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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di N. REDAZIONE del 04/10/2011 14:55:19
‘La gente della Juve’ su calciopoli/2

 

Che calciopoli abbia rappresentato anche un momento di crescita per il popolo bianconero, lo dimostra la partecipazione più matura a quelle che sono le vicende extra-campo.
Parlo ovviamente dei molti tifosi juventini che, oltre a sostenere la propria squadra, conosce alla perfezione gli anfratti delle vicende giudiziarie vissute attraverso il dibattimento del processo penale di calciopoli. Conoscenza dovuta alla volontà di capire cosa c’era e cosa c'è ancora realmente dietro a quello che hanno definito lo scandalo il più grande del calcio italiano.
Una conoscenza che permette di rispondere precisamente, argomentando, a quelle che oggi rimangono solo le provocazioni della stampa colpevolista; quella che preferisce non informare piuttosto che dover ammettere di aver sbagliato nel 2006; quella che appoggia in modo evidente una certa squadra e una certa onestà.
Gli stessi tifosi che hanno imparato a riconoscere chi racconta la verità e chi si copre dietro quel sentimento popolare, poco nobile a dire il vero, ma affascinante al punto tale da volerlo alimentare ancora oggi con ogni mezzo: dalla censura, alla lettura parziale e distorta della realtà.

La ‘gente’ di GLMDJ, risponde in questo modo. Nessuna personalità da esaltare e portare in trionfo; la voce è quella di tifosi qualunque, accomunati da una sana voglia di giustizia.

Diversi i commenti seguiti all’arringa di Prioreschi del 27 settembre.

Scrive Vilostra: “Pagheranno i pesci più piccoli, come al solito. Intanto 41 persone sono state messe alla sbarra senza motivo. Che scandalo! Si costruisce un teorema a tavolino e ci ricamano intorno le intercettazioni che fanno comodo. Nemmeno nel paese delle banane si vedono certe cose.”

Prosegue sullo stesso tema marcolanc: “Alla fine dei conti, pur non essendo un genio, l'avevo previsto da un bel