Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 09/02/2011 07:45:58
Quelle partite particolari - Parte V

 

Le partite condizionate

Esaminate le partite finite sotto inchiesta a causa delle presunte ammonizioni mirate e dei presunti sorteggi truccati, di tutto l’impianto accusatorio rimangono un pugno di partite incriminate per essere state presumibilmente pilotate da Moggi e Fabiani, che al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, compivano atti fraudolenti finalizzati a predeterminare il risultato dell’incontro, risultato perseguito dal (nome arbitro).

La Repubblica.it del 12/04/2007 scrive in un articolo dal titolo “Campionato 2004/2005, era tutto finto. Sotto inchiesta un’altra raffica di partite” : Ci sono altre 15 partite del campionato di serie A 2004-2005, non emerse nella precedente fase delle indagini, al centro dell'inchiesta della procura di Napoli che ha portato oggi all'emissione di 48 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Tra le novità, il coinvolgimento del Messina Calcio, rimasto sino a questo momento estraneo al procedimento. Il numero di gare sospette sale così complessivamente a quota 39. A spingere i magistrati napoletani a porre sotto indagine queste altri 15 incontri è stata la trasmissione delle intercettazioni che erano state disposte dalla procura di Torino, nonché l'esame dei tabulati delle telefonate fatte da diversi cellulari nella disponibilità dell'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi. Si tratta di deduzioni contenute nelle informative dei carabinieri, ricavate in base alla coincidenza di telefonate tra Moggi e Bergamo nell’imminenza dello svolgimento delle partite, senza alcun nesso con i contenuti delle stesse. Esaminiamo cosa successe in campo e a volte anche fuori.

Juventus Chievo 3 – 0 del 31/10/2004. Arbitro Tiziano Pieri. Indagati Moggi, Fabiani e Pieri. La Juventus vince con tre reti di Zalayeta (25’), Nedved (65’) e Ibrahimovic (79’). Un solo ammonito per il Chievo e nessun espulso. La Gazzetta dello Sport attribuisce un eloquente 6,5 in pagella a Pieri, che da solo sbaglia poco. Gli errori più evidenti, semmai, sono dei suoi assistenti su un paio di fuorigioco.

Juventus Lazio 2 – 1 del 05/12/2004. Arbitro Paolo Dondarini. Indagati Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Dondarini, Baglioni ed Alvino. Gli ultimi due erano gli assistenti. Reti di Pandev (12’) per la Lazio, di Olivera (41’) e Ibrahimovic (74’) per la Juventus. La Gazzetta dello Sport attribuisce uno scarso 5,5 a Dondarini per non aver ravvisato due rigori, uno per la Juventus ai danni di Ibrahimovic sull’1 a 1 (trattenuta di Talamonti) e uno ai danni di Simone Inzaghi sul 2 a 1 (uscita di Buffon che fa cadere a terra la punta avversaria). Secondo Gazzetta.it del 26 Maggio 2006, i biancocelesti recriminano anche per una rimessa invertita da cui nasce il secondo gol juventino. Ma i dopo partita sono spesso animati da molte recriminazioni. Come abbiamo detto, spesso le motivazioni che fanno cadere una partita nella trappola dell’accusa hanno poco o nulla a che vedere con il reale andamento dell’incontro, poiché l’interesse viene spostato “dal terreno di gioco a quello del rapporto con gli imputati”. Così questa partita entra nel novero di quelle sulle quali grava il sospetto di essere state condizionate a causa di frasi pronunciate al telefono dagli imputati e utilizzate dai carabinieri per la realizzazione delle informative. Così in un’intercettazione Pairetto dice a Dondarini: “Fai una bella partita. … quelli sono sempre un po’ particolari” . Da notare che non si evince dal contesto nemmeno se quelli siano i bianconeri o i biancocelesti. E che pensare di Moggi. Che a fine incontro apostrofa tutto contento Dondarini così: “Siccome quando ci sei tu in trasferta facciamo sempre 3 a 0, dirò a Gigi di mandarti sempre” . Evidentemente tanto i carabinieri, quanto i PM non sono dotati di senso dell’umorismo, o forse quando si tratta di Moggi non si può sorvolare nemmeno su una battuta.

