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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Udienze Processi di M. BARBATO del 30/05/2011 07:17:34
Requisitoria Narducci/8

 

Processo calciopoli. Trascrizione integrale requisitoria del 24 maggio 2011

Uno dei temi di accertamento dibattimentale e di prova è legato alla questione del sorteggio, delle sue modalità e del suo svolgimento in concreto.
Avevo già fatto riferimento nella precedente udienza alla circostanza secondo cui il sorteggio, inteso come operazione materiale di estrazione di sfere...di individuazione di partite e arbitri, era solo ed è stato solo per quel periodo un segmento di una procedura più complessa di designazione per quella stagione, ma anche in realtà per le stagioni immediatamente precedenti, fondato su diversi momenti che tutti insieme concorrevano alla procedura di designazione: la griglia la formazione della griglia, la formazione delle partite, la formazione della griglia degli arbitri, la fase di estrazione sorteggio inteso in senso stretto ma altresì anche la fase diversa, e sostanzialmente successiva, di designazione degli assistenti dell’incontro oltre che del cossi detto quarto uomo, Ed ho fatto riferimento già sinteticamente al fatto che esistevano alcune regole dettate da prassi oramai in uso da alcuni anni, secondo cui nella operazione materiale di sorteggio, quella che si svolgeva o a Coverciano o a Roma in altre circostanze, veniva effettuata o doveva essere effettuata rispettando alcune criteri: inserimento delle sfere, perché si trattava di sfere metalliche per quel periodo e già da un po’ di tempo, all’interno di un' urna; sfere metalliche contenenti partite; in altra urna sfere metalliche di diverso colore contenenti nominativi degli arbitri da abbinare; procedura di estrazione materiale effettuata per le tre diverse griglie, o fasce, secondo un ordine che doveva essere quello di estrazione prima della sfera contenente la partita poi quella della sfera contenente il nome dell'arbitro, con le possibili variazioni del caso legate al meccanismo delle cossi dette preclusioni, poiché la preclusione andava verificata in concreto nel senso che bisognava effettivamente estrarre la sfera e vedere se scattava, per quel particolare arbitro, la preclusione.
Sappiamo che, lo riferiscono in modo sostanzialmente conforme tutti i testimoni che abbiamo ascoltato, che le operazioni materiali di preparazione delle sfere erano effettuate, sotto la diretta supervisione dei due designatori, dalle persone addette alla cosiddetta Commissione Arbitrale, e comunque ad opera degli assistenti dei due designatori, e dunque certamente fino alla fine della stagione 2003/2004 ad opera anzitutto di Maria Grazia Fazi e anche di Manfredi Martino. Poi sostanzialmente in via diretta e quasi esclusiva ad opera del solo Manfredi Martino poiché la Fazi non poteva prestare più quel servizio e quella attività.
Era stata introdotta altresì una modifica, che era certamente operante in quella stagione 2004/2005, secondo cui la operazione avveniva alla presenza di un notaio e con la partecipazione anche di un giornalista che era quello, di volta in volta scelto dall'Unione Stampa Sportiva Italiana, che doveva coadiuvare i designatori nell'attività procedendo all'estrazione delle sfere.
E dunque la scena che avevamo pressoché in tutti i casi di sorteggio era la seguente:
un’urna affidata alla gestione del designatore Pierlugi Pairetto, che procedeva ad estrarre, egli personalmente, la sfera della partita; un’urna affidata alla supervisione del designatore Bergamo, che aveva accanto a se il giornalista che doveva procedere all'estrazione della sfera col nome dell'arbitro, alla presenza di un notaio.
Alcune fra queste persone sono state ascoltate per indicazione e produzione di prove da parte delle difese, faccio riferimento ad alcuni tra quei giornalisti che operarono in quelle determinate circostanze ovvero i due notai che, pressoché nella totalità dei casi, hanno redatto il verbale delle operazioni ed erano presenti a Coverciano o a Roma. Sostanzialmente da parte di queste persone sono state fornite dichiarazioni la cui sintesi in ultima analisi è questa: “Dal nostro punto di vista e per la nostra esperienza non è mai accaduto nulla di particolare e dal nostro punto di vista non abbiamo avuto mai ne certezze ne fondate percezioni di irregolarità”. Questo in sintesi ad opera di questi testi.
Queste dichiarazioni, secondo la nostra valutazione, sono decisamente contrastate da elementi di prova che dimostrano come siano state messe in atto, e si siano verificate, numerose situazioni dimostrative che i sorteggi sono stati anch'essi, al pari di altre operazioni che costituiscono la procedura di designazione, alterate.
Questo non sulla base di indicazioni rispetto alle quali si potrebbe obiettare “si tratta di percezioni di valutazioni, di dichiarazioni sfornite di riferimenti astratti reali”. Quando è venuto in questa aula il presidente del Cagliari Massimo Cellino a questo ha fatto riferimento, con una dichiarazione molto secca, affermando che dal suo punto di vista i sorteggi effettuati fino a quel momento di stagione non erano validi e regolari. Ma Massimo Cellino, è vero, non può sostanziare la propria affermazione di circostanze e di fatti concreti che egli è in grado di riferire e che pure fa su diversi aspetti. Questi fatti ulteriori e concreti possono essere desunti da una serie di attività e di elementi di prova acquisiti nel corso del dibattimento, in particolare alcune precise testimonianze, contenuto preciso di alcune attività di intercettazione e di attività di osservazione.
Concludendo questa illustrazione generale occorre oltretutto far riferimento ad un dato che ha una sua rilevanza, anche se in realtà vedremo, non decisiva e lo vedremo sulla base di fatti concreti desumibili da intercettazioni, da orari di intercettazioni e da confronti tra telefonate.
In generale tuttavia lo vediamo dai verbali notarili che sono stati acquisiti, e lo dicono anche testimoni come Manfredo Martino, generalmente la operazione di sorteggio era una operazione che aveva inizio intorno alle 11.00 del mattino, quasi sempre il venerdì in cui si faceva questa attività, durava per il tempo necessario alla ultimazione di questa fase. E questa era una fase che, per le caratteristiche che ormai aveva assunto da un po’ di tempo e anche per il fatto che vi fosse un giornalista designato, si svolgeva in un luogo anche alla presenza di persone, c'era un accesso pur limitato, ma di persone che potevano partecipare a questa operazione.
Questa fase era seguita da una fase che invece era assolutamente tenuta al riparo da occhi o orecchie di partecipanti, giornalisti o addetti ai lavori a cui era stato permesso di assistere alla estrazione dalle urne. La fase della scelta di assistenti e del quarto uomo, quand’anche fosse stata preceduta da una fase di preparazione, affidata a Gennaro Mazzei ovvero ai designatori, era una fase per sua natura riservata che non si svolgeva alla presenza né di notai né di giornalisti né di nessun altro, e che bisognava fare una volta terminata la fase di scelta dell'arbitro e della partita. Quasi sempre veniva poi diramato un comunicato, in orari variabili da parte della federazione, quello conclusivo che dava conto di tutte le varie griglie e quindi di tutti gli incontri di A e B abbinati con arbitri, assistenti e quarto uomo.
Il nostro processo è uno tra i pochi in cui da questo punto di vista, rispetto alla fase di acquisizione della indagine, ha permesso addirittura di registrare dei momenti più significativi di acquisizione della prova, prova che esisteva già ma che è stata rafforzata una volta ascoltati i testimoni nel dibattimento. Lo dico con riferimento anzitutto ad un teste che si rileva fondamentale che è Manfredi Martino.
E il collegio ricorderà come, in coda all'esame di quel testimone, egli addirittura abbia riferito delle circostanze importantissime che non era neppure state oggetto di acquisizione nella fase delle indagine. Ma lo dico, ancora ed a maggior ragione, rispetto ad un testimone che non era stato ascoltato nella fase dell'indagine e che è venuto qui senza neppure in realtà necessità di fare una straordinaria opera di individuazione perché quelle dichiarazioni ad un certo punto nel corso del dibattimento le aveva rese nel corso di una intervista radiofonica: si tratta del presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Che non credo possa essere tacciato di essere teste ostile alle ragioni degli imputati, anzi. Quando è stato sentito in una fase di integrazione dei mezzi di prova, quindi nella fase finale del dibattimento, Maurizio Zamparini ha raccontato un episodio di straordinaria rilevanza che si colloca, è vero, in una fase temporale che è quella del campionato di calcio 2003/2004, dunque immediatamente precedente il nostro 2004/2005, ma che ha una mi sembra decisività probatoria di grande rango visto che affronta il tema, e non lo affronta parlando magari come ha fatto Cellino o qualcun’altro di fondate valutazioni, percezioni, impressioni.
Egli ha riferito che nel corso di un incontro, che era avvenuto per altre ragioni nella città di Torino e con la persona di Luciano Moggi, ad un certo punto il colloquio fra i due aveva avuto, anche per le domande che aveva ricevuto dal suo interlocutore, modo di affrontare il tema dell'abbinamento del campionato che in quel momento il Palermo stava affrontando ancora in serie B e del tema degli arbitri e delle capacità professionali, ovvero delle scarse capacità professionali degli arbitri , ciò alla vigilia di una partita che il Palermo di Zamparini avrebbe dovuto disputare con la squadra del Verona e nella città di Verona.
Il teste è stato estremamente preciso nel ricordo, e ha ricordato e riferito, che per sollecitazione di Luciano Moggi, egli aveva interloquito telefonicamente in quel momento con il proprio direttore sportivo, si chiamava all'epoca Rino Foschi, ed aveva ricevuto dal proprio collaboratore societario una risposta secondo cui, per quanto riguardava i nomi degli arbitri che solitamente ancora arbitravano la serie B in quel anno, l'arbitro giudicato migliore, più capace, era l'arbitro Rizzoli ovvero altro che Zamparini non ha ricordato perché non riesce a rammentare quale altro nome era stato fatto dal suo collaboratore.
Immediatamente chiusa quella conversazione Zamparini-Foschi, l'interlocutore di Zamprarini Luciano Moggi aveva alzato il telefono ed aveva parlato con persona, senza rivelare a Zamparini esattamente cosa di chi si trattasse, ma evidentemente si trattava di persona che aveva potere decisionale sulla scelta degli arbitri, e nell'intento evidente di...come dire...compiacere anche il proprio l'interlocutore del momento, aveva dato indicazione affinché fosse, per la partita del Palermo, designato proprio l'arbitro Rizzoli.
