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          IL MURO
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I commenti del Muro non rappresentano necessariamente le idee dell'Associazione
 
#4241 Matarrese.......che faccia di culo
scritto il 11/09/2006 15:11:43 da ANTO
su Moggi"E' meglio se M.si fermi un attimo e si purifichi.Vorrei rivedere il M.che che si era messo a piangere.Vorrei che riflettesse sui propri errori.Oggi M.non c'è, non ci sono + padrini.Pezzo m..a
 
#4240 Cosa state facendo di concreto?
scritto il 11/09/2006 15:05:35 da QUANNETEVECHJUCA
Perche' non informate su questo sito su quali iniziative concrete avete intrapreso? Non sarebbe male se ci aggiornaste su eventuali ricorsi, denunce, raduni ecc.
 
#4239 PROGRAMMI SPORTIVI
scritto il 11/09/2006 14:49:09 da LUIGI
..di Moggi a RAI2, allora non abbiamo capito niente, non dobbiamo guardare niente, dico ZERO,la domenica ZERO calcio, finito stop,lasciamolo guardare agli altri e poi tra qualche mese FARANNO I CONTI.
 
#4238 PROGRAMMI SPORTIVI
scritto il 11/09/2006 14:45:40 da LUIGI
Io(purtroppo)ho dovuto guardare la JUVE sul digitale terrestre mediaset, ma poi basta..domenica ZERO calcio, e sarà così fino alla fine del campionato, però qualcuno sa di Mughini su controcampo......
 
#4236 Intervista a F.Mazzola(non recente)
scritto il 11/09/2006 14:43:56 da LAURA
# INTERVISTA A MAZZOLA A chi si riferisce? «Il primo è stato Armando Picchi, il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale. Poi è stato il turno di Marcello Giusti, che giocava nelle riserve, ucciso da un cancro al cervello alla fine degli anni '90. Carlo Tagnin, uno che le pasticche non le rifiutava mai perché non era un fuoriclasse e voleva allungarsi la carriera correndo come un ragazzino, è morto di osteosarcoma nel 2000. Mauro Bicicli se n'è andato nel 2001 per un tumore al fegato. Ferdinando Miniussi, il portiere di riserva, è morto nel 2002 per una cirrosi epatica evoluta da epatite C. Enea Masiero, all'Inter tra il '55 e il '64, sta facendo la chemioterapia. Pino Longoni, che è passato per le giovanili dell'Inter prima di andare alla Fiorentina, ha una vasculopatia ed è su una sedia a rotelle, senza speranze di guarigione...». A parte Picchi e forse Tagnin, gli altri sono nomi meno noti rispetto ai grandi campioni. «Perché le riserve ne prendevano di più, di quelle pasticchette bianche. Gliel'ho detto, noi panchinari facevamo da cavie. Ne ho parlato per la prima volta qualche mese fa nella mia autobiografia ("Il terzo incomodo", scritto con Fabrizio Càlzia, Bradipolibri 2004, ndr), che ha portato al processo di Roma». Perché?«Perché dopo la pubblicazione di quel libro mi è arrivata la querela per diffamazione firmata da Facchetti, nella sua qualità di presidente dell'Inter. Vogliono andare davanti al giudice? Benissimo: il 19 novembre ci sarà la seconda udienza e chiederemo che tutti i giocatori della squadra di allora, intendo dire quelli che sono ancora vivi, vengano in tribunale a testimoniare. Voglio vedere se sotto giuramento avranno il coraggio di non dire la verità».Ma lei di Facchetti non era amico?«Sì, ma lasciamo perdere Facchetti, non voglio dire niente su di lui. Sarebbero cose troppo pesanti». Pensa che dal dibattimento uscirà un'immagine diversa dell'Inter vincente di quegli anni? «Non lo so, non mi interessa. Se avessi voluto davvero fare del male all'Inter, in quel libro avrei scritto anche tante altre cose. Avrei parlato delle partite truccate e degli arbitri comprati, specie nelle coppe. Invece ho lasciato perdere...».Altre squadre?«Quando Herrera passò alla Roma, portò gli stessi metodi che aveva usato all'Inter. Di che cosa pensa che sia morto il centravanti giallorosso Giuliano Taccola, a 26 anni, durante una trasferta a Cagliari, nel '69?».Ma secondo lei perché ancora adesso nessuno parlerebbe? Ormai sono - siete - tutti uomini di sessant'anni...«Quelli che stanno ancora nel calcio non vogliono esporsi, hanno paura di rimanere tagliati fuori dal giro. Sono tutti legati a un sistema, non vogliono perdere i loro privilegi, andare in tv, e così via. Prenda mio fratello: è stato trattato malissimo dall'Inter, l'hanno cacciato via in una maniera orrenda e gli hanno perfino tolto la tessera onoraria per entrare a San Siro, ma lui ha lo stesso paura di inimicarsi i dirigenti nerazzurri e ne parla sempre benissimo in tv. Mariolino Corso, uno che pure ha avuto gravi problemi cardiaci proprio per quelle pasticchette, va in giro a dire che non mi conosce nemmeno. Anche Angelillo, che è stato malissimo al cuore, non vuole dire niente: sa, lui lavora ancora come osservatore per l'Inter. A parlare di quegli anni sono solo i parenti di chi se n'è andato, come Gabriella Beatrice o Alessio Saltutti, il figlio di Nello. È con loro che, grazie all'avvocato della signora Beatrice, Odo Lombardo, ora sta nascendo un'associazione di vittime del doping nel calcio».
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