritto PADOVAN in un suo editoriale che “svergogna” ancora una volta l’ipocrisia della Gazzetta dello Sport e la partigianeria che sfocia nell’odio personale contro i Moggi del Sig. Candido Cannavò. Tanto da non ricordarsi di …un fatto importante che Padovan ricorda. Da questi “signori “ si è prodotto il linciaggio mediatico contro la JUVE !!! Si dovrebbero vergognare. Ma noi non molliamo !!! MANCIO, CANDIDO E LA GEA: IL PASSATO NON SI CANCELLA 23 Novembre 2006 di Giancarlo Padovan (Editoriale pubblicato su Tuttosport di oggi, 23 novembre 2006) - ————————————————————- Dall’interrogatorio di Chiara Geronzi nell’ambito dell’inchiesta romana sulla Gea. “Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita (…) Le quote societarie erano queste: il 20 per cento lo detenevo io, il 20 per cento la Tanzi, il 20 per cento Cragnotti e poi c’era un 40 per cento in mano alla società Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e Roberto Mancini”. La notizia è stata pubblicata da la Repubblica (autori Marino Boisso e Corrado Zunino) che a pagina 60 di ieri commenta: “Sopra il nome della Roma Fides” c’è stato a lungo un alone di mistero. L’interrogatorio della Geronzi offre un nuovo scenario e chiama in causa Mancini, che in passato ha smentito più volte una sua presenza nella contestata società”.<...> Dall’intervista a Sergio Cragnotti, ex patron della Lazio, concessa a Claudio Sabelli Fioretti (il collega che fece ammettere a Massimo Moratti di avere spiato l’ex arbitro De Santis) per il Corriere della Sera-Magazine, in edicola oggi. Domanda: Lei un giorno ha parlato dei “moralisti alla Mancini…”. Risposta: “Anche lui spingeva la cacciata di Cragnotti dalla Lazio. Quando me ne sono andato, la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti. E lui alla fine se n’è andato all’Inter portandosi via i migliori”. Restiamo in (sfiduciata) attesa di leggere su qualche quotidiano amico della squadra e della società nerazzurra (ce ne sono tanti e di importantissimi) le ragioni per cui Mancini ha sempre smentito la sua appartenenza alla Gea. Smentirà anche Chiara geronzi, sua amica o ex amica? E se lo farà, quali argomenti potrà usare? Dubito fortemente che Mancini torni sulla spinosissima questione, visto il rapporto che ha con la stampa, con la lingua italiana e - non in ultima analisi - con la verità. Come dubito che vorrà rispondere a Cragnotti perchè i moralisti di facciata sono sempre opportunisti della prima ora. Infatti Mancini era il centro della Lazio di Cragnotti. E si è servito dell’uno e dell’altro finchè gli ha fatto comodo per la sua inspiegabile carriera di allenatore protetto da Federazione, Settore tecnico e ambienti ad essi contigui. Ricordate la deroga, letteralmente inventata, per falo tesserare dalla Fiorentina nonostante avesse iniziato la stagione con la Lazio come allenatore in seconda? Io sì. Peccato che tutti gli altri - Mancini incluso- fingano di dimenticarlo. La Gazzetta dello Sport di ieri, mercoledì 22 novembre, pezzo a firma di Candido Cannavò. La rubrica dell’ex direttore ha un titolo esortativo: “Fatemi capire”. E’ un invito che raccolgo volentieri. Perchè nel prendere per l’ennesima volta le distanze dalla Gea, Cannavò - al pari di Mancini - incorre in qualche fondamentale amnesia. “La Gea World - scrive Cannavò - era una sintesi indiscutibile e intoccabile di un potere calcistico che attraversava la grande economia, le istituzioni, un popolo di complici e finiva nel grande laboratorio di Moggi, padre e figlio, che avevano le spalle ben coperte”. Poi, però, Cannavò sprofonda nell’oblio: “Spocchia, spregiudicatezza, molta abilità e persino una grande “fiera del calcio”, organizzata in grande pompa ogni anno a Milano, con una copertura televisiva che era più che altro uno spot pubblicitario, fondato sul culto della personalità della dinastia Moggi”. Purtroppo, Candido omette di dire che quella “fiera” si chiamava Expogoal ed aveva tra i partner principali proprio Rcs e la Gazzetta dello Sport, quotidiano che a quella “fiera” ha dedicato spazio e lustro grazie alle sue migliori firme, ai suoi migliori cornisti, ai suoi migliori editorialisti, ai direttori ed ex direttori. Cannavò era tra essi. Dati e date, non illazioni. Dalla Gazzetta dello Sport del 12 ottobre 2003. “Expogoal è caratterizzata anche dai convegni (…) Domani alle 14.30, “Campionato Aic della Solidarietà”, progetto sociale dell’Assocalciatori a favore degli anziani. Moderatore Candido Cannavò”. Tutto scritto (e da ricordare).
 
#9604 POVERO ZEMAN
scritto il 26/11/2006 18:47:30 da MINO46
ZEMAN è un altro che: o ci fa o ci è! Invece di guardare la partita efare l'allenatore fotografava con suo telefonino gli striscioni per poi piangere, simile a MANCINI, per far punire la JUVE. AH AH AH Invece di baciare la terra dove posano i piedi gli juventini, che, grazie allo zio VICPALECK, lo hanno tolto dalla fame e dalla miseria regalandogli pane e companatico, sputa nel piatto da dove lautamente è stato ricompensato oltre i suoi merito. Altra VERGOGNA del calcio italiano come M. & M..
 
#9603 X VINCENZO
scritto il 26/11/2006 18:42:14 da MINO46
ravezzani scritto il 26/11/2006 15.31.45 da VINCENZO. RAVEZZANI è un pover'uomo che,non si sa perchè e come,è stato messo a TLB come direttore.Ma è il + fazioso e venduto ancorman della televisione cosidetta libera.Quando scriveva su TUTTOSPORT era mal sopportato dai tifosi juventini perchè torinista.Ora a Telelombardia e tv satelliti si schiera nettamente pro-inter.Il suo antijuventismo non è mai venuto meno.Notare il suo sarcasmo e la sua faccia d'idiota quando CORNO offende la nostra!
 
#9602 Storielle divertenti su Mancini
scritto il 26/11/2006 17:33:28 da ALEX'68
Raccontano i bene informati che all'epoca della Samp di Boskov come noto la formazione la faceva Mancini. Mentre il Mancio passava le ore dall'estetista, Beppe Dossena si occupava della moglie del primo, desiderosa di uomini e non di quaquaraquà. Uscita fuori la storiella, il povero Dos si trovò a giocare in serie C in 48 ore. Il Mancio potrà dire cosa vuole, ma quei due spuntoni sulla fronte non glieli leva nessuno (o forse è di vedute e di gusti particolarmente ampii)
 
#9601 mi correggo avete parlato di zeman
scritto il 26/11/2006 17:25:34 da JUVENTINO ORGOGLIOSO
scusate non avevo letto bene
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