Prosegue ancora, il teste Zamparini, dicendo che l'episodio egli lo aveva valutato come episodio sintomatico di una capacità di condizionamento e di potere esercitata da Moggi, e quindi secondo caratteristiche inquietanti, tanto che aveva ritenuto meritevole questo episodio di essere segnalato, visto che ovviamente poi l'arbitro Rizzoli aveva diretto l'incontro fra la squadra del Verona e del Palermo in data 23 aprile del 2004, a suoi colleghi, presidenti di altre squadre di medio piccolo calibro del campionato di calcio, e che questo episodio, evidentemente filtrando da questa riunione questi suoi interlocutori, aveva determinato una telefonata da parte di, egli non riesce a rammentare se da parte di Antonio Giraudo o esattamente da parte di Luciano Moggi, che avevano manifestato meraviglia..sorpresa e anche fastidio perché egli aveva confidato e riferito ad altri quel fatto. Le parole utilizzate erano state testualmente "Bella riconoscenza hai avuto nei nostri e nei miei confronti visto che - è implicito - che lo vai a raccontare in giro e lo dici a varie persone”.
Chiude ancora Zamparini quel racconto affermando che questa telefonata non lo aveva..come dire..toccato più di tanto e che aveva tenuto a ribadire, in un successivo personale incontro con Luciano Moggi, che egli non voleva avere più “cortesie”, questa è l'espressione testuale, ”di questo tipo”. Non voleva più avere cioè designazioni di arbitri sulla base di attività di condizionamento dei designatori.
Le domande fatte a Maurizio Zamparini nel corso del suo...soprattutto del suo controesame sono state ovviamente diverse volte, molte, e tese ad evidenziare, dal punto di vista delle versioni degli imputati, elementi di incongruenza, inverosimiglianza ovvero altro per minare la credibilità di questo racconto. Io credo che questo tentativo,questa attività, frutti non ne abbia sortiti.
Le possibili alternative ragioni per le quali Zamparini avrebbe dovuto raccontare un fatto di così tale straordinaria importanza, inventandolo..esagerandolo...enfatizzandolo addirittura..come dire... tra virgolette calunniando una o più persone, non sono emerse in alcun modo.
Oltretutto, e questa parte è una parte che Zamparini aveva già fatto anche con l'intervista radiofonica ripetendo più o meno quella stessa trama di fatti, se una ragione di questo tipo avesse animato il presidente del Palermo per raccontare, in tutto o in parte, un episodio non completamente o assolutamente non vero, questo intento avrebbe dovuto conciliarsi con il rischio notevole a cui andava incontro Zamparini facendo questa testimonianza, per di più con la pubblicità prima della trasmissione radiofonica ovviamente seguita e poi raccontata e riferita a tutti, poiché avrebbe corso il rischio immediatamente di essere ad esempio smentito..contraddetto proprio da quelle persone a cui egli ha detto di aver raccontato questo episodio, dai suoi colleghi presidenti di medio o piccole società di calcio, che sarebbero stati in grado, se il fatto non fosse stato vero, di prendere la parola e dire che Zamparini questo fatto lo aveva in tutto o in parte inventato. Così non è accaduto, così come non riesce..come dire..il tentativo di ottenere dal testimone una dichiarazione che permetta di posticipare la collocazione temporale di quello incontro avvenuto a Torino da un giorno precedente ad un giorno successivo al sorteggio relativo a Verona-Palermo del 22/04/2004.
Ovviamente questo non è possibile e non perché lo dica Zamparini soltanto, ma perché se per avventura...come dire....il sorteggio fosse già stato effettuato addirittura e fosse già stato individuato l'arbitro Rizzoli, ad esempio per la partita Verona-Palermo, crollerebbe tutta quella trama di racconto e diventerebbe ovviamente incomprensibile non solo tutto, ma anzitutto diventerebbe illogico il colloquio telefonico avvenuto fra Zamparini ed il direttore Sportivo Rino Foschi, che certamente..come dire...sapeva e l'avrebbe saputo anche Zamparini che a quel punto..come dire... non si sarebbe attardato a dire “Ma è Rizzoli....ma è un altro.....questi probabilmente sono quelli tra i migliori o più capaci in circolazione” e avrebbe seccamente risposto al suo interlocutore, ammesso e non concesso che Zamparini potesse essere disinformato, “Ma guarda che l'arbitro per quella partita già ci sta e si chiama con un certo nome e cognome..” né evidentemente...come dire... sarebbe stato meritevole di essere segnalato ai colleghi un episodio da collocare in un momento sicuramente successivo al sorteggio.
E per quanto riguarda l'atteggiamento tenuto nei confronti del teste da Luciano Moggi e dallo stesso Antonio Giraudo , nella misura in cui probabilmente è anche Giraudo ad interloquire telefonicamente con Zamparini, e quindi in ordine al fatto che vi è stata una dimostrazione della capacità di orientare, o addirittura ottenere, territorialmente una designazione anche se si tratta in questo caso non della propria squadra ma di altra che in quel momento milita in un campionato di seria inferiore, se quello se non fosse stato, in qualche modo, questo e fosse stato qualcos'altro e fosse stato, voglio prenderlo in considerazione, una sorta di millanteria ..di esibizione..come dire..vanagloriosa per dimostrare che si è potenti ma magari in verità non lo si è, o non si è fatto nulla in concreto, le parole che sarebbe state utilizzate nei confronti di Zamparini non sarebbe state quelle secondo cui "Bella riconoscenza che hai avuto..lo vai pure a raccontare in giro”, ma magari sarebbero state di altro segno e avrebbero avuto più o meno il tenore della persona che a un certo punto dice ad un altra .”Ma guarda che tu non hai capito granché o meglio tu hai equivocato, ma guarda che quello che tu hai ritenuto essere avvenuto non è quello che in realtà è avvenuto, ma guarda che non è vero quello che tu dici essere avvenuto e che vai a raccontare anche in giro”. Sappiamo invece com’è andata, per questo la dichiarazione di Zamparini è dichiarazione che, secondo il nostro punto di vista, riveste una attendibilità assoluta e fornisce una prova diretta specifica sulla alterazione dei meccanismi del sorteggio.
Ma questo è solo il primo racconto perché dobbiamo confrontarci dopo con altri elementi, sia fonti di prova dichiarativa sia fonti di altra natura.
Vedremo dunque quali sono le testimonianze sul punto, testimonianze che hanno un valore pari o addirittura per certi aspetti superiore a quella di Zamparini che certamente poi al suo sorteggio non vi partecipava, perché provengono, ed in particolar modo in un caso, da parte di persone che di quella commissione arbitri, e quindi di quel gruppo dirigente intorno ai designatori, hanno fatto parte.
Non si tratta dunque di punti di vista o di dichiarazioni di persone estranee a quel gruppo di vertice, ma di qualcuno che, nel caso specifico Manfredi Martino ma anche in realtà un testimone che si chiama Dario Galati, hanno fatto assumendo anche sulle proprie spalle per una parte almeno la responsabilità di quelle alterazioni.
Che cosa...qual è il dato essenziale che ci offrono queste dichiarazioni? Qual è stato cioè il meccanismo essenziale in cui, nel periodo 2004/2005, ha funzionato il meccanismo della frode nella fase nel segmento del sorteggio?
Esso riposava sulla riconoscibilità delle sfere di metallo adoperate nell'operazione e collocate nell'urna. Riconoscibilità desumibile da elementi di tipo materiale di due tipi.
Le sfere di metallo, abbiamo detto, avevano colori diversi perché si legavano ad operazioni di estrazione diversa. E dunque vi era un primo elemento che era quello secondo cui alcune avevano alterazioni, scoloriture, graffi, incisioni riconoscibilità del colore maggiore o minore rispetto ad altre. La seconda il fatto che, avendo inopinatamente adottato e continuato ad adottare delle sfere in metallo, e vedremo poi queste sfere in metallo che fine facevano nelle operazioni di sorteggio, esse presentavano meccanismi anche di alterazione della propria struttura; dunque tracce più o meno forti di usura, soprattutto legate alle operazioni attraverso le quali esse venivano più che altro collocate o buttate all'interno dell'urna o delle due urne.
E che dunque questo è stato il meccanismo utilizzato, ad onta di notai giornalisti quant’altro, per poter operare in concreto: la estrazione secondo piani predisposti in precedenza.
Dicevo che, prima ancora di Manfredi Martino, una testimonianza di grande spessore e rilievo è quella che rende Dario Galati .
Chi è stato Dario Galati? Un componente della commissione arbitrale sino al primo periodo di cossi detta era del doppio designatore Bergamo-Pairetto e dunque ha svolto attività, come quella che hanno svolto gli altri in ultimo Manfredo Martino, per la stagione 99/2000, prima epoca di gestione e dunque primo momento in cui evidentemente già iniziano attività di alterazione dei sorteggi. Dario Galati dice che in più circostanze egli ha partecipato ad operazioni, che gli sono state sollecitate ed indicate, operazioni materiali affinché certe partite risultassero abbinate a determinati arbitri. Questo dunque in quella stagione.
Fa riferimento a tre esempi particolari che ha rammentato. Uno che si riferisce ad una designazione di un arbitro, Bazzoli, per un derby genovese, nel senso che si decide parte dei designatori che il derby genovese deve essere affidato a questo arbitro; ed egli riceverà conferma dopo che il sorteggio è stato pilotato in quel modo da quell’arbitro che aveva egli già conoscenza ed informazione di questo tipo. E circostanza che si verifica in altre occasioni, e fa riferimento ad una partita che viene designata all’arbitro Fausti ed ad altra partita, che riguarda un anticipo di serie B, secondo la dichiarazione di Dario Galati.
Che cosa dice questa persona sulle attività materiali concrete? Dice che questa operazione veniva fatta in due fasi. Quando, ed egli vi ha partecipato, nel chiuso della stanza si dovevano mettere i bigliettini “partite od arbitri” all'interno delle sfere e si dovevano mettere all'interno di particolari sfere, cioè quelle che erano più immediatamente riconoscibili da parte dei designatori o perché più usurate e ammaccate o perché più sverniciate di parti consistenti del colore. Ricevuta questa indicazione, quindi inseriti ad arte i bigliettini, erano i designatori in grado di operare la estrazione di quelle sfere che loro già conoscevano poiché il giorno del sorteggio entrambi, una volta fatta dai collaboratori questa operazione, essi comunque ricontrollavano il tutto prima di procedervi.