Cagliari Juventus 1 – 1 del 16/01/2005. Arbitro Paolo Racalbuto. Indagati Moggi e Racalbuto. Reti di Emerson per la Juventus al 54’ e di Zola per il Cagliari all’89’. Torna ancora una volta utile la deposizione resa da Pietro Nicolosi, ex arbitro consulente della difesa di Paolo Racalbuto, al processo di Napoli il 26/10/2010. La partita costituisce infatti capo d’imputazione per Racalbuto, essendogli contestato di aver influito sul risultato con fraudolenze, ma senza specificare come. Nicolosi afferma di aver preso più volte visione della registrazione della partita su SKY e che sono presenti diversi episodi di ammonizioni e mancate ammonizioni. La direzione arbitrale di Racalbuto è giudicata non brillante, avendo commesso degli errori. Non ammonisce per la seconda volta un giocatore del Cagliari per evitargli l’espulsione. Compie altri due errori, uno per parte.

Ing. P. Nicolosi: … Precisamente al 18’ del 1’ tempo in modo assurdo nega un rigore a favore di Trezeguet giocatore della Juventus che viene falciato, spintonato e buttato per terra in area e sinceramente non ho capito, conoscendo l'onestà e la rettitudine di Racalbuto, come non abbia dato il rigore a favore della Juventus (!!!). Non l’ha dato e anche gli arbitri sbagliano e questo è stato il primo errore. Il secondo errore grave è stata la concessione del goal della Juve segnato da Emerson segnato in netto fuorigioco. Ma qui per tutto il discorso che abbiamo fatto prima (riguardo alle responsabilità dell’arbitro e degi assistenti, ndr) l'imputazione non può essere fatta a Racalbuto ma all'assistente Andrea Consolo, affidabilissimo e internazionale, il quale non segnala questa posizione e viene concesso il goal. Questo per errata segnalazione dell'assistente Consolo. Giudizio di Racalbuto: hai arbitrato male perché non hai dato un rigore che dovevi dare mentre per il goal la tirata di orecchie va all'assistente e non a lui.
Avv. G. Mungiello: Mentre al 44’esimo …
Ing. P.Nicolosi: Questo è un aspetto di finezza arbitrale che non interessa molto la partita, cioè non fischiando un fallo a favore del Cagliari e concedendo la regola del vantaggio e nella prosecuzione dell'azione il giocatore Zola del Cagliari segna il goal del pareggio. Questo è un titolo di merito di Racalbuto che però non compensa nel giudizio la mancata concessione del calcio di rigore a favore della Juventus.


Moggi si lamenterà a lungo nelle telefonate seguenti questa partita. Forse perché non l’aveva condizionata affatto. E non avendola vinta era comprensibilmente contrariato degli errori a sfavore.

Juventus Udinese 2 – 1 del 13/02/2005.. Arbitro Pasquale Rodomonti. Indagati Moggi, Bergamo, Pairetto, Giraudo, Rodomonti, Gemignani e Foschetti. La Juventus va in vantaggio con Ibrahimovic al 1’ del primo tempo. Raddoppia Camoranesi al 48’. Una segnalazione errata di fuorigioco del guardalinee Gemignani annulla al 70’ la rete del 2 a 1 di Fava. Realizza Di Michele al 92’. In realtà a essere considerato “gradito alla società torinese” è l’altro assistente, Foschetti, ma l’imputazione è a carico dell’arbitro Rodomonti.
L’accusa riguardo a questa partita è motivata per i dirigenti juventini da una serie di intercettazioni nelle quali Moggi e Giraudo sono scontenti per aver perso due partite di seguito e si sentono “accerchiati”. E ovviamente dall’essere inclusa nelle griglie di Moggi di quella che a torto o a ragione è passata alla storia di calciopoli come la “madre di tutte le intercettazioni” , del 9 febbraio 2005.

