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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Eventi di L. BASSO del 17/03/2009 22:36:34
Tutto deve cambiare perché nulla cambi ?

 

In questi giorni i forum sportivi sono affollati da commenti e previsioni sul futuro prossimo venturo del calcio italiano.

L´elezione di Nicchi sul seggio che fu del celebre Gussoni a guida degli arbitri italiani e la prossima elezione del Presidente di Lega, che salvo sorprese dovrebbe essere soltanto la rielezione di Matarrese con poteri leggermente annacquati, sono stati visti e auspicati dai più come la "ventata d´aria fresca" che dovrebbe rivitalizzare il calcio italiano che, "fiaccato da scandali e hooligan, oggi presenta una moltitudine di crepe" (lo dice il Times, mica la Gazzetta del Canavese).

Questa ventata, però, invece del tanto auspicato tornado che spazzi via la vecchia nomenclatura del Calcio italiano e spalanchi le porte ad una nuova Era Pallonara, rischia di essere uno zefiro anticipato di questa Primavera che, calendario alla mano, sta per arrivare.
O meglio, un "venticello". E chi "mastica" Rossini ben sa che cosa veniva paragonato ad un "venticello" nel suo Barbiere di Siviglia.
Infatti, da più parti, vedo commenti e controcommenti sul nuovo Capo degli Arbitri italiani: "E´ della vecchia guardia", "Viva Nicchi, Apricena era dentro a Calciopoli fino al collo", "Nicchi è Juventino, siamo alla Restaurazione!" e così via...
Lo stesso Nicchi non si fa mancare nulla: come un Obama "de noantri" stupisce tutti con effetti speciali e fantascienza: "Farò andare gli arbitri in tv a spiegare le loro decisioni davanti alla moviola!".

Boja Faust, mi verrebbe da dire, se proprio mi fosse chiesto un commento tecnico.
Ma siccome non sono un tecnico, non sono un Presidente di squadra, e non sono nemmeno un opinionista TV pagato come un nababbo indiano, mi "limito" a quelle che sono le mie considerazioni da "uomo della strada".

Gussoni non si è ricandidato. O meglio: Gussoni è bruciato.
Oramai, a meno di parlare con un marziano appena sceso dall´ufo, tutti hanno aperto gli occhi sulla situazione del settore arbitrale. E poco importa che gli "errori" avvengano in buona o in mala fede.
La premiata Ditta Gussoni e Collina era stata messa su quegli scranni col ben preciso compito di ristrutturare il pianeta arbitri dopo i fatti di Calciopoli. E per farlo sono stati, e sono tuttora, pagati come nababbi.
Se io chiamo una Ditta a ristrutturare casa mia, non posso certo pretendere di ritrovarmi nella Reggia di Venaria. Ma se il risultato è un´emerita schifezza con crepe nei muri e tetto che gocciola, beh, meglio che cambino aria e non si facciano più rivedere.
E così il buon Gussoni ha saggiamente deciso di "non ricandidarsi". Bontà sua.

E veniamo al successore.
Poco mi importa che Nicchi sia Juventino, Milanista, Viola, o tifoso della Caratese o del Poggibonsi.
Da oggi lui siede a rivestire un ruolo istituzionale.
Il che, almeno nel mondo virtuale che tutti fin da bambini sogniamo, vorrebbe dire che il buon Signor Nicchi si spoglia istantaneamente di tutti gli interessi e passioni personali, e diventa una sorta di essere etereo libero da legami e vincoli, in grado di decidere e di agire per il bene del Calcio Italiano.
Purtroppo, però, non sempre è così.
La mia paura è che, come spesso avviene, chi si trova a rivestire una carica di qualsiasi livello si trovi istantaneamente sotto scacco.

"Non si può stare in Paradiso a dispetto dei Santi" si diceva una volta.
Purtroppo le forze, le coalizioni che hanno orchestrato l´affaire Farsopoli sono vive e vitali più che mai, e poco disposte a mollare ciò che, in termini di successi, di potere e di privilegi, hanno ottenuto.
Al contrario, simpatie e fedi calcistiche sono semplici velature di colore, utilizzabili solo come "spot pubblicitario" qualora serva per i propri fini.