Questa dichiarazione è assolutamente coerente con un racconto che apprenderemo da Manfredi Martino e che riguarda tutta la fase successiva e certamente copre quello che è accaduto anche in quella stagione.
Manfredi Martino, sapete, ha fatto parte della commissione arbitri per un lunghissimo periodo dal 1999 e certamente sino alla fine di quel campionato 2004/2005. Ha dunque sempre partecipato a queste varie attività, come quelle che Galati ha svolto in precedenza prima di lui. Quando è venuto qui ha detto precisamente, non quindi in modo generico, che il meccanismo era proprio quello di cui aveva parlato Dario Galatiin precedenza. Ed ha analiticamente descritto, fatti questi che coincidono con la descrizione che troviamo nel verbale di sequestro/acquisizione delle sfere operato dai Carabinieri quando termina questa indagine, che in quella fase le sfere potevano essere immediatamente riconosciute e gestite per quelle particolari caratteristiche. E’ stato addirittura più preciso quando ha parlato di un ricordo di dati di usura maggiore, per quanto riguardava sfere di un certo tipo o meglio di una certa colorazione, come le sfere gialle più che quelle che avevano una colorazione verde o una colorazione rossa.
Manfredi Martino sconvolge proprio quella prospettazione di pacifica serena ordinata e assolutamente trasparente svolgimento del sorteggio, che qui qualcuno ha rappresentato al tribunale. Quella che doveva essere una regola da seguire con precisione, ovvero estrarre da parte di Pairetto con chiarezza e con evidenza la sfera della partita e, soltanto dopo che chiaramente era terminata quella operazione, mettere la mano nell'urna, prendere la sfera, aprirla e leggere l'arbitro abbinato non funzionava secondo questa sequenza temporale.
E dunque quest'ordine era un ordine, di sequenza intendo dire, che veniva sospeso o capovolto perché o quelle operazioni avvenivano in realtà in contemporanea, e dunque con la capacità del designatore di indugiare ed attendere, ovvero ancora, come dice Manfredi Martino, addirittura variandola e facendola immediatamente seguire alla prima operazione di estrazione della sfera con il nome dell'arbitro.
Ancora racconta Manfredi Martino che, ed è quello che ci permette di ritenere decisamente provato questo tema di prova, la sfera individuata per le sue caratteristiche maggiormente alterate o usurate era stata individuata per espressa indicazione dei due designatori, che avevano già deciso quale partita affidare a determinato arbitro, ritenuto per quella circostanza più gradito.
Ed e Martino Manfredi che racconta di come, all'interno del sorteggio, questa operazione avveniva attraverso quelle particolari pause adottate in particolare da Pairetto. Pairetto...sfera...partita...indugiava, aspettava che in realtà il giornalista avesse già tirato fuori la sfera con la partita e a quel punto, avendo immediatamente percezione di questa circostanza, tirava fuori la sfera con il nome dell'arbitro.
Il meccanismo è stato questo, visto che occorreva da parte dei designatori fare uno sforzo ulteriore poiché formalmente vi era una persona, il giornalista Ussi all'interno della sala. per una particolare urna.
Tutto questo non è..come dire...osservazione, percezione, valutazione di qualcuno che è passato lì. Tutto questo è l'osservazione, la percezione, la conoscenza di chi ad un certo punto della deposizione dibattimentale ha detto questa frase testuale b>"Ho ricevuto disposizioni da Bergamo e Pairetto per predisporre le sfere ovvero per collocare i bigliettini in determinate sfere”, nel senso che potesse essere permesso e garantito a loro di poter individuarla ed estrarla.
Ed è Manfredi Martino che proprio in quella parte finale di suo esame dibattimentale, quasi certamente arrestandosi ad un certo punto e non oltrepassando una soglia che pure avrebbe potuto oltrepassare, ed incalzato dalle domande che gli vengono rivolte qui, dice che questo è avvenuto almeno 3-4 volte nel corso del campionato che ci riguarda.
Fa riferimento ad una non meglio precisata partita, che egli dice che “è collocabile nella prima parte del campionato 2004/2005 occasione di sorteggio a Coverciano, in cui mi viene detto di inserire il bigliettino per quanto riguarda una determinata partita in una sfera più riconoscibile” . Dice che questo è avvenuto certamente per un altro episodio di sorteggio che si è svolto invece a Roma in occasione di un turno di serie B, poiché nella circostanza non si disputava il campionato di serie A, e che in questa circostanza invece la indicazione da egli ricevuta ha riguardato il fogliettino con il nome dell'arbitro, nella sfera più sverniciata..scolorita, ed infine ancora dice che questo è certamente avvenuto in occasione di un incontro, che è un incontro cartello di quel campionato di calcio 2004/2005 e nella parte finale lo vedremo poi che è il famoso Milan-Juve, affidato per la direzione di gara a Pierluigi Collina.
Si tratta di una testimonianza per questa parte, io lo ricordo e credo che sia il ricordo di tutti quelli che hanno sentito questo teste, anche sofferta; sofferta nel senso di persona che decide di raccontare verità, e forse verità ulteriori addirittura rispetto a quelle che ha già decisamente fatto nella fase dell'indagini in più verbali. E che però quasi ad un certo punto, eppure...come dire..egli è stato protagonista di questi fatti, quasi si arresta e decide di non spingersi sino ad offrire una verità di ricostruzione completa pur avendone, io ritengo, tutte le assolute possibilità e capacità.
E che pur tuttavia, per questi fatti che sono stati raccontati, è testimonianza precisa ed univoca di fatti. Certo a questo si oppongono quelle versioni che abbiamo ascoltato, da parte di alcuni testimoni esaminati per indicazione difensiva...io ricordo il nome di due Notai, notaio Ioli e notaio Tavassi, e di alcuni Giornalisti presenti a quelle operazioni, Pesciaroli...Valentini...Bianchi fra gli altri. E che dicendo quelle cose che, io ho detto all'inizio in sintesi era “non è accaduto, nulla non abbiamo avuto né certezze né percezioni di nulla”, hanno pur tuttavia riferito alcune circostanze che poi sono le circostanze di cui per primi hanno parlato Dario Galati e Manfredi Martino sulla situazione che si verificava all'interno dei sorteggi, sulle condizioni in cui erano..fisiche..materiali in cui erano quelle sfere e su quel particolare clima che c'era all'interno del sorteggio.
Questi stessi testi hanno chiaramente detto che in tantissime occasioni si sono verificate circostanze per cui le sfere si aprivano, e questo era un fatto molto ricorrente che quelle sfere effettivamente, lo dice il teste Bianchi, erano sicuramente schede molto usurate e oramai di colore sensibilmente diverso l'una dall'altra perché non potevano essere più integre. E addirittura i notai che attestano come quelle operazioni siano state sempre operazioni ineccepibili e tali da non aver suscitato mai, non dico certezza, ma neppure sospetto di qualcosa che non andava, hanno pur tuttavia dovuto riconoscere che, certo anche loro ricordavano che tante volte, vale per il notaio Ioli ovvero anche per il notaio Tavassi, queste sfere venivano sbattute sul tavolo per farle aprire ovvero ancora, quando venivano collocate all'interno delle urne, registravano operazioni di apertura accidentale. Certo è che né l'uno né l'altro, e neppure i giornalisti presenti che entrano in sala a un certo momento, possono riferire circostanze che riguardano le operazioni materiali di preparazione delle sfere e neppure di operazioni all’esito delle quali le sfere vengono portate via dalla sala una volta terminato il tutto.
Sono state all'inizio del dibattimento acquisite due annotazioni di polizia giudiziaria, ovvero redatte dai carabinieri, che in due occasioni hanno fatto un'attività di osservazione presso la sala in cui si svolgeva il sorteggio e sono state acquisite altresì come prove documentali le documentazioni relative a quei sorteggi, in particolare quelle che riguardano l'attestazione delle operazioni fatte dall'arbitro in un atto che è atto pubblico fildefacente notaio.
Se quella del 31 gennaio 2005, è un sorteggio che si svolge presso la sede dell'AIA a Roma, contiene una sintesi non particolarmente lunga ed esaustiva ma già fatti significativi, molto più pregnante da questo punto di vista è quella del sorteggio che si svolge, o meglio del sorteggio dell'attività di osservazione che si svolge in data 13 maggio del 2005 presso il centro sportivo di Coverciano della Federazione.
Per questa data come per le altre leggerete un verbale che è un verbale di estrazione immancabilmente sempre eguale.
Questo è quello relativo al 13 maggio 2005 Firenze presso il centro federale di Coverciano a cura del dott. notaio Tommaso Talassi. In questo verbale si fa riferimento che “è presente il signor Bergamo Paolo della cui identità sono certo e che secondo le modalità previste dal regolamento di sorteggio il sorteggio ha avuto il seguente esito: serie A e serie B...arbitri....partita. Atto dattiloscritto da persona di mia fiducia..vabbè..con una certa data”. Questo è il verbale del notaio che qui dice “è tutto sempre avvenuto nella più assoluta regolarità e io lo attesto”.
Le cose, quando le si vanno a vedere in concreto, risultano sensibilmente diverse dallo stringato e ormai fotocopiato verbale notarile che da atto soltanto che la partita è stata abbinata ad un determinato arbitro, perché qui più di tanto non c'è mai scritto. E se si va a guardare quella attività di osservazione compendiata in un annotazione di polizia giudiziaria in questa occasione si potrà constatare come, doviziosamente raccontate tutte le varie fasi della operazione di sorteggio, si verifichino proprio una serie di fatti significativi e coincidenti con quelli che abbiamo sentito dal racconto di Dario Galati di Manfredi Marino o di altri.
Basti pensare al fatto che, come si dà atto a questa attività di osservazione allorché designatori e collaboratori sono presenti in sala, vi sono anche fotografie allegate che sono state prodotte ed acquisite, questa suddivisione della collocazione nelle urne avviene senza che in alcun modo il notaio partecipi a questa attività o abbia capacità di intervenire per verificare quello che sta succedendo.
Sono ancora i carabinieri che attestano di come ad esempio, una volta collocate le sfere nelle urne ed iniziate le operazioni di estrazione, contrariamente a quello che si aspetta ogni persona avveduta, e cioè se esiste un’urna...esistono delle sfere, ogni tanto almeno, queste sfere vengano rimescolate...girate per aumentare le probabilità di genuinità...trasparenza e quant' altro, questa è un operazione che non avviene mai, perché né Pairetto né Bergamo provvedono a rimescolare le sfere.
