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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 01/07/2013 08:19:26
Carraro: Nel dubbio favorire l’Inter

 

Commento alla trasmissione “Un giorno in pretura”del 22/06/2013. Parte V

Nonostante siano passati sette anni e molte udienze di molti processi siano state spese ad argomentare sulle accuse, sono ancora tanti i dubbi di calciopoli.

1. Riguardo alla presunta consuetudine delle ammonizioni mirate l’accusa non ha formulato alcun dato comparativo tra la Juve e altre squadre di serie A e non ha verificato se il metodo fosse applicato a tutti i diffidati, né si è proceduto ad individuare se la Juventus beneficiasse attraverso le ammonizioni mirate e quindi fraudolente di un consistente vantaggio rispetto alle altre squadre. In altre parole: il metodo funzionava oppure no? Ebbene, procedendo con i riscontri mai messi a punto dai Magnifici 12 e/o dai pm, si scopre che non è la Juventus la squadra che nel corso del campionato di calcio 2004/2005 ha beneficiato del numero maggiore di calciatori avversari squalificati per somma di ammonizioni, ma che Atalanta, Brescia e Reggina potevano contarne parecchi di più e l’Inter 17 quanti la Juventus. Tanto per fare un raffronto con un altro campionato, nel 2006/2007, solo nelle prime venti partite, l’Inter usufruì di ben 18 squalifiche preventive. Volendo poi effettuare il conto degli squalificati provenienti da espulsione diretta, la Juventus si piazza solo all’ottavo posto, con un risultato di 7, contro i 12 della Reggina,che è prima. Se poi desiderassimo anche scoprire quanti gialli siano stati dati complessivamente in quel campionato a ogni squadra, scopriremmo che i bianconeri sono settimi a pari merito con i rossoneri con 84 giocatori sanzionati, mentre la Roma prima può esibirne 108. Per sfatare l’ultima leggenda costruita ad arte dalle informative dei carabinieri, ecco la speciale classifica delle squadre che hanno usufruito dell’espulsione di un avversario: primo il Cagliari, con 11 espulsi. Ultima la Juventus, che ha giocato in superiorità numerica nel corso di quel campionato soltanto 2 volte.

2. La teoria delle ammonizioni mirate, come sta agli atti, ha come primo esponente l’addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani, che aveva anche chiesto all’amico Babini, guardalinee, di verificare attraverso dati statistici questo teorema. Babini ha testimoniato davanti al Tribunale di Napoli l’effettiva inconsistenza di tale teoria ai fini del raggiungimento di un’alterazione dei risultati delle partite.

3. Pinzi, Muntari e Di Michele, Mesto, Petruzzi, Nastase e Gamberini, Contini e Pisanu, Simone e non Filippo Inzaghi, Obodo e Viali. Con tutto il rispetto ci domandiamo manzonianamente: ma chi sono questi Carneadi? Come mai Moggi, che poteva contare su ben 8 arbitri (di cui secondo sentenza solo 4 colpevoli) e parlare secondo disinvoltamente con loro come e quando gli pareva attraverso le sim svizzere, non si adoperava per impedire che contro Del Piero e compagni si schierassero i Totti, gli Schevchenko, i Seedorf, i Veron?

4. Perché infine la media punti a partita della Juventus è all’epoca dei fatti contestati di 1,80 quando ad arbitrare sarebbero arbitri “amici” e di 2,60 quando invece si tratta di arbitri neutrali?

5. Come mai Paparesta continuava ad arbitrare dopo Reggina Juventus e Racalbuto invece veniva sospeso per due mesi e mezzo dopo Roma Juventus del 5 marzo 2005?


Forse perché la cupola di Moggi era un’associazione di incapaci a delinquere. O probabilmente perché calciopoli non è quella che ci hanno raccontato. E’ sempre Cellino ad introdurre nella trasmissione “Un giorno in pretura” il tema dell’elezione di Abete, al quale fu preferito Carraro, in modo tale che chi si trovò a suo giudizio ad accettare questa scelta, ne ebbe benefici. In particolare Lotito e Della Valle, entrambi condannati al processo di Napoli. Tuttavia non convince che proprio Carraro sia passato da una posizione iniziale che lo vedeva coinvolto e condannato dal processo sportivo, ad un progressivo proscioglimento che lo ha visto a Napoli in qualità di semplice testimone. Sicché Moggi e Giraudo, insieme con Lotito e Della Valle, si sarebbero dedicati a fare i suoi interessi senza che ne sapesse nulla.

