RIPARLA MAZZONE
«Juve, punizione troppo pesante»
Il decano degli allenatori: «E l’Inter si è messa lo scudetto vinto senza discussioni dai bianconeri»
ROMA. Torna a parlare Carlo
Mazzone. E come al solito lo fa senza peli sulla lingua. Intervenuto ai microfoni dell’emittente “Radio Incontro”, l’ex allenatore della Roma ha rilasciato dichiarazioni che faranno certamente discutere. Il suo piccolo show inizia con un pensiero sullo scudetto assegnato all’Inter dopo le vicende di calciopoli: « I nerazzurri si sono voluti mettere sulle maglie uno scudetto vinto nettamente e senza discussioni sul campo dalla Juventus – ha affermato –. Sinceramente è una vicenda che non riesco a capire.
Mi sono chiesto e continuo a farlo, dove sia stato l’illecito, la partita comprata dai bianconeri». Domande alle quali il popolo juventino ha preferito, dopo tante sofferenze, non cercare risposte. Mazzone invece, sembra averle trovate: «Magari ci sono stati atti di slealtà che di sicuro andavano puniti. Ma la punizione che ha ricevuto la Juventus è troppo pesante». Una difesa non richiesta, dettata quindi da un uomo che in 39 anni di calcio, sul campo ne ha viste di tutte i colori. Alla sua non più giovane età, Carlo Mazzone si può forse permettere di dire ciò che realmente pensa del mondo del pallone. Su
Moggi ad esempio ha una sua idea: «Lo conosco dai tempi della Roma. Luciano è fatto così, a volte gli piace fare anche un po’ il millantatore… ». Non ha dubbi invece, sulla buona fede degli arbitri: «Continuo a pensare che nel mondo arbitrale ci siano direttori di gara più bravi ed altri meno capaci. Ma non mi venite a dire che ci sono quelli che si ‘aggiustano’ le partite. Non ci credo». Parole chiare, schiette, di chi non ha paura di dire ciò che pensa. Nemmeno se queste parole non faranno felici i tifosi giallorossi che ultimamente non stanno apprezzando queste “uscite” del ‘Sor Carletto. Ma Mazzone è fatto così, uomo leale, come quando nel pantano di Perugia nel 2000, regalò lo scudetto alla Lazio, proprio a discapito dei bianconeri: «A Roma ancora me lo rinfacciano – sorride – Quel giorno entrammo in quella piscina per dimostrare chi eravamo e giocarci la nostra partita da professionisti veri » . Nonostante la sua esperienza quasi quarantennale, non ha mai avuto la possibilità di allenare le tre grandi del calcio italiano. Non lo dice, ma di sicuro gli avrebbe fatto piacere cimentarsi ad altissimi livelli: «La Juventus ed il Milan non mi hanno mai contattato. Solo l’Inter una volta sondò un po’ il terreno. Ma poi non se ne fece nulla. Probabilmente perché non sono un tipo da giacca e cravatta ma uno con gli scarpini e la tuta». Già, e chissà che qualcuno, nonostante er “Sor Carletto” dica di esser andato in pensione, non pensi di nuovo a lui. Di sicuro, dopo le dichiarazioni di ieri, non sarà certamente Moratti.
S.C.
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