E di come ancora, proprio in questa circostanza, il designatore Bergamo dopo aver aperta la sfera la fa cadere e questa sfera si apre...cade per terra.
E ancora, secondo questa fotografia di operazione che avviene alle 11.10, mentre il designatore Pairetto deve provvedere a prendere la pallina della partita una di queste si apre nelle mani del designatore che semplicemente la richiude..la ricolloca nello stesso posto dove è stata prelevata in precedenza.
E ancora, alle 11.15, di come i carabinieri attestino che avvenga questa seguente testuale fase.
Si è alla fase della estrazione griglia A e si nota Pairetto che osserva insistentemente le palline e, prima di prendere la prima di queste, le mescola leggermente sempre osservando il loro movimento come attestato da una foto che è la numero 18 di questo album fotografico allegato.
Tutte queste varie operazioni, e anche quelle clamorose come sono le operazioni di apertura...e casuali...e inavvertite...per sbadataggine o quant'altro di quello che è accaduto in questo verbale, non le ritroveremo.
Accadrà un fatto rilevantissimo in un'altra data a conferma di quello di cui sto parlando non è questione..come dire...di mia opinabilissima valutazione.
Invito il collegio a guardare, e ce l'avete, la griglia del sorteggio del 22 aprile del 2005, 14° giornata di ritorno campionato di serie A campionato di serie B come risulta dal comunicato stampa della federazione, che dà conto della griglia A, della griglia B e della griglia C cioè degli inserimenti e delle possibili poi abbinamenti, quelli che poi avvengono all'esito delle operazioni; e del verbale del notaio dott. Tommaso Tavassi, relativo alla stessa giornata 22 aprile, questa operazione avvenuta presso il centro tecnico di Coverciano.
Tutto è assolutamente, come al solito, regolare e ineccepibile.... non c'è nulla di strano ma qualcosa di strano lo ascoltiamo dalle telefonate, perché è accaduto qualcosa nel corso di questo sorteggio di abbastanza significativo che, se anche non fosse..come dire...direttamente legato ad una alterazione, sarebbe talmente importane perché comunque ne ha provocato una non lieve modifica.
Ci sono due telefonate in quella giornata. Il designatore Pierluigi Pairetto riceve una telefonata, il progressivo è il 46146 la data è il 22 aprile ore 12.54, sul suo numero 3358189303 da parte dell'allora direttore sportivo del Palermo, se non ricordo male, Rino Foschi. E la telefonata ha questo testuale sviluppo perché ad un certo punto, dopo i saluti, Rino Foschi dice “Sta succedendo un casino, sta venendo fuori un polverone che non finisce più, mi dicono che stamattina è stato sorteggiato Collina per Atalanta-Palermo. Sì e lui dice a un certo punto hanno detto no,è precluso, ed è venuto fuori Rizzoli, poi l'hanno messa tutta in un gran casino beh ci siamo sbagliati hanno rifatto tutto ed è venuto fuori Rodomonti”. E Pairetto dice “Sì infatti è vero è vero”, ...crede..dice Rino Foschi “Credo che non sia regolare questo” e Pairetto controbatte dicendo “Fai una denuncia se credi rispetto a quello che è successo, c'era un notaio presente, ci è stato detto di fare così, se ritieni giusta fare questa denuncia falla, è stato fatto un errore, si è messa la preclusione che non si doveva far mettere, si è fatto un altro sorteggio e finito il sorteggio ci si è accorti che era stato fatto questo errore ed è stato ripetuto il sorteggio di questo gruppo”. E si dice appunto che non è stato, dopo la “preclusione Collina”, possibile neppure mettere Rizzoli che era stato estratto abbinato alla partita del Palermo perché c'era stata un indicazione per cui a quel punto era necessario rifare tutto, ripetere tutto dall'inizio, dice Pairetto testuale “abbiamo rimesso dentro le 10 palline degli arbitri e dentro le 10 palline delle partite, abbiamo ricominciato da capo esattamente come ...”e così via.
Telefonata che sarà seguita da altra, che è una telefonata dello stesso tenore che il presidente del Palermo Zamparini farà al designatore Pairetto alle 12.09 di quella stessa giornata, il progressivo 46152, che è anch'essa telefonata di forte rimostranza perché, dice Zamparini, quello che è accaduto dal suo punto di vista è un fatto enorme e grave e che lui avrebbe poi denunciato questa situazione sia in sede pubblica sia con una segnalazione al presidente della federazione Carraro. Io non so se questa segnalazione poi ci sia stata onestamente.
Quello che rilevo, ad onta dei ragionamenti e delle circostanze indicate in precedenza, è che questo fatto, che è qualcosa di straordinariamente importante perché qui si dovrebbe dare atto che, quand'anche fosse stato per un errore ammissibile, si fosse erroneamente indicato l'arbitro Collina con una preclusione che invece non doveva essere indicata, tutto questo ha determinato un azzeramento di una serie di operazioni che erano state effettuate in quel caso e di abbinamenti che erano stati mandati avanti, senza che di tutto questo vi sia addirittura traccia possibile, neppure per sintesi o genericamente, né dal verbale di estrazione del notaio né dai comunicati stampa della federazione. Se si va a guardare il comunicato stampa della federazione che dovrebbe dare la prova di come era stata redatta la griglia, o meglio le tre griglie in quella giornata di campionato, si rileverà che quella certa e inoppugnabile erronea indicazione magari di Collina come arbitro precluso non c'è.
L’arbitro Collina figura nella Griglia B di quel sorteggio, per alcune partite o di A o di B senza preclusioni e con preclusioni relative ad altri arbitri.
Ma che i sorteggi siano alterati è fatto che emerge anche da altre circostanze.
Nel sorteggio relativo alla 13esima giornata di andata del Campionato, quella nella quale fra l'altro si disputerà a Milano la partita Inter-Juventus che terminerà con il risultato di parità 2 a 2, si verificano una serie di circostanze.
Il 24 di novembre, sappiamo dai tabulati delle schede straniere, alle ore 20.19 parte una telefonata...avviene una telefonata fra l'utenza svizzera, con il numero finale 164 in uso a Luciano Moggi, verso l'utenza svizzera con numero finale 135, in uso a Pierluigi Pairetto.
Alle ore 20.41 viene intercettata una conversazione, il progressivo è 4540, tra il designatore Paolo Bergamo e Luciano Moggi.
La conversazione è molto breve e Paolo Bergamo dice di averlo chiamato senza risultato, forse perché aveva il suo interlocutore il telefono staccato, nella mattinata, l'orario ripeto è le 20.41, e l'accordo secondo l'indicazione di Luciano Moggi è quello di sentirsi verso le 11.00..verso mezzanotte “D’accordo...d’accordo ok”.
Alle 20.56 dal tabulato abbiamo, immediatamente dopo questa, una ulteriore conversazione fra la 164 in uso a Luciano Moggi e la 135 in uso a Pierluigi Pairetto e, proprio da indicazioni e da accordo intervenuto al termine di quella telefonata, alle ore 0.56 - e siamo già ovviamente poco dopo la mezzanotte nella giornata del 25 novembre 04 - una telefonata molto lunga..sono 24 minuti circa...dalla 164 di Luciano Moggi che aggancia una cella della città di Torino alla numero finale 736 in uso a Paolo Bergamo che aggancia una cella località colle Salvetti comune di Livorno.
Segue, alle 11.17, altra telefonata su utenza in intercettazione, il progressivo è 4620 ore 11.17 del 25 novembre 2004, e i due interlocutori in questo caso sono i due designatori. Bergamo conversa con Pairetto, il primo dice di avere avuto dei problemi e comunque gliene vuole parlare “Te ne volevo parlare semmai all'altro telefono, ci risentiamo...d’accordo, sono in ufficio ti chiamo con l'altro”.
Parte una serie di telefonate che registriamo nel corso di tutta quella giornata successiva.
La prima avviene alle ore 0.13 del 26 novembre dalla 736 in uso a Bergamo verso la 138 in uso a Moggi. Un'altra, e parliamo proprio della fase che riguarda la operazione materiale di estrazione delle sfere, che alle ore 11.02 da tabulato parte dall'utenza 135 di Pierluigi Pairetto verso l'utenza 164 di Luciano Moggi, seguita ancora da altra che avviene alle 11.19 sempre dalla 135 di Pairetto verso la 164 di Luciano Moggi.
Alle 11.56 del 26 novembre del 2004, il progressivo è 3487...la telefonata in entrata sul numero 3358080050.
Luciano Moggi, dopo questa progressione di telefonate che abbiamo visto, riceve una telefonata da parte di una segretaria che si chiama Alessia che chiama da Torino e le battute sono queste testuali “Buongiorno..”dice Alessia “Buongiorno.. sono usciti gli arbitri”. Risposta di Luciano Moggi “Mi dica un po’ di Rodomonti..”, Alessia “Ah si? Ah lo sa già?” e ride “...Allora glieli dico tutti” “Me li dica tutti”. Segue elenco,non lo faccio perché è lungo, di tutte le altre...Atalanta-Reggina Bertini e così via...insomma.. ”E gli assistenti?” “No, gli assistenti escono all’una, una e un quarto..:” “Vabbè quelli me li mette sulla scrivania..”.
Dunque alle 11.56 dopo questa successione, ed è significativa questa espressione utilizzata, Luciano Moggi, che certamente o quasi certamente non ha la più pallida idea di quali siano gli arbitri abbinati ai tutti vari possibili incontri di quella giornata, esordisce anzi dice una cosa una sola alla sua segretaria, che vuole informarlo sull'esito degli abbinamenti, “Mi dica un po’ di Rodomonti..”.
Nel senso che Luciano Moggi in quel momento ha già...sa già che l'arbitro Rodomonti è l'arbitro che è stato designato per l'incontro Inter-Juve che si disputerà la domenica 28 novembre del 2004 alle ore 20.30, avrà come assistenti Ivaldi e Pisacreta, ed in quel momento Luciano Moggi anticipando la sua segretaria dice, ripeto sorridendo ovviamente, ”Eh..lo sa già?”. Sa con assoluta certezza che Rodomonti è quello che è stato piazzato per la partita, e quasi..come dire...a chiedere solo una specie di conferma alla sua segretaria sulla base dei comunicati, delle segnalazioni ufficiali.