Bergamo: Vediamo chi ha studiato meglio… chi metti in prima griglia di squadre? Di partite?.
Moggi: Aspe’… fammi piglia’ il foglietto. Perché io me la sono guardata oggi per bene, uhm… allora, io ho fatto: Inter-Roma.
Bergamo: Sì.
Moggi: Juventus-Udinese.
Bergamo: Sì.
Moggi: Reggina-Milan.
Bergamo: Sì.
Moggi: Fiorentina-Parma, che non può non essere messa qui, e Siena-Messina.
Bergamo: Sì.
Moggi: Ho fatto di cinque, ma si pò fa’ anche di quattro però! Non è che, però, Siena-Messina mi sembra una partita abbastanza importante. Mi sembra, eh?.
Bergamo: Poi c’è anche Livorno-Sampdoria, che all’andata c’è stato casino. Comunque, vabbè! Vai avanti, tanto questo cambia poco.
Moggi: So’ squadre… so’ due squadre Livorno e Sampdoria che in pratica so’ un po’ tranquille.
Bergamo: Uh, insomma! Mah, vabbè, vai. Tanto questo cambia poco, se ne pò aggiungere anche una volendo, però arbitri per la prima fascia ce ne ho pochi. Dimmi.
Moggi: Io c’ho messo Bertini…
Bergamo: Uh.
Moggi: Paparesta che ritorna….
Bergamo: No, Paparesta non ritorna.
Moggi: Ritorna venerdì.
Bergamo: No, Paparesta non ritorna.
Moggi: Ritorna venerdì.
Bergamo: Ma sei sicuro?
Moggi: Sicuro.
Bergamo: Ma se mi ha detto Gigi che questo impegno con l’Uefa lo tiene fuori fino al 12.
Moggi: Ehm, ti ha detto una ca… ed il 12 quand’è?
Bergamo: Sabato.
Moggi: No, no, lui ritorna venerdì sera… Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto, ci avevo messo Tombolini, poi ha fatto casino con la Lazio, non lo so questo qui com’è, cioè ha fatto casino, ha dato un rigore…
Bergamo: Uh.
Moggi: …E questi qui erano gli arbitri che io avevo messo in questa griglia.
Bergamo: E Rodomonti al posto di Tombolini, no?
Moggi: O Rodomonti al posto di Tombolini va pure bene.
Bergamo: Ed allora s’era fatta uguale, vedi!
Moggi: Io, io credo… credo che questa qui possa essere una griglia… una griglia…
Bergamo: Io ce li ho scritti: Bertini, Rodomonti, Trefoloni, poi te mi dici Paparesta, meglio! Paparesta arriva e si fa arbitrare. L’importante è che arrivi di venerdì perché Inter-Roma anticipa al sabato.
Moggi: No, venerdì sera lui arriva. No, no, non ci son problemi.
Bergamo: Eh, allora bisogna sentire… bisogna che senta Gigi perché io c’ho l’anticipo… l’anticipo di sabato è Inter-Roma. Quindi non posso rischia’ che questo arrivi lì sabato e va ad arbitrare.
Moggi: No, no questo qui è fuori dubbio. No, ma lui io lui l’ho sentito sabato e m’ha detto che venerdì sera rientrava».
Bergamo: Allora, se rientra venerdì, il quinto è lui.
Moggi: … Le partite poi…
Bergamo: E Tombolini, poi, che… che fa il suo turno di riposo, si… si riutilizzerà quest’altra domenica. Eh, oh.

Siena Juventus 0 – 3 del 23/10/2004. Arbitro Paolo Bertini. Indagati Fabiani, Moggi e Bertini. Marcatori: Del Piero (53’ e 60’), Camoranesi (63’). Un ammonito per parte, Portanova per il Siena e Zebina per la Juventus. Voto Gazzetta dello Sport per l'arbitro Bertini: 6 Non incide anche se non entusiasma. Un'ammonizione contro la Juve non vista. Non ben coadiuvato dagli assistenti: fasulli un paio di fuorigioco segnalati.