Quasi superfluo ricordare una delle più alte cariche dello Stato, che ha saputo ben mescolare calcio e politica come due stampelle che si sorreggono l´un l´altra assicurandogli consenso popolare per il suo partito e quasi impunità per la sua squadra...
Ricordo, sull´altro fronte, un noto politico di sinistra, Juventino da sempre. Dov´era quando hanno svenduto la Juve un tanto al chilo? A coccolare il giocatore simbolo della città di cui era sindaco. Città che non era Torino e giocatore che non era Del Piero.
Oppure, per varcare il Po ed andare sull´altra sponda, chi non ricorda quel Presidente-Ultrà dei Bovini, che prese la squadra giusto per farsi eleggere in Parlamento ed acciuffare un´immunità parlamentare un attimo prima che arrivassero gli Avvisi di Garanzia?
Se poi qualcuno proprio volesse tirarsi su le maniche e mettersi a lavorare seriamente... beh...

Da ragazzino amavo il Gruppo T.N.T., il suo capo, il "Numero 1", riusciva ad aprire ogni porta e a far sottostare qualsiasi autorità grazie agli appunti contenuti in un misterioso "libretto nero", accumulati in decine, forse centinaia di anni... amanti, malaffari, scheletri negli armadi...
Beh, se proprio qualcuno si arrischiasse a mettere in discussione il "Sistema", sono pronto a scommettere che salterebbe fuori qualche telefonata compromettente, qualche relazione adulterina, qualche amicizia scomoda a riportare sotto controllo il nostro Rinnovatore.

Per dirla tutta, dal "discorso di insediamento", l´unica cosa che si è sentita è un bel profumo di aria fritta.
"Collina è una risorsa irrinunciabile".
Tradotto, serve una continuità con il "prima", al fine di non mandare in vacca il castello di carte, che già sta perdendo pezzi di suo ogni giorno che passa, ma non possiamo silurare anche il designatore perchè sarebbe la dimostrazione che abbiamo fatto solo una marea di vaccate.
Secondo, la promessa di grandi novità. Il che significa senza dubbio la tanto agognata "moviola in campo"!!
...No? ...No.
Semplicemente conferenze stampa dove l´arbitro, dopo la partita, espone il perché ed il percome delle sue decisioni.
Talmente nuovo che ne sento parlare fin dai tempi che c´erano ancora Paolo Valenti e Luigi Necco a 90° Minuto. E non s´è mai fatto.
In conclusione, Nicchi è comunque l'espressione del volere di continuità della linea Gussoni, è il suo delfino. E' sempre stato un Pairettiano, uno che voleva Rosetti ai mondiali prima dello scandalo farsopoliano.
Rimane tutto com'è e con gli stessi uomini.
Nicchi vuole cambiare il calcio, si accomodi. Se è così cosa deve fare?
Basta parlare di onestà e buona fede, servono i fatti.
Basta raccontare che è tutto meglio di una volta, non sta in piedi è evidente che oggi è tutto molto peggio.
Allora se si vuole cambiare davvero bisogna che gli arbitri che commettono errori in "buona fede" (convalidando goal di mano o con fuorigioco di massa o con colpi di Karate) e i guardialinee che vedono ciò che non c'è vengano sanzionati e non promossi Internazionali o "migliori del mondo". Instaurare graduatorie di merito che premino i direttori di gara migliori e non quelli che "aiutano" i soliti noti.
Non parlare a vanvera di conferenze stampa post partita degli arbitri per ingraziarsi i Media.
Silenzio, ma trasparenza nelle decisioni.
Solo in questo modo comincerebbe a crearsi la pre condizione fondamentale per cambiare le cose.

"Per cambiare dobbiamo mettere in discussione le bugie vitali su cui poggiano le nostre esistenze". Scriveva Natalia Ginzburg, fare altro è teatro, recitare una parte.

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