Luciano Moggi non dice alla sua segretaria “Mi scusi, signora o signorina, e mi dica un po’ a noi chi c'è toccato?”. Lasciamo stare gli altri, può non importarcene. Dice “E mi dica un po’ di Rodomonti..”
E quando la signorina Alessia sorridendo ovviamente, perché è di tutta evidenza che il signor Luciano Moggi il sorteggio già lo conosce, gli dice dandogli del lei “Eh..lo sa già..” sorridendo, Luciano Moggi non risponde alla signorina Alessia se quella circostanza fosse vera “E no..mi scusi, signora o signorina Alessia, io queste cose non le so o non lo so affatto già ovvero non so nulla già”.
E dice semplicemente “Va bene signorina me li dica tutti, così sentiamo un po’ tutti quelli che sono stati abbinati”.
E’ quello che si verifica pari pari in un’altra circostanza, 10 di gennaio 2005, in un diverso contesto.
Avviene un sorteggio che, più che sorteggio in questo caso, correttamente deve essere inteso come designazione. Dovranno essere disputate due partite che sono...che rappresentano l'ottavo di finale della Coppa Italia che si andranno a disputare in data 12 e 13 di gennaio.
C'è una differenza rispetto alle operazioni di sorteggio di serie A o B, perché quelle di coppa Italia non avvengono appunto con un estrazione dall'urna, ma esse tutte, sia per gli arbitri che per gli assistenti, sono affidate alla designazione diretta ad opera dei due designatori.
In altri termini non si converge in un luogo comune fisico, Coverciano o sede Aia Roma, ma i due designatori di comune accordo a un certo punto, e dentro una certa ora, devono di diramare le designazioni ufficiali.
In questo caso abbiamo anche qui una sequenza interessante di conversazioni da ascoltare e commentare.
In quella data, 11 e 10 gennaio si parte alle 11.02 con una telefonata dalla utenza 284 in uso a Paolo Bergamo, cella Colle Salvetti di Livorno, verso l'utenza 741 di Moggi.
Alle 12.11 segue la telefonata dalla 183 di Pairetto verso la 741 in uso a Luciano Moggi.
Alle 14.40 ha inizio una conversazione che io ho richiamato quando ho trattato il tema delle schede, poi non soffermandomi più di tanto sul contenuto della stessa.
Infatti alle ora 14.40, il progressivo è il 21729, Luciano Moggi inizia una conversazione con un suo collaboratore, si chiamo Giuseppe Bozzo.
Mentre avviene questa conversazione scatta altra conversazione su altra utenza, che Luciano Moggi possiede sulla sua persona, e dunque ascoltiamo in ambientale a partire più o meno dalle 14.43, questa conversazione quanto meno per le parole di Luciano Moggi come interlocutore.
Abbiamo detto che questa conversazione avverrà tra l'utenza 799 in uso all'arbitro Tiziano Pieri e l'utenza con in numero finale 996 in uso a Luciano Moggi.
E testuale, dopo le prime parole che rivolge al suo interlocutore Pieri, quelle di Moggi sono le seguenti “Ma vai tranquillo hai le spalle coperte..” segue parola incomprensibile “..ed Airoldi, ma mettono tutti quelli che non hanno messo l'altra volta, quindi non c'è né Cassarà né Datti..” c’è una interruzione “..e De Santis...lo avevo detto...non lo possono mettere perché è venuto a Bergamo...quindi comunque per il resto tutto a posto no? Allora ci vediamo la sera, torno su..a parte che ce l’avete la mattina la riunione...va bene..”riprenderà conversazione con l'iniziale interlocutore Bozzo.

Alle 15.13, il progressivo è 21756, sulla propria utenza cellulare Luciano Moggi riceve telefonata della signora segretaria che ha, come nell'altra occasione, il nome Alessia della segreteria sportiva. E quando la signora Alessia si presenta e dice “Buongiorno sono usciti gli arbitri più gli assistenti” per le partite di Tim intesa di Tim Cup come Coppa Italia, la successione di parole che utilizza Luciano Moggi è la seguente Vediamo se riesco a indovinare...uno è Airoldi”, “Ah lo sa già?” e ride come l'altra volta, “Roma-Inter Gabriele..” “Esatto ...” , “Milan.....Palanca”, “Sì....coincidono” e ride la signora Alessia, “Sono un indovino eh?”, “ Sono uguali ai miei” ride la signora Alessia, “Sono un indovino...”, “E quindi allora non le serve?”, “ No me lo mandi su”, “Va
Bene, grazie....buongiorno”
e ride.

Chi sono questi arbitri? E vediamo dove sono collocati in quella giornata o per quella designazione di coppa Italia, tenendo conto di queste due telefonate e tenendo conto dunque, e con chiarezza definitivamente, che Moggi non conosce i nomi degli arbitri delle partite di Coppa Italia nel momento immediatamente temporale le ore 15.13, ma nel momento immediatamente antecedente le ore 14.40, perché quando inizia la conversazione con il signor Bozzo queste notizie sono già possedute, tanto che possono essere riferite all’arbitro Tiziano Pieri.
Vedremo dunque che, per quanto riguarda questi nomi citati, le indicazioni corrispondono a quelle di quella giornata, e cioè dunque di Airoldi che è l'arbitro designato per l'incontro che vi sarà Juventus-Atalanta, di Gabriele per l'incontro Bologna-Inter, di Palanca per l'incontro Milan-Palermo.
La coda di questo rapporto, che si è sviluppato nella giornata delle designazioni e che ha permesso a Luciano Moggi di fornire quelle informazioni che altri non possiedono, ha una sua coda nella giornata successiva ancora allorché alle ore 23.13 si sviluppa una conversazione riservata, che parte dall'utenza 741 in uso a Luciano Moggi verso la 284 di Paolo Bergamo e che ha una durata ragguardevole di circa 22 minuti, e che immediatamente dopo fa registrare una conversazione che a questo punto si comprende pienamente sulla base di questo dato precedente, poiché alle 23.37, il progressivo è 11721, Paolo Bergamo riceve sull'utenza della propria abitazione a Livorno, telefonata dall'utenza cellulare intercettata di Luciano Moggi, e lo scambio di battute che diventa comprensibile a questo punto è il seguente: “Pronto..” dice Paolo Bergamo “Ma che..hai finito? Tutto?” “Eh...non mi riesce più di riprendere la linea..” “Allora hai finito? Eh allora domani ti chiamo e ti do i numeri. Senti un po’ quando ti devo chiamare? Ti devo chiamare domani quando sono in casa”.
Al termine della telefonata dei 22 minuti dunque Paolo Bergamo ha finito la ricarica per continuare la conversazione sulla linea riservata, tanto che avviene questa telefonata, che a questo fa chiaramente riferimento, e fa comprendere dunque quello che è successo prima e la necessità che il giorno successivo riprenda il contatto riservato dopo che è avvenuta la ricarica del cellulare svizzero.
Dicevo che le operazioni, poi ci ritorneremo sopra in occasione di alcuni avvenimenti precisi, devono essere lette nella loro complessità per la complessità del procedimento di designazione.


Uno dei fatti più significativi che commenteremo è quello che si verifica in data 9 febbraio 2005, all'indomani di due incontri che avverranno appunto l’8 febbraio 2005, e che analizzeremo più tardi, uno si svolgerà a Torino e riguarderà con certezza le persone di Antonio Giraudo e del designatore Pierluigi Pairetto, l'altro si svolge a Roma e riguarda le persone di Luciano Moggi e Maria Grazia Fazi.
Questa è una fase che ci condurrà ad un sorteggio che avverrà l’11 di febbraio e che è concernente lo svolgimento della quinta giornata di ritorno del campionata di serie A del 13 febbraio del 2005.
Alle ore 00.45 avviene una chiamata dall'utenza 284 svizzera di Paolo Bergamo, che è a località Colle Salvetti di Livorno, verso la 741 di Luciano Moggi, seguita da altra telefonata tra la 741 e la 284 brevissima di Moggi verso quella di Bergamo delle ore 01.03.
Immediatamente dopo avviene una telefonata, che questa volta ascoltiamo. Siamo sempre dunque al 9 febbraio 2005 alle ore 1.04 e la telefonata parte dall'abitazione di Paolo Bergamo, che ha il numero 0586972646, verso l'utenza svizzera che ha il numero 741 finale in uso a Luciano Moggi che è lì che risponde al suo interlocutore.
Sono dunque già avvenute due telefonate almeno, nel periodo immediatamente precedente questa , ed ad un certo punto Paolo Bergamo con poca avvedutezza decide di chiamare, continuare a chiamare, un suo interlocutore continuandolo a chiamare da un numero intercettato.
La telefonata ha una grossa rilevanza per una serie di argomenti. Avviene tra il designatore e Luciano Moggi, riguarda per la prima parte le tematiche complessive di come questa organizzazione gestisce il campionato di calcio ed in particolar modo la situazione arbitrale, e poi infine affronta anche il tema, o meglio la questione, di come definire le griglie per il sorteggio che si andrà ad effettuare di lì a qualche giorno.
La telefonata, chiama appunto Bergamo che dice al suo interlocutore sono al numero di casa e di fronte alle perplessità di Luciano Moggi risponde “Vai tanto qui son sicuro, non ti preoccupare”...Luciano Moggi riprende semplicemente qualcosa di cui sta già parlando da un po’ e ha parlato nelle telefonate precedenti, poiché senza le telefonate non comprendiamo appunto come subito la discussione si avvii su un determinato canale. E quello che dice Luciano Moggi ha straordinaria importanza.
Le parole sono queste: “Credo che in pratica che lui sicuramente ha parlato con questi qui, su questo non ho dubbi, non ho perfettamente dubbi, però che venga fuori una situazione del genere guarda escludo anche che dipenda da voi, lo escludo in certi casi in altri no, perché con Dondarini e Rosetti credo che ci sia un qualcosa di diverso da parte sua. Però voglio dire no... per quanto riguarda la Juventus credo che abbiano deciso in pratica di lavarsene le mani tutti quanti visto e considerato che non gli rompe i co..... nessuno giocando contro. Questa è l'analisi mia ma l'analisi vera è un analisi che in pratica corrisponde alla realtà ed è un analisi brutta perché poi qualche arbitro ci fa gioco”, e Bergamo “Sì sai poi c'è dall'altra parte l'altra voce che corre nell'ambiente comunque.....che ti dico che la voce di Lanese è accreditata perché Lanese e Abete e così via.....e allora la voce nell'ambiente circola e gli arbitri..” dice Paolo Bergamo “ ...quando non hanno più un riferimento, Luciano, è la peggiore situazione”.