Siena Milan 2 – 1 del 17/04/2005Gazzetta dello Sport.it del 15/5/2006 nel “dettaglio gara per gara di cosa è accaduto in tutti gli incontri della stagione 2004/2005 che sono sotto inchiesta”: “Sbaglia il guardalinee Baglioni, che annulla (10’ ndr) un gol regolare a Shevchenko sullo 0-0. L'episodio è commentato nelle intercettazioni”.
Quali? Forse questa, del 19/04/2005, h 9:36, che scatena tuoni e fulmini in casa rossonera.
Mary: Meani, ciao sono Mary, ti passo il signor Galliani.
Meani: Sì, grazie.
Galliani: Pronto?
Meani: Buongiorno.
Galliani: Buongiorno. Ha parlato con qualcuno dei due ex designatori?
Meani: Dio bono, altro che parlato! Non ha visto che c'era in macchina Ancelotti, gli bestemmiavo dietro parolacce, di tutti i colori gliene ho fatte, tanto è vero che Ancelotti mi fa: "Ma cosa gli dici", ed io faccio...
Galliani: A chi?
Meani: A Bergamo e a Mazzei, perché Pairetto è in Germania
Galliani: Uhm., uhm... e che dicono questi signori?
Meani: Si sono, si cagano addosso, solite frasi: "Ma chi va a pensare ad un errore del genere di questo qui...", e io ho detto: "Ma non è il fatto, il fatto che nel... con una squadra come il Milan ad un minimo dubbio si sta giù con la bandiera, non si va su a vanvera. Questa è gente che non è preparata neanche psicologicamente"; ma poi glieli ho cacciati: "Cosa vi preoccupate più del Palermo?"... insomma ha visto no la designazione che ci hanno mandato, adesso siccome si ca... ci hanno mandato persino Puglisi...
Galliani: Uh, uh, uh...
Meani: ... a fare il guardalinee con Chievo... ho detto: "Adesso da ora in poi vietato sbagliare"; gli ho detto: "E' vietato sbagliare anche dall'altra parte eh... nel senso contrario, però".
Galliani: Uh, uh, uh, uh...
Meani: E bisogna stargli addosso, adesso è il periodo, questo è un periodo pericolosissimo...
Galliani: Uh, uh, uh, lo so bene, lo so bene...
Meani: ... pericolosissimo...
Galliani: Va beeene, va bene...
Meani: ... anche perché dopo lui mi ha fatto la frase, e fa: "Eh ma però siete andati in vantaggio, al di là dell'errore siete andati in vantaggio lo stesso"...
Galliani: Quelli son cazzi nostri.
Meani: ... ed io gli ho detto: "Comincia a darmi il mio gol e poi dopo ne parliamo, eh certo". Ha parlato con Collina per caso ieri?
Galliani: No.
Meani: Eh, perché la cercava, deve aver chiamato nel pomeriggio, comunque, al limite, guardi che la chiamerà.
Galliani: Adesso cerco io.
Meani: Ecco, benissimo dottore, lo cerchi pure Lei. Va bene?
Galliani: Va bene.
Meani: Ci vediamo domani.

