Si dice che conoscere la verità renda liberi.
In questo mondo al contrario in cui viviamo, conoscere la verità o, senza voler peccare di presunzione, avvicinarsi molto ad essa, rende prigionieri, prigionieri perché abbandonati a sé, alla mercè di tutti coloro che della storia vera non vogliono, e si badi bene al verbo vogliono, sentir parlare.
Le vicende di questi giorni portano a galla una parte di cose che noi, da sportivi e tifosi juventini, abbiamo sempre per lo meno sospettato, ma non perché geneticamente superiori o unti da chissà quale entità e perciò in possesso di verità precluse ai più, ma perché semplicemente dotati di buon senso. Non voglio ergermi a paladino della giustizia, ...
È vergognoso ciò che succede in questi giorni: passi per i passaporti falsi, passi per i bilanci truccati, passi per i pedinamenti ad arbitri dirigenti e calciatori, passi per le intercettazioni con annessi regalini, passi per i Rolex natalizi, passi per le fidejussioni false, passi per il decreto spalmadebiti, MA LA MORALE NO!
Non accetto che si dica che la Juventus sta strumentalizzando la morte di Facchetti per colpevolizzare l’Inter, semmai è vero il contrario.
Non voglio fare dietrologia ma è doveroso ricordare a tutti che sulla Juve si sono abbattute da sempre le peggiori meschinità.
Ho sempre vivo il ricordo di Zeffirelli festante per i morti dell’Heysel con conseguenti macabri ...
Un sistema che venne processato minuziosamente sulla stampa e un po’ frettolosamente nell’aula del tribunale.Uno scudetto regalato all'Inter x l'"onestà"(sic!) del suo presidente. La Juventus in serie "B" con "congrua" penalizzazione, richiesta dal suo avvocato difensore.....e tanto mi basta. Ma cosa asserivano i giornali e i protagonisti di allora?
Repubblica – che non si è mai risparmiato negli attacchi ai protagonisti di Farsopoli – ha avuto qualche dubbio:
«Al processo non sono stati ammessi testimoni. Anche il peggiore dei criminali ha diritto a una testimonianza a favore»; «la partenza sprint del pm Palazzi è stata un passo avventato»; «è singolare l’impostazione del dibattimento. ...
Caro Gianfelice, approfitto di questo spazio per rispondere alle sue esternazioni di ieri.
Ho più volte riascoltato il famoso file audio in cui si faceva il nome di Collina, e devo darle ragione, a quanto sembra è stato il designatore a fare il suo nome, però non parlerei di falsificazione di atti, perchè come le dicevo mi ci sono voluti più ascolti per capirlo poichè le voci si sovrapponevano, penso che sia stata la fretta degli avvocati, visto il poco tempo a disposizione, a causare l'errore di trascrittura...
Però devo contraddirla su tutto il resto, perchè caro Signor Facchetti, qui il nocciololo della questione non è il nome di Collina, ma ben altro, infatti suo padre ( e questo ...
Ho la netta impressione che da più parti sia iniziata la corsa a minimizzare tutto, si spiega così l’articolo di oggi di Nicola Cecere della famosa intervista fatta dal Magazine del Corriere della Sera a Massimo Moratti.
Io quell’ intervista c’è l’ho bene impressa nella memoria, mi sono permesso anche di attenzionarVi su di essa, qualche anno fa, solo che allora la mia lettera non fu presa in considerazione. A tale proposito rilevo che Nicola Cecere da buon interista e da buon amico di Moratti ha cambiato la risposta che il Presidente dell’Inter diede alla precisa domanda del giornalista che chiedeva se lui avesse telefonato ai designatori arbitrali, Moratti rispose testualmente “ No, ...
Il Signor Facchetti presidente dell'Inter in quei giorni, telefonava regolarmente a designatori ed Arbitri, come Moggi, La Juventus è stata condannata (leggetevi la sentenza) per ripetute violazioni dell'art1 del CGS..non si fa riferimento al numero preciso di violazioni, ma si parla di ripetute violazioni dell'art.1, in seguito a queste ripetute violazioni fu costruito il cosiddetto illecito strutturale, visto che un effettivo illecito non era stato acclarato, questa ripetuta violazione dell'art.1 portò quindi per sommatoria alla violazione dell'art.7 che spedì la Juve in serie B, ciò non accadde al Milan, perché Meani non rientrava nel quadro dirigenziale, e alla Fiorentina e alla Lazio, ...