E di lì a poco ancora Paolo Bergamo che interloquisce con Moggi “Eh lo so Luciano, ma se noi non si rimedia subito...capito? Se non si dà subito una sterzata in qualche modo oggi dobbiamo trovare u'iniziativa che sia immediata, credimi, faccio fatica a farmi capire. Perché te pensi che io mi voglio ancorare al prossimo anno? Credimi Luciano non così.” “Io voglio questo anno portare il campionato a casa, siamo noi che lo vogliamo fare, Paolo”, e dice Bergamo “Allora le cose che vogliamo fare devono essere immediate, poi a giugno ci penseremo a cosa sarà...dammi retta. Oggi bisogna dare un messaggio, che sia un messaggio in qualche maniera visibile anche per gli altri che in questo momento c'è una CAN che funziona e basta. Quindi Gigi bisogna che si allinei con il lavoro che si deve fare insieme, oggi l'unica cosa è questa. Poi a Giugno vedremo, dammi retta, tanto a giugno vediamo”.




Segue poi un'altra parte che poi andiamo a vedere, ed è già significativo che, con un riferimento..come dire...ad un “comune lavoro” che si deve svolgere e che chiama in causa anche quello che deve essere fatto da Pairetto che si deve allineare, la questione riguardi - e questa cosa sempre più vedremo nelle conversazioni assumerà un aspetto chiaro - la necessità che questo gruppo riprenda il controllo della situazione arbitrale che in questa fase sta sfuggendo di mano, perché non tutti lavorano nello stesso modo e soprattutto, come vedremo ancora meglio in altre telefonate, la necessità è quella che venga ristabilito un punto di riferimento sicuro, nelle persone di Paolo Bergamo e Pierlugi Pairetto, poiché tutte le questioni che sono sul tappeto e che riguardano la possibile loro defenestrazione, l'avvicendamento , il cambiamento, i nomi di altri designatori - quando si parla di Lanese nella telefonata si fa riferimento a questo - sta determinando una situazione per cui gli arbitri non hanno più un punto di riferimento, ma non hanno più un punto di riferimento dal punto di vista delle prospettive di questa organizzazione.
Prende corpo poi quella lunga parte di conversazione che riguarda il modo in cui, come cui in altre occasioni, vengono preparate da parte del designatore con il dirigente Luciano Moggi le griglie.
A partire da un certo punto, che è il foglio 7 dei fogli di trascrizione del lavoro del perito su questa telefonata 123, i due iniziano a parlare di chi mettere in prima griglia di squadra.
Inizia Luciano Moggi.
Moggi “Fammi pigliare il foglietto, me la sono guardata oggi per bene. Io ho fatto Inter-Roma”
Bergamo “Sì”
Moggi “Juventus-Udinese”
Bergamo “Sì”
Moggi “Reggina-Milan”
Bergamo “Sì”
Moggi “Fiorentina-Parma che non può non essere messa qui, e Siena-Messina..”
Bergamo “Sì”
Moggi “ Ho fatto di cinque ma si può fare anche di quattro però, non è che...Siena-Messina mi sembra una partita abbastanza importante mi sembra...”
Bergamo “Sì, poi c'è anche Livorno-Sampdoria, che all'andata c'è stato casino, comunque va bene..vai avanti tanto questo cambia poco..”
Moggi “Sono squadre che sono due squadre, Livorno e Sampdoria, che in pratica sono un po’ più tranquille”
Bergamo “Insomma ma va beh vai tanto questo cambia poco se ne può aggiungere anche una volendo però arbitri per la prima fascia ce ne ho pochi...dimmi”
Moggi “Io ci ho messo Bertini, Paparesta che ritorna..”
Bergamo “No, Paparesta non ritorna....”
Moggi “Ritorna venerdì..”
Begamo “Ma sei sicuro?”
Moggi “Sicuro..”
Bergamo “Ma se mi ha detto Gigi che questo impegno con l’UEFA lo tiene fuori fino al 12..”
Moggi “E ti ha detto una c..., e il 12 quand’è?”
Bergamo “Sabato”
Moggi “Lui ritorna venerdì sera.... Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto, ci avevo messo Tombolini, poi ha fatto casino con la Lazio, non lo so questo qui com’è, cioè ha fatto casino, ha dato un rigore…”
Bergamo “Uh..”
Moggi “E questi qui erano gli arbitri che io avevo messo in questa griglia”
Bergamo ” E Rodomonti al posto di Tombolini, no? “
Moggi “O Rodomonti al posto di Tombolini va pure bene “
Bergamo “Ed allora s’era fatta uguale, come vedi “
Moggi “credo che questa qui possa essere una griglia… una griglia “
Bergamo “ Cioè io non ho...Paparesta avevo Bertini, Racalbuto, Rodomonti, Trefoloni e sinceramente Tombolini volevo tenerlo un turno fermo perché ha sbagliato, se no questi non li punisci mai “
Moggi “ Sì..sì..no...no guarda ora ti dico, può pure darsi che mi sbaglio ma ho anche io della gente da tenere sotto, no? Se tu per esempio non punisci Collina e Rosetti gli altri sono tutti autorizzati “
Bergamo “ Ma infatti Collina e Rosetti non ce li ho messi...”
Moggi “ No... per dirti ma gli altri sono autorizzati a dire se lo fanno loro possiamo farlo anche noi non ci devono rompere.......Sì infatti.... questa è una legge di gruppo
Bergamo “Allora ce l'ho scritti: Bertini Racalbuto Rodomonti Trefoloni, poi te mi dici Paparesta arriva..meglio...arriva, si fa arbitrare. L’importante è che arrivi venerdì perché Inter-Roma, anticipa al sabato... “
Moggi “ No..no venerdì arriva non ci sono problemi..”
Bergamo “Allora bisogna sentire...bisogna che senta Gigi perché ho l'anticipo e quindi non posso rischiare per Inter Roma che questo... “

Interruzione audio di 1 minuto

...non ho fatto niente di particolare Ho interloquito con una persona esperta e addetta ai lavori, tenendo conto delle prassi che c'erano, e del fatto che in particolare per una persona addetta ai lavori, come Luciano Moggi, era tutto sommato facile o relativamente facile poter fare una griglia con partite e con arbitri tenendo conto della prassi, quasi sempre osservata, per cui gli arbitri da designare delle varie griglie non possono essere - questo è il testuale di Bergamo - mai quelli impegnati nel precedente turno di campionato.
Viene chiesto a Bergamo di rispondere però a questa domanda, e cioè, tenuto conto comunque della discrezionalità che il designatore ha in ogni caso nello scegliere partite od arbitri...numero delle partite o arbitri da mettere nelle tre griglie, di dire...di indicare quali erano tutti gli arbitri del CAN serie A e B che egli avrebbe potuto inserire, quanto meno nella griglia A, per la quinta giornata di ritorno del campionato di serie A dell’11/2/2005.

Partendo ovviamente dal fatto che, dimenticavo di dire, questa lunga telefonata in cui il dirigente Luciano Moggi fa la griglia..le griglie con il designatore arbitrale ha un suo risultato, non si tratta né di discussione accademica né di qualcosa che poi dopo troverà altra strada ed altra sorte, e cioè quando si va a guardare la griglia A, quella di cui ci occupiamo per il sorteggio dell'11 febbraio 2005, essa comprende queste partite: Fiorentina-Parma Inter-Roma Juventus-Udinese, Reggina-Milan, Siena-Messina con gli arbitri Bertini Paparesta Racalbuto Rodomonti e Trefoloni.
L'arbitro Tombolini, che secondo una comune prospettazione e valutazione è bene lasciar fuori, far riposare o non impegnare certamente per una griglia di maggiore importanza, in quel sorteggio verrà inserito nella griglia C con altri che ci interessano poco.
Quanto agli arbitri Collina e Rosetti, e vedremo perché in particolare per uno, per indicazione di Luciano Moggi devono essere tenuti fuori, se guardiamo le tre griglie certamente per quella giornata gli arbitri Collina e Rosetti non ci sono in nessuna delle tre.
Infatti Paolo Bergamo, l'interrogatorio è quello prodotto e reso in data 25 maggio 2006 al pubblico ministero, cerca di....come dire...giustificare questa telefonata e di spiegarla come normale e ordinaria telefonata che egli avrebbe fatto con qualsiasi altra persona addetta ai lavori, e dice, rispondendo a quelle domande “Sia pure in astratto a questa domanda che lei mi fa io rispondo che avrei potuto comporre la griglia A non solo con i nomi che poi ritrovate ma altresì anche con nomi come quelli di Tombolini, Dondarini, Collina, Rosetti, Farina, Messina...evvia ...e se lei mi chiede se avrei potuto addurre, per escludere uno o più di queste altre possibili arbitri, un impedimento o una preclusione derivante da norme regolamentari per impedire un inserimento in griglia A rispondo di no; anche se ovviamente giustifico questa scelta come scelta fatta sulla base del fatto che in griglia A, che la griglia più delicata, vengano inseriti arbitri che hanno caratteristiche professionali più spiccate maggiori, di maggiore affidabilità”.
Quando viene chiesto a Paolo Bergamo la ragione per la quale, prendendo spunto dalla telefonata, Collina e Rosetti non sono stati inseriti nella griglia egli risponde testuale “Collina aveva arbitrato nella IV giornata ed era da far riposare al pari di Rosetti che aveva arbitrato nella IV giornata”.
L'analisi, perché questa è un analisi...come dire..realmente semantica della telefonata, conduce ad esiti diversi di un chiaro contesto in cui essa si colloca.
Designatore e Luciano Moggi intrattengono conversazioni riservate su argomenti delicati che hanno ad oggetto la gestione delle partite, la designazione sui sorteggi la scelta degli arbitri.
Ma quanto alla lettura di questa telefonata e alle dichiarazioni che rende in particolare Paolo Bergamo sul punto, perché è molto più stringata in realtà la dichiarazione resa da Luciano Moggi nell'interrogatorio, l'analisi e la conclusione che deve trarsene è la seguente: la telefonata è la telefonata in cui questa griglia viene preparata, portata a compimento, da entrambi anzi con un peso preponderante e maggioritario di Luciano Moggi financo sulle scelte di Paolo Bergamo, ammesso che abbia..come dire...un valore quello di individuare quote maggioritarie ma in questo caso c'è.