Osserviamo anzitutto che l’arbitro è Collina e che non si capisce perché, come accade per Auricchio nella valutazione della sfida scudetto Milan Juventus, stavolta la sua presenza non sia garanzia sufficiente del corretto svolgimento della partita. Poi facciamocene una ragione. Auricchio lo ha candidamente ammesso sotto giuramento che “qualcosa sarà sfuggito” . Però è difficile che siano sfuggiti i contenuti di questa telefonata nelle valutazioni processuali, visto che era nota già nel 2006, perché compresa nel Libro nero del calcio pubblicato da L’Espresso il 22/05/2006 e agli atti per quanto ha riguardato il giudizio del processo sportivo dello stesso anno nei confronti di Meani. Che qui non sembra tanto un “preservativo”, perché non fa tutto di testa sua e per di più davanti al testimone Ancelotti, come si evince dal dialogo con Galliani. Il quale a sua volta, oltre a non essere all’oscuro dell’operato del co.co.co., addirittura si precipita a telefonare Collina, arbitro non solo in attività, ma della partita della quale si discute. Nel corso della quale il povero Baglioni, forse perché non aveva accesso alla “scuderia del Milan”, si era macchiato della colpa di provocare l’annullamento di un goal regolare a Shevchenko. Cosa che da il la a Meani per spiegare in una sola frase, è bravissimo in questa pratica, tutta la teoria che esperti calciofili, ma non solo, adducono da anni per giustificare gli errori arbitrali, quando non sono a favore della Juventus: “… con una squadra come il Milan ad un minimo dubbio si sta giù con la bandiera, non si va su a vanvera. Questa è gente che non è preparata neanche psicologicamente” . Eccola là: la sudditanza psicologica. Che c’è di nuovo? Che è pilotata. Anche quella.

Juventus Milan 0 – 0 del 23/10/2004. Arbitro Paolo Bertini.
Dal Corriere della sera.it. del 13/04/2007 “Napoli, 48 avvisi, coinvolti arbitri”.

COINVOLTI ALTRI ARBITRI - Altri arbitri, il cui nome non era ancora emerso nella fase precedente delle indagini, sono tra i destinatari degli avvisi di chiusura delle indagini preliminari della Procura di Napoli. Tra questi: Gianluca Paparesta, Salvatore Racalbuto, Stefano Cassarà, Antonio Dattilo, Paolo Bertini, Marco Gabriele, Massimo De Santis, Tiziano Pieri e l'assistente di gara Marcello Ambrosino. Sono tutti accusati di associazione a delinquere. Lo stesso reato è ipotizzato per Luciano Moggi, gli ex designatori Paolo Bergamo e Pier Luigi Pairetto e il direttore sportivo del Messina, Paolo Fabiani.
Anche il Messina infatti risulta coinvolto nell'inchiesta su Calciopoli.
Il coinvolgimento del Messina è legato ad alcune partite del campionato 2004-2005.
Gli sviluppi dell'inchiesta condotta dai pm di Napoli, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, sono collegati in particolare al contenuto di intercettazioni telefoniche trasmesse ai magistrati napoletani dalla Procura di Torino nonché dall'esame dei tabulati di una serie di telefoni cellulari adoperati da Moggi.

JUVE-MILAN - Tra le gare «sospette» c'è anche Juventus-Milan del 18 dicembre 2004, finita 0-0 con i rossoneri che protestarono per due presunti rigori negati. Per quell'incontro sono indagati Mariano Fabiani, all'epoca direttore sportivo del Messina, Luciano Moggi, direttore generale della Juventus e l'arbitro Paolo Bertini. I tre avrebbero influenzato il risultato dell'incontro. Moggi e Fabiani vengono indicati come gli istigatori e accusati di aver compiuto «atti fraudolenti e finalizzati a influire sul risultato». Un esito «perseguito dal Bertini che si adoperava per il conseguimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi».

“Calciopoli, Franza nega ogni coinvolgimento”. Il 13/04/2007, con un comunicato stampa sul proprio sito internet, Pietro Franza, numero 1 del Messina calcio, replica così al coinvolgimento del club siciliano nell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli. "Il presidente Pietro Franza - si legge sul sito - nell'apprendere la notizia della chiusura della già nota inchiesta su Calciopoli e di un presunto coinvolgimento della società peloritana, ribadisce la totale estraneità del F.C. Messina che ha sempre operato in assoluta trasparenza e legalità così come già ampiamente dimostrato. Il presidente Franza, inoltre, ritiene che anche la posizione dell'ex direttore sportivo, Mariano Fabiani, sarà chiarita in tempi brevi".

