Quattro procure mobilitate e un uomo chiave, Fabio Ghioni. Il vertice di ieri mattina a Milano - con i colleghi di Napoli, Roma e Torino - è servito per incrociare le indagini sulle intercettazioni telefoniche e il traffico illegale di tabulati. Quattro inchieste diverse, che si sono unite il 21 luglio con il suicidio di Adamo Bove, ex poliziotto e uomo della sicurezza Telecom, a Napoli, e che ora trovano un nuovo collante in un altro 007 della Telecom: Fabio Ghioni, responsabile technology e information security dell'azienda di Marco Tronchetti Provera. Ieri mattina i magistrati hanno fatto il punto. "Nessun conflitto di competenza - assicura all'uscita il pm Saviotti - ma solo scambi di informazioni e documenti su inchieste che si incastrano". Un primo confronto, alla luce anche degli ultimi sequestri a Roma, Napoli, Milano e in Puglia. Per quella di Napoli, che indaga proprio sul suicidio di Bove, c'è il sostituto procuratore Mario Canale. E con loro il pm Caputo di Torino(c'entrano le intercettazioni a MOGGI?). Sulla morte di Bove (su cui la procura partenopea ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio), si apre una pista inquietante: un furgone bianco a noleggio lo avrebbe seguito fino al momento del suicidio. Era parcheggiato sotto la sua abitazione romana , ricorda oggi Wanda , la moglie. E Bove resta il primo punto di contatto tra le quattro inchieste, il caso che ha portato le procure a incontrarsi e confrontarsi. |