Luciano Moggi, avete sentito quella successione di frasi e di risposte lapidarie di Paolo Bergamo che dice solo “sì”, propone di inserire in una prima fascia 5 partite. Queste cinque partite sono le seguenti: Inter-Roma, Juve-Udinese, Reggina-Milan, Fiorentina-Parma, Siena-Messina. E decide Luciano Moggi che questa fascia, perché la fascia si può fare in qualsiasi modo purché abbia un numero minimo di 3 partite, si fa di 5 non si fa di 3 o di 4 o magari di 6.
E’ il designatore che parlando con il suo interlocutore avanza la debole proposta di inserire in questa griglia una partita che egli giudica meno meritevole di considerazione, perché sono accaduti dei fatti che è Livorno-Sampdoria, e Luciano Moggi, che alla fine determinerà la griglia, risponde che questa partita non gli sembra degna di considerazione poiché si tratta di 2 squadre che hanno una certa tranquillità di classifica.
La partita Livorno-Sampdoria, a cui ha pensato Paolo Bergamo, finisce infatti in fascia B e non in quella fascia A dove resteranno quelle 5 partite di cui ho parlato.
Quanto alla scelta degli arbitri Luciano Moggi indica 4 persone, 4 arbitri Paolo Bertini Gianluca Paparesta Matteo Trefoloni Salvatore Racalbuto. E saranno 4 dei 5 arbitri che si ritroveranno nella griglia A.
Quando viene in ballo e si affronta il nome dell'arbitro Tombolini, alle perplessità di Moggi sulla sua utilizzazione, fa riscontro il pieno consenso di Bergamo e la sua accettazione della necessità di tenerlo fermo per un turno.
E quando c'è la questione che riguarda la sostituzione di questo nome, che evidentemente non può essere messo in griglia, all'indicazione del nome di Rodomonti di sostituto si realizza l'immediata adesione dell'altro, Rodomonti, sarà proprio uno degli arbitri impiegati.
Quando Luciano Moggi afferma che non devono essere inseriti in griglia Pierluigi Collina e Roberto Rosetti Paolo Bergamo dice che questa indicazione è giusta, vedremo poi perché sono fuori Collina e Rosetti.
Abbiamo detto che questi due nomi infatti non li rintracciamo in alcun modo. Sosterrà, ho letto un passaggio sostanziale della sua dichiarazione, sosterrà paolo Bergamo che non c'è nulla da scandalizzarsi o meravigliarsi perché Collina e Rosetti, siccome erano stati impegnati per le partite del turno precedente, ebbene che restino fuori anzi si è seguita dunque una prassi più o meno sempre osservata.
Il primo problema della debolezza della versione di Paolo Bergamo è questa e cioè che Collina e Rosetti restano fuori perché Luciano Moggi dice testualmente “bisogna punire Collina e Rosetti, non perché..come dire..qualcuno discuta e concordi sul fatto che seguiamo la prassi” e questa indicazione, che è un'indicazione stringente nel senso devono essere puniti, viene messa.viene subito fatta propria dal designatore che risponde “certo..certo non lì metto” .
Perché devono essere puniti Collina e Rosetti, visto che la richiesta a gran voce è questa?
Sono accaduti alcuni episodi e uno si colloca nella fase immediatamente precedente, andremo a verificarlo perché ci ritornerò dopo a proposito di altri contesti e altre telefonate in cui si torna a parlare di questa vicenda.
Se l'arbitro Collina ha diretto immediatamente prima la partita Parma-Inter, nella partita Milan-Lazio l'arbitro Rosetti ha commesso un peccato capitale, perché non ha espulso un giocatore del Milan che doveva essere, o si riteneva che dovesse essere, espulso e questo diventerà occasione di dichiarazioni rancorose nei confronti di quest arbitro, Rosetti, che non ha fatto questa..non ha adottato questo provvedimento, che permette immediatamente di capire come qui, altro che prassi turni riposo, si tratta di unire qualcuno che viene giudicato non aver fatto quello che doveva essere fatto nei confronti di un giocatore del Milan perchè il Milan è una squadra che sta competendo per la corsa scudetto, e dunque non è rimasta danneggiata dalla mancata espulsione.
E se poi andiamo a vedere per mera curiosità se è vero quello che dice Paolo Bergamo, che è ovviamente non vero con riferimento a questa partita......a questo sorteggio e griglia per le ragioni che ho spiegato, se è vero come egli prospetta ed afferma con una certa perentorietà per cui si osserva la prassi “non dirigi..non arbitri due partite di seguito” soprattutto perché parliamo di una griglia A, io resto ad una griglia A e non metto in conto altre cose, è strano rilevare che per una fase immediatamente successiva già questa prassi non si adotta.
Sono andato a rileggere quali sono state le griglie relative, ai sorteggi ovviamente fatti, la sesta giornata di ritorno quella disputatasi nel turno immediatamente successivo del 18 febbraio 2005. E siccome Paparesta e Racalbuto li abbiamo trovati in questa griglia, di questa giornata di cui stiamo parlando, singolarmente li ritroviamo di nuovo nella griglia A di quel turno successivo, come a dimostrare che le prassi vengono seguite quando le si vuole seguire, salvo rilevare ancora che la punizione che si è decisa di infliggere agli arbitri Collina e Rosetti è una punizione che probabilmente continua a produrre i suoi effetti poiché, visto che sono stati tenuti fuori da tutto ed hanno certamente riposato su tutto, quando si tratterà di quella giornata del 18 febbraio ritornano ma ritornano solo in griglia B, per essere indicati come arbitri e chiaramente, per arbitri che hanno il peso e l'importanza di questi due, la griglia B non è assimilabile ad una griglia A.
Quando Luciano Moggi risponderà nell'interrogatorio che ha reso a domande che riguardano questa telefonata egli sosterrà che era suo dovere di dirigente curare bene i rapporti della propria società e se egli aveva fatto una telefonata di questo tipo l'aveva fatta poiché riteneva doversi darsi peso maggiore ad arbitri importanti. E pronuncerà una testuale frase, che è ricavabile dal testo della trascrizione poiché quello fu un interrogatorio fonoregistrato e per cui venne effettuata una trascrizione, che ha meritato da parte del GIP che ha fatto la sentenza dell'abbreviato una segnalazione singolare, poiché dice il GIP, “Moggi riconobbe una serie di fatti e incappò in un evidente lapsus freudiano, quando sottolineò la necessità - perché è testuale dall'interrogatorio che egli rese - di avere a disposizione una griglia in cui vi fossero tutti gli arbitri che potessero dare un giusto rendimento” . Questo è stato il commento che ha fatto il Gip che la questione di quella griglia e di quella telefonata è ovviamente questione molto molto diversa e molto molto molto lontana dalle versioni difensive, che la riconducono ad una banale telefonata..come dire....tra persone particolarmente addette ai lavori ed esperte esperti delle cose del mondo del calcio, quasi dimenticando su che utenze avviene e nell'ambito di quale contesto di conversazioni avviene.
E’ dimostrata da un’altra telefonata che viene intercettata in quella stessa giornata del 9 febbraio.
Abbiamo detto la prima avviene nel cuore della notte, scattata da un po’ la mezzanotte ore 01.04, l'altra nella mattinata, allorché alle ore 09.39 Paolo Bergamo effettua una telefonata sulla utenza di Maria Grazia Fazi.
C'è stata questa telefonata, ma il giorno precedente c'è stato lo dicevo all'inizio un incontro personale a Roma fra Luciano Moggi e Maria Grazia Fazi, e dunque la telefonata affronta tutti questi vari argomenti secondo quella linea di interpretazione di cui parlavo all'inizio.
Paolo Bergamo “No perchè stanotte ho fatto le due”
Maria Grazia Fazi “Come mai?”
Bergamo “Mi sono messo a fare le griglie e poi volevo provocare ancora l'amico”
Fazi “Hai fatto bene”
Bergamo “Mi sono lamentato”
Fazi “Bravo, ci hai parlato?”
Bergamo “E sì...”
Fazi “Ha detto niente, Paolo?”
Bergamo “No, assolutamente”
Fazi “Hai visto? Dai...”
Bergamo “Però mi sono lamentato. Gli ho detto io sono qui, sostanzialmente sono stato un giorno isolato..”
Fazi “Bravo..”
Bergamo “E ho detto però son qui che vedo...come le giro le giro.....inutile che faccio perdo tempo, naturalmente lui che si è accreditato con gli arbitri ormai che tanto un altro anno c'è lui o no è chiaro che con l'arbitro gli arbitri ha più peso lui di me”
Ed è chiaro il riferimento iniziale in questo momento al suo collega Pierluigi Pairetto.
Fazi “ Però la cosa la ha accusata, eh? Se non ti ha detto niente, Paolo, la accusata”
Bergamo “E no...mi dice: perché ci siamo noi”
Fazi “Non ti ha detto niente che ieri l'hai incontrato ?”
Bergamo “No no...”
Ed è chiara l’allusione di riferimento a Luciano Moggi.
Bergamo “Io gli ho detto: scusami Luciano ma io non voglio parlare di giugno, pensi che io abbia la testa a giugno? Ho detto: io ho la testa ad oggi”
Fazi “Bravo bravo”
Bergamo “Ho detto: oggi la situazione, per come è cominciato il campionato, il campionato è cominciato con Massimo e Gigi che hanno fatto che hanno fatto capire in giro che sono loro i padroni del vapore”
Massimo è Massimo De Santis e Gigi è Gigi Pairetto.
Bergamo “ E ho detto: ma che devo fare io che devo fare ? Ho detto: se parlo con Dondarini e poi Dondarini parla con lui, lui ha più peso di me”
Fazi “Bravo”
Bergamo “Ho detto: con Roby ma che vuoi fare? Se non è espulsione quella.......”
E stiamo parlando, ritornando a parlare, di Roby Rosetti per la partita Milan-Lazio.
Bergamo “Ed ho detto...io non c'ero, ma come è stata commentata? Mamma mia ma no, dice, la cosa si deve fare”
Fazi “Allora fai una cosa, gli devi mettere un po’ di paura che questo campionato non è ancora finito. Lo vincono perché lo vincono, il Milan è morto, Paolo, non puoi sempre vincere al 94esimo”
Bergamo “Eh ma sai, ormai è avvenuto...”