Juventus Milan entra nell’occhio del ciclone calciopoli a causa dell’indagine sulle sim svizzere del maresciallo Di Laroni. E’ stato ribadito più volte che la questione delle sim svizzere è stata a lungo controversa, a causa di due malintesi argomenti che riguardano la legalità del possesso e dell’utilizzo delle stesse e la loro intercettabilità. Perciò diremo ancora una volta che è legale acquistare e utilizzare sim svizzere e che sono intercettabili. Tuttavia il teorema accusatorio intorno alle sim svizzere non è basato sui contenuti di intercettazioni, ma su criteri esclusivamente tecnici di individuazione dei possibili possessori in base alla posizione dalla quale vengono effettuate le telefonate. Vi sono 42 telefonate su sim svizzere a carico degli imputati relative ai giorni che precedono e seguono il 18 dicembre 2004, data nella quale fu giocato l’anticipo di campionato Juventus Milan.

Quando l’avvocato Messeri della difesa di Paolo Bertini chiede conto al colonnello Auricchio se i carabinieri avessero mai intercettato una telefonata in cui l’interlocutore fosse l’ex arbitro Bertini, si è nel corso dell’udienza del processo di Napoli del 16/03/2010. Auricchio risponde di no. Il 23/03/2010 l’avvocato Prioreschi chiede durante il controesame ad Auricchio perché non siano state rese note telefonate riferibili all’Inter delle quali si rilevano tracce nelle informative. Auricchio risponde che “qualcosa sarà sfuggito”.

La prima settimana di maggio del 2010 scopriamo che è sfuggito che anche Facchetti grigliava. Con Bergamo, nell’intercettazione dell’11 maggio 2005. E si lamentava direttamente con Bertini, nello spogliatoio, prima di Cagliari Inter, il giorno dopo, dello score di 4 pareggi, 4 vittorie e 4 sconfitte rimediato con i suoi arbitraggi. Tanto che Bertini chiamò al termine della partita Bergamo per riferire quanto accaduto.

Poco prima del mezzogiorno del 15/12/2004, Bertini viene intercettato sia con Pairetto, con il quale si lamenta dell’influenza dei media intorno alla questione degli arbitraggi, sia con Bergamo, per avere conferma dell’inserimento nella griglia A del sorteggio che verrà effettuato a Coverciano il 17/12/2004. Bertini, secondo i PM, è uno dei presunti componenti dell'associazione a delinquere ed è anche imputato di cinque frodi sportive per altrettante partite. Juventus-Milan è una di queste. Ma nell’informativa del novembre 2005 Auricchio non rileva nessuna ipotesi di reato per l’arbitro e pone l’accento su una intercettazione del 17/12/2004 nella quale Moggi e Lanese discutono di un incontro al quale parteciperà anche Giraudo insieme con le mogli dei presenti e di qualcosa che Lanese porterà in dono. Oltre che di 4 biglietti per l’imminente partita che Moggi metterà a disposizione.

Nella griglia A finiscono quattro arbitri internazionali: Collina, Paparesta, Rosetti e Bertini. Collina era ambito da tutti in virtù del fatto che era ritenuto il migliore, ma andrà ad arbitrare Inter Brescia. A Rosetti andrà Bologna Reggina, a Paparesta Siena Livorno e a Bertini Juventus Milan. Il 18/12/2004 Alberto Cerruti firma un articolo per la Gazzetta dello Sport: Juventus-Milan avrebbe potuto avere come elegante fiocco sulla confezione il nome di Collina, vale a dire l'arbitro migliore per la sfida tra i migliori. E invece il sorteggio, per quanto pilotato, non è stato all'altezza del computer e delle squadre. Pierluigi Collina, il fischietto che tutto il mondo ci invidia, e per questo suscita tanta invidia in Italia, per la seconda volta in tre partite, infatti, dirigerà una gara dell'Inter, mentre la partitissima di Torino toccherà a un altro internazionale: Paolo Bertini, di Arezzo. Le recriminazioni e i lamenti, però, devono finire qui. In primo luogo perché nelle dieci partite arbitrate in questa stagione Bertini non ha suscitato clamorose proteste, tantomeno da parte di Juve e Milan, ma soprattutto perché sarebbe sbagliato insistere sull'assenza di Collina. Strano che il sorteggio venga definito tanto disinvoltamente “pilotato” , alla luce accesa a posteriori dal ruolo del collega Maurizio Galdi nell’affaire calciopoli.

