Bergamo parla... E se lo dice lui che quelle chiamate le ha fatte e ricevute! Bergamo l'aveva detto in tv ai primordi dell'inchiesta, l'aveva ripetuto, almeno così confermò lui stesso, ai magistrati di Napoli. Ma di quelle intercettazioni a tuttoggi non esiste traccia. "Mi telefonavano tutti quelli che avevano bisogno di chiarimenti - ha ripetuto ieri sera Bergamo alla trasmissione di Ravezzani 'Lunedì di rigore' - Milan, Inter, Juventus, Roma, Livorno, Lecce, tutti quelli che avevano problemi mi chiamavano e non c’è scritto da nessuna parte che non potessero chiamarmi". In studio c'è Moggi che annuisce, ma gli ospiti sembrano fare orecchie da mercante all'ennesima rivelazione di Bergamo. Le parole del designatore scatenano però il bailamme dialettico, urla, strepiti, nulla che si capisca. Poi un anonimo sibilo, una definizione: "telefonate selezionate". Azzeccata. Ma selezionate da chi? Possibile che qualcuno nella "filiera accusatoria", sia sportiva che penale, abbia voluto far figli e figliastri? Le squadre indagate e condannate sono quelle note, molte altre società invece non sono state toccate dallo scandalo, eppure Bergamo insiste: "quelle telefonate devono esserci, chi non le ha rese note se ne deve prendere la responsabilità. Io le facevo e le ricevevo sullo stesso apparecchio di quelle che mi sono state contestate, un telefonino che non ho mai cambiato e che tuttora conservo". E allora chi ha scelto le conversazioni da rendere note, chi ha occultato le altre? Dove si sono "arenate" le telefonate registrate con rappresentanti dell'Inter, della Roma, di tutte le altre società nominate da Bergamo? L'iter di quelle intercettazioni è noto: dai Carabinieri di Roma alla Procura della Repubblica partenopea, poi l'ufficio indagini di Borrelli in Figc. I magistrati di Napoli potrebbero avere inviato solo una parte della documentazione, per legge sarebbe stato a loro discrezione. Ma le carte bollenti potrebbero aver incotrato banchi di sabbia anche in Figc o addirittura molto prima, uno scenario un po' spy quest'ultimo che paventavamo in tempi non sospetti, nel giugno scorso . Solo ipotesi. Doveroso comunque chiedere conto della vicenda ai responsabili della giustizia sportiva e di quella ordinaria. Pochi giorni fa c'eravamo indignati, in scarsa compagnia peraltro, per l'intervista di Moratti al Magazine del CorSera. Una vera e propria ammissione di colpa da parte del presidente nerazzuro. Avevamo chiesto pubblicamente alla Fiorentina di denunciare. Tutto è rimasto in silenzio. Accadrà ancora dopo queste scottanti rivelazioni di Bergamo |