VICENZA, 9 ottobre 2006 - Il libro di Gianluca Vialli The italian job non potrà essere messo in commercio in Italia, se non dopo l'eliminazione del capitolo "If it sounds too good to be true", che racconta del rapporto instauratosi tra Vialli e il procuratore Claudio Pasqualin in occasione dell'ingaggio dell'attaccante da parte del Chelsea.
A porre il divieto è stato il giudice della prima sezione del Tribunale civile di Vicenza, con un'ordinanza emessa oggi. Nel dispositivo si obbligano Vialli e la "The Random House Group Limited", editrice del libro, "a non porre in commercio in Italia il libro The italian job, tanto nella sua edizione originale in inglese quanto in eventuali edizioni in lingua italiana, senza aver eliminato il capitolo in questione". Nella stessa sentenza il giudice condanna Vialli e la casa editrice al rimborso delle spese sostenute nella procedura cautelare incidentale, pari a complessivi 4.600 euro.
Il giudice era stato chiamato a decidere sulla diffusione o meno del volume in Italia per una presunta componente diffamatoria ai danni del suo ex-procuratore Pasqualin. Parte dei contenuti del libro scritto da Vialli e pubblicato in Inghilterra avevano destato scalpore e per questo motivo, all'ipotesi che lo stesso volume potesse venire tradotto e essere messo in commercio anche in Italia, si era opposto Pasqualin, ex-procuratore di Vialli ed ex-presidente dell'Associazione Italiana procuratori, che attraverso i suoi legali aveva presentato ricorso. Nella stessa ordinanza viene precisato che il capitolo in oggetto "si risolve essenzialmente in una serie di riflessioni sviluppate da Vialli in merito al tema dei rapporti che si instaurano nel mondo del calcio tra calciatori, procuratori e società".
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