Prima della partita Bertini e Bergamo sono intercettati ancora due volte, alle h 09:43 e alle h 12:07. Nella prima telefonata Bergamo comunica che Dondarini ha accusato un malore ed è stato sostituito da Romeo. Nella seconda discutono della difficile partita Arezzo Perugia, molto tesa a causa della designazione di Pantana. Bergamo non si cura di dare a Bertini indicazioni di stampo cupolaro, né direttive da parte di Moggi. Tra il 14 e il 20 dicembre nemmeno nel ciclo delle sim svizzere è compresa alcuna altra intercettazione tra il designatore e l’arbitro di Juventus Milan.

Il 18/12/2004 Bergamo sente anche Collina e la telefonata è indicativa ai fini della contestualizzazione dei rapporti esistenti all’epoca tra i protagonisti del mondo del calcio e più in generale della situazione nella quale si dibattevano. Bergamo appare come una figura di garante nei confronti degli arbitri ed emerge il ruolo di Collina, la cui autorità è talmente forte da far presagire quale ruolo assumerà in futuro. La conversazione verte ancora su Arezzo Perugia, ma anche su Inter Brescia, che ha presentato una certa difficoltà dell’arbitraggio a causa del gioco lungo delle squadre. Juventus Milan viene commentata attraverso il filtro del ruolo giocato dai media, precisamente attraverso l’analisi di quanto era accaduto a Controcampo. Sotto esame Mosca e Liguori. Il primo per aver tirato in ballo gli arbitri onesti, il secondo per aver affermato che Bertini aveva indirizzato la partita al pareggio. Nonostante un rigore reclamato dai rossoneri per una trattenuta di Zebina ai danni di Crespo, con la conseguente ammonizione risparmiata a Nesta per proteste. I due concludono che il pari è stato un risultato giusto. Anche sul commento del martedì sulla Gazzetta dello Sport Bergamo manterrà la stessa posizione, non sarà difensore dell’operato di Bertini, ma semplicemente cercherà di esprimere un giudizio obiettivo. La rubrica sulla Gazzetta dello Sport, portavoce dei designatori un po’ arbitri degli arbitri, verrà sospesa a marzo del 2005. L’impressione che si ricava tra le tante altre è che al calcio spettacolo, protagonista di tante stagioni del nostro campionato, si fosse andato sostituendo lo spettacolo televisivo del calcio. Anche se Auricchio non si rendeva conto nemmeno di certi legami tra il mondo del calcio e quello dei media. O forse non se ne rendeva conto del tutto. Perché aveva un’idea ben precisa di cosa cercare. E in questo modo lasciava tracce, indizi che hanno consentito ad altri di trovare qualcosa di più. E’ essenziale oggi arrivare a chiarire se questo qualcosa fu trascurato per inefficienza o deliberatamente occultato. Perché dal 2006, piaccia o non piaccia, il calcio non è più soltanto un gioco. E’ un affare da giudici e avvocati. Da chiarire e risolvere attraverso sentenze eque e pene commisurate ai reati. Scegliendo tra Orwell e la Costituzione da che parte stare.

Gli animali sono tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. (G. Orwell)

Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana. Principi fondamentali.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Commenta l'articolo sul nostro forum!

Quelle partite particolari - Parte IV. Le partite truccate e la formazione delle griglie con riferimento all’individuazione della griglia madre
Quelle partite particolari - Parte IIII sorteggi truccati
Quelle partite particolari - Parte II . Le ammonizioni mirate
Quelle partite particolari - Parte I. Partite a parte
 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our