In trasmissione si sono esaminate Chievo Lazio 0 a 1 (Lotito condannato per questo capod’accusa), nella quale Tombolini negò un rigore alla Lazio e Fiorentina Lazio 1 a 1 (Della Valle assolto per questo capo d’accusa), nella quale Rosetti negò un rigore ai viola. Cellinoha testimoniato contro Della Valle, accusandolo di aver voluto far tirare fuori “la testa dal sacco” ai presidenti contro il sistema, ma di essersi poi piegato ad esso temendo il disastro economico che sarebbe seguito alla retrocessione. A parte che a nessuno è importato dell’eventuale disastro che sarebbe toccato alla Juventus, che è stata liberata da ogni responsabilità nel processo di Napoli, ci chiediamo perché non si sia discusso in trasmissione dell’intercettazione di Villa Massa nella quale fu concertato il salvataggio della Fiorentina secondo i pm. E naturalmente nulla sia stato detto dell’ipotesi che l’intercettazione ambientale fu fatta e negata, poiché non rilevante per le ragioni dell’accusa, come ha dichiarato al Corriere della Sera nel Natale del 2011 uno dei presunti Magnifici 12. Ma se è giusto attenersi ai fatti processuali, ci chiediamo allora perché sono state fatte ascoltare due intercettazioni riguardanti Bergamo e Carraro e Mazzini e Della Valle, ma non una molto più significativa riguardante l’ex presidente della FIGC, che ha al suo attivo anche il salvataggio dell’Inter dalla serie B quando si trattò di evitare di prendere seriamente la faccenda del Passaporto falso di Recoba, perché Moratti aveva speso troppo senza vincere nulla. Il 26 novembre 2004, lo stesso giorno in cui Bergamo concertava con Facchetti di mettere dentro Collina per Inter Juve, Carraro, ovvero “l’uomo che (secondo la Stampa ) cade sempre in piedi”, presidente della FIGC all’epoca dei fatti contestati, si raccomandava al telefono con il designatore di non favorire la Juventus. La telefonata è nelle informative e nel libro nero dell’Espresso, dunque già nota nel 2006. Durante le ultime fasi del processo di Napoli abbiamo scoperto anche la sortita telefonica di Bergamo che, imbeccato da Carraro, sempre alla vigilia di Inter Juventus intimava a Rodomonti, in caso di dubbio, di pensare di più a chi era indietro piuttosto che a chi era davanti. Indietro c’era l’Inter, avanti la Juventus. Come adesso, che finito l’effetto calciopoli la Juventus ha vinto i campionati italiani di calcio 2011/2012 e 2012/2013 e l’Inter ha doppiato i punti di distacco dalla testa della classifica.

“Un giorno in pretura” aveva dedicato l’incipit a Zeman e a Zeman è ritornata per chiudere il cerchio, descrivendolo come il personaggio più controverso del calcio italiano. Nel novembre del 2010 Report aveva dedicato al fumatore boemo un panegirico che lo esaltava al rango d’eroe. Che la sua comparsata al processo di Napoli ne abbia messo in dubbio il carisma? Durante Parma Lecce 3 a 3 del 29/5/2005, valida in ottica retrocessione, Zeman voltò le spalle al campo di gioco, convinto che i giocatori del suo Lecce avessero tacitamente accettato il pareggio, che significava la retrocessione degli avversari e a tal proposito dichiarò che sono tante le partite giocate non per vincere, ma per non farsi male. Nessuno pensò ad accusarlo di omessa denuncia, come è accaduto a Conte, che ha scontato nel corso dell’ultimo campionato una squalifica di 4 mesi per lo stesso motivo.
La trasmissione ha chiuso lodevolmente almeno sulle rivendicazioni delle difese, lasciando che Prioreschi ricordasse nell’arringa della difesa le telefonate occultate.
Calciopoli rimane un buco nero che si è inghiottito 7 anni della nostra storia, che non è solo la storia di Moggi, come ha detto l’avvocato Gallinelli, ma anche quella della Juventus, vanto di Torino e dell’Italia nel mondo. Una storia che appartiene a tutti gli Italiani e “a tutti quei bambini che la sera sono andati per tanti anni a letto con la maglia di Del Piero” e nel futuro ci andranno con quella di Vidal, Giaccherini, Pogba… e di tutti quei campioni che hanno fatto, fanno e faranno grande la storia bianconera.
La lotta di GiulemanidallaJuve contro gli artefici e i complici di calciopoli non finirà mai.

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