Fazi “Eh...però un po’ di tremarella gli fa bene”
Bergamo “Ho detto: le difficoltà che siamo nel casino, gli ho detto scusami..ho detto scusami ancora..ma cosa si deve fare? E allora ho detto: scusa prendiamo allora la griglia di domenica e poi domani mattina io ti richiamo. Verso le 9.30 lo devo chiamare”
Fazi “E pure io”
Bergamo “ Ho detto: e parlane con lui della griglia che vuole fare lui, vediamo cosa vuol fare lui e quello che voglio fare io. Vedrai che non siamo sulla stessa lunghezza d'onda perché ero quasi tentato, mi prudevano le dita, per mettere Marco in prima fascia.”
Sta parlando in altri termini di un invito, tenendo conto di diversità di vedute che in quel momento esistono con Pierluigi Pairetto, a discutere direttamente della questione della griglia fra Luciano Moggi e Pierluigi Pairetto.
E poi continua Paolo con la Fazi.
Bergamo “Chi ci metteresti in griglia? Ho detto, Ci metterei Bertini Racalbuto Trefolo, e voglio vedere se ce lo mette..a parte che Racalbuto l'ultima partita dell'Inter l'ha fatta bene, E ho detto Rodomonti? Sì sì Rodomonti va bene. Sì mi ha detto Rodomonti..specificatamente su Rosetti incompresibile alla Juve perché gli faceva comodo, figurati che me ne frega a me di Rosetti...Rodomonti me ne ha parlato lui Massimo non ha aperto bocca”
E qui ovviamente c'è un riferimento anche a pezzi di conversazione che non ascoltiamo, perché sono quelli delle precedenti telefonate con riferimenti a Massimo De Santis che chiaramente in questa telefonata non ci sono perché testualmente quella intercettata non c'è.
L'ultima parte della conversazione permette di chiarire ancora meglio qual è il senso di quel discorso sugli arbitri, che a questo punto non hanno un punto di riferimento..iniziano un po’ ad andarsene per fatti loro.
Ancora Bergamo con la Fazi.
Bergamo “Ho detto,Luciano quando gli arbitri non hanno più un padrone è una cosa.”
Fazi “Madonna..le stesse cose abbiamo detto... diventano un gruppo pericoloso, perché si agguantano a chiunque gli promette qualcosa. Sì, io gli ho detto oggi a Carraro che la deve smettere di rompere, rompere in questi termini, perché tutti i discorsi sono quelli che riguardano la sorte dei designatori”
Bergamo “E te lo dirà anche lui qual è l'accordo tra Carraro e Abete. Tu pensi che gli arbitri non lo sappiano? Sanno tutto dopo cinque minuti...”
Fazi “Bravo”
Bergamo “Quindi in un clima in cui siamo di....di mancata guida, sai quanto è pericoloso quando va ognuno al pascolo per conto suo? E ho detto: ma bisogna sempre parlare delle stesse cose, Luciano? Io t'ho detto che non voglio parlare di giugno, non me ne...per me il problema di oggi è oggi perché oggi siamo nelle condizioni che il campionato oggi a casa non ce lo portiamo più”
Fazi “Bravo, mamma mia, hai fatto proprio bene guarda hai fatto per una volta tanto proprio bene. Lui non ci ha dormito, te lo dico io”
E dunque...come dire....Bergamo riesce immediatamente a farci capire che il campionato di Luciano Moggi è lo stesso del designatore arbitrale di serie A Paolo Bergamo
E Maria Grazia Fazi è ancora più esplicita e dice “Io...non mi devi niente e non ti devo niente a te, ma quando una persona ha un padrone e per una persona una delle due e parlo di Bergamo a te...” perché sta dicendo ecco gli ho detto vedi Luciano e sta raccontando quello che avvenuto nell'incontro del giorno prima tra lei e Luciano Moggi all'hotel Jolly di Roma, la Fazi dice a Bergamo “Guarda che ieri ho detto a Luciano Moggi quando una persona ha un padrone e per una persona parlo di Bergamo a te ... l'altro deve rispondere a tutti gli altri. Quando gli ho detto i nomi per quanto riguardava me gli ho detto che Bergamo può avere anche altri rapporti, che si chiamano cosiddetti istituzionali, io posso aver parlato con tutte 18-16..quante erano l'anno scorso le società di serie A? Ma qualsiasi cosa ti abbiano detto, o ti possono aver riferito gli arbitri e intendo per arbitri Massimo De Santis, Tiziano Pieri e qualche altro, non è la verità. Un conto è i rapporti che tu tieni con tutti e un conto la persona alla quale devi rispondere. Questo non te lo devo dire io, me lo insegni tu.”
Maria Grazia Fazi dice a Paolo Bergamo, che non obietta alcunché, testuale “Luciano Moggi è il tuo Padrone” questa è l’espressione che usa la Fazi “ E tu sei quello che deve rispondere a Moggi”.
Quando Manfredi martino ha fatto un riferimento alla questione dell'alterazione ha anche citato, fra gli episodi capitati, quello che riguarda l'episodio di una partita Milan-Juve, la 16ma giornata di ritorno, sembra non abbia detto una cosa..come dire...destinata a restare affidata ad una valutazione di generica o complessiva attendibilità o credibilità.
Vi sono elementi che convincono del fatto che questo sorteggio è un sorteggio che è stato pilotato, nell'ambito di una situazione molto complessa e frastagliata che poi affronteremo perché in ballo ci sono le posizioni di 2 società come quelle del Milan e dell'Inter che in questa situazione non lasciano nulla di intentato per fare in modo che il gruppo dei dirigenti di gara abbia una certo tipo di composizione. E si tratta dunque di partita che risponde quindi ad una sorta di complesso equilibrio che bisogna assicurare. Ma che, quanto..come dire...a fatti che riguardano la sua alterazione, io faccio riferimento solo a questi poi riprenderemo discorsi su questa vicenda,
io affido alle parole che usa Paolo Bergamo, che evidentemente ne sa più di tutti di questa storia, almeno in almeno due conversazioni, anche se poi quelle da tenere in conto sono effettivamente tante di più.
Parole che sembrano significative di questo fatto. Le prime sono desumibili da un colloquio che si svolge il giorno del sorteggio, dunque il 6 maggio del 2005 alle 23.22 il progressivo è 7703.
Paolo Bergamo telefona a Maria Grazia Fazi.
Bergamo spiega cosa è avvenuto durante il corso della giornata, risponde a domande, parla di se stesso e del suo collega Pierlugi Pairetto, e mi sembra che le parole usate siano parole che hanno un certo peso.
Fazi “Gigi che ha detto?”
Bergamo “Sai stamani era proprio in angoscia, gli ha preso lo scoraggiamento, ma come si fa? Non si può, e fa, andiamo dentro così pazienza..pazienza se Paparesta ha una preclusione per percentuali maggiori di Collina di andare a fare la partita. Gli ho detto ma tu sei matto, te sei matto non ci penso nemmeno, siete andati avanti abbiamo discusso per un po’ poi così non andava, sicché si è dovuto cambiare le griglie allora per fargli vedere che non mi interessano certe cose. Vabbè..allora..vabbè leviamo Morganti, leviamo Gabriele, leviamo Rizzoli, mettiamo dentro gli internazionali, si è provato le griglie, non ci stavano allora le abbiamo rifatte e poi rifatte ancora. Insomma poi piano piano l'ho portato dove volevo e abbiamo chiuso, poi ti dico come abbiamo organizzato tutto”
Fazi “Ma gli assistenti chi sono?”
Bergamo “Gli assistenti sono Mitro e Farneti “
Fazi “Ah bene bene, meno male no?”
Bergamo “ Sì..sì...è tutto”
Fazi “Tutto preparato?”
Bergamo “Sì, è tutto preparato bene”
E poi inizia tutta la parte sui messaggi che erano arrivati per Consolo che doveva affrontare la partita, è uno dei due guardalinee, e che poi non disputerà questa partita.
Discorso questo, poi lo faremo con maggiore compiutezza, che viene ripreso nella telefonata del giorno successiv,o 7 maggio 2005 13.54 il progressivo è il 7741, di nuovo tra Paolo Bergamo e Grazia Fazi, alle ore 13.54 quando tornando ad affrontare questi argomenti si tornano a parlare di quello che è accaduto in relazione a questa storia del sorteggio ma anche di nuovo alle vicende complessive, con un linguaggio che è assolutamente chiaro come quello di quando quei due parlano di padroni e di referenti.
Paolo Bergamo dice “Ma lo sai un'altra turbata quale è stata? Che proprio questa settimana sono venuti. Guarda è diabolico, Grazia, è diabolico. Proprio questa settimana perché aveva bisogno di fare i suoi anche questa settimana qui, te lo dico io. E lui, con una chiara allusione agli incontri, doveva farmi sapere che sono l'unico uomo di fiducia.”.
Proseguendo la Fazi non capisce inizialmente chi è venuto.
Bergamo “Per darmi tranquillità....perché io sono il più buono, il più bravo, il più bello, il più affidabile”
Fazi “Ma certo... ma perchè tanto lui si piega.”
Bergamo “Pensava di prenderci in giro tutte e due, te lo dico io”
Fazi “No no questo, Paolo, aspetta”
Bergamo “Ci fregano a tutti e due, dammi retta. Vedrai come saranno pronti poi a fare la pace con Massimuccio se hanno bisogno...”
E un po’ più avanti.
Fazi “Ti dico che non è così....non ti dico che non mi voglio rendere conto che è così, assolutemente è così come dici tu. A maggior ragione - raccomanda Maria Grazia Fazi - non gli mettere tutto su un piatto d’argento”
Bergamo “No, ma il non gli voglio mettere niente su un piatto d’argento...Noi gli abbiamo messo la canna su un piatto d’argento.”
Fazi “E..lo so, è così..”
E riprende il discorso che riguarda quello che è accaduto in fase di sorteggio.
Bergamo “ Poi sai, fa Gigi stamani, mamma mia ieri 6 maggio mi tremavano le gambe come si è fatto. Ho detto: senti se davo retta a te, facevo come dicevi tu, facevo poco bene..Dice cosa mi dici? Dico cosa ti dico? Come sono andate le cose lo sai”
Fazi “L’importante è non mettergli a questo punto niente su un piatto d'argento perché bisogna alzare la posta a chi ha già su un piatto d'argento la canna”
E cioè Luciano Moggi.

Trascrizione completa della Requisitoria Narducci.
 
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