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Mercoledì, 08/12/2021 ore 18,45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di M. ROCCA del 18/12/2008 07:46:19
"Goleada bagnata"

 

A quattro giorni dalla vittoria sul Milan, Mario ha scelto di condividere con noi le emozioni provate quel giorno.

Quando prendo la penna in mano...
No, scusate, ricomincio.
Quando inizio a far tintinnare i tasti del mio portatile, è davvero difficile che io sappia dove potrò andare a parare. Anche perchè il foglio è bianco, bianco davvero.
Lo scopo magari l'ho sempre in bella vista, presente davanti a me come una foto scattata in maniera un po' opaca e appannata in una giornata piovosa, metaforico risultato di oggettive presenze dai contorni sbiaditi.
La pioggia continua a scendere per le case, lungo i marciapiedi e finisce nei tombini lavando via gli ultimi spruzzi di neve sporca, mettendo completamente a nudo gli alberi spogli, la gente che si accalca all'entrata e lo Stadio Olimpico, illuminato dall'interno in modo accecante e che all'esterno assume un aspetto lugubre, cupo, rumoroso, freddo.
Sensazione tetra?
Prima di uscire di casa ho sentito, in TV, Cobolli Gigli parlare di inter, di anti-inter e di rivalità, senza autorevolezza, scevro di passione Juventina. Il ché appare logico, del resto provate a far fare i volteggi a cavallo a uno che ha le gambe ingessate. Uguale.
Recita parole pro domo sua, per accreditarsi, per stupire, per celebrarsi. Grazie a Dio, oggi, non è arrivato a fare pronostici.
Ci sarebbe stato da toccarsi e forse non sarebbe bastato.
Lascio gli amici entrare, ci scambiamo un "forza Juventus" di augurio, e torno a vedermi la partita sul monitor. E' così da due anni. Non contribuisco economicamente a questa proprietà, è una scelta consapevole, che si rinnova ogni volta, è una promessa che mi costa un sacrificio lacerante ma lucido e intransigente.
Prioritario.
Arrivo in tempo per il calcio d'inizio.
Nel prepartita ha già vinto il fair play, non una sola sbavatura, tutte dichiarazioni all'insegna del riconoscimento del valore degli avversari.
Due società che sono un esempio di come si esce da farsopoli, esempi quasi opposti. Con poche responsabilità dirette, tutte dei rossoneri.
Juventus-Milan, la sfida che potrà dirci chi può ambire a continuare a sognare, a inseguire a -6 dal vertice.
Esattamente il contrario di quanto accadeva prima di quell'artefatto. Non è un caso.
Piove, i giocatori sono zuppi prima di incominciare, forza Ragazzi!
Sulle gradinate sventolano le bandierine in memoria di Ale e Ricky, non li dimentico come non dimenticherò mai quello che è successo qualche mese prima, eventi ancora impermeabili alla verità attraverso i quali passano idee, sentimenti, tradimenti e morte.
Nel Milan in troppi amano il gioco del tic-tac. Che incanta forse i poeti, ma fa inorridire i veri competenti della semplice scienza pallonara. Oggi bisogna correre, e i vecchietti fanno ouf. Le cause sono a monte: come succede sistematicamente negli ultimi due anni, la squadra nasce senza un progetto. Galliani e Braida acquistano puntando sui nomi. Come faceva Moratti.
Spara Del Piero, dardo che saetta alla sinistra di Abbiati, rigore impeccabile. 1-0.
Il ricordo di Abbiati, con l'eterna maglietta a mezzamanica, anche 30 gradi sotto zero, mi riporta indietro, quando venne in prestito, perché Kakà fracassò Buffon.
Non un "pizzo" come Ibrahimovic o Mutu, un prestito.
Di Del Piero mi ricordo, a Milano, quella rovesciata geniale che preludeva all'incornata di Trezeguet, quella del 28° scudetto. Gesto tecnico prepattuito? Credo che la risposta sia chiara. Mi è impossibile scrollarmi di dosso questo fardello, non si può mentire al cuore. Farsopoli è stata una bestemmia.
Continua a piovere. Lavaggio naturale. Inconscio.
Angolo da destra, irrompe Chiellini di testa. 2-1.
Giorgio Chiellini, ricorda la poca lungimiranza di Baldini quando da dg della Roma lo diede in comproprietà al Livorno, per racimolare e sperperare i quattrini quattrini necessari all'acquisto di Fabio Junior, uno che ha fatto la storia del calcio ma anche del nichel e dello stronzio. Prova provata delle fandonie del processo Gea.
Il Milan passa ai calcioni, alle entrate al limite del regolamento e anche oltre, mi torna in mente Tardelli. L'arbitro fischia l'inizio della partita e lui si avventa a piedi uniti su Rivera. Eccesso di agonismo. Meglio delle successive ipocrisie dipinte su codici etici, palesemente immorali, perché impressi a fuoco sulla maglia e sulla pelle dei tifosi della Juventus. Ne inzozzano l'onore e neanche la pioggia incessante può nulla.
Ma contiunua a scendere copiosa e inarrestabile. Come lamette pungenti che sezionano la gioia di un goal.
Vola De Ceglie, imbizzarrito sulla sinistra, traversone impeccabile, stacco imperioso di Amauri. 3-1.
Meraviglioso. Meravigliosi i ragazzi della "primavera" che nel luglio 2006 vinceva lo scudetto, rispondendo di fatto "bugiardi" ai farsopolisti non puliti, rosa.
De Ceglie, Marchisio e Giovinco hanno lo stesso odore di Del Piero e di Bettega, sanno di Juventus.
Bettega con quel suo tacco meraviglioso a San Siro, etichetta di storia infinita, di attaccamento autorevole, affetto sincero all'etica ipocrita e irriconosciente.
Vola ancora Paolino, hop hop e Zambrotta viene giustamente espulso.
Mi esce dalla parte posteriore, nutro solo disprezzo per questo mercenario. Piove ma non basta, non basterà. Fuori, per sempre.
Ancora Sissoko che duetta con Amauri, magici, 4-2.
Sissoko, una forza della natura. Cagnaccio come Davids, uno che fece le nostre fortune, comprato per un pezzo di pane da chi se ne intendeva. Troppo. Tanto da uccidergli l'anima.
La Juventus potrebbe farne sei come quella volta a San Siro, con Amoruso, Vieri e Jugovic. Che mazzate. Allora per il primato, oggi per inseguire a distanza.
Continua a piovere ma la partita è finita, vittoria. Ai microfoni Amauri, Chiellini, Ranieri e purtroppo per noi anche il Cobolli Gigli: <>. La solita becera propaganda, è già salito alla ribalta, mentre tutti corrono al riparo dalla pioggia di scempiaggini che da due anni ci propina.
Lui e gli altri. Tanto che dopo ognuna, a fine mese, versano a Moratti i diritti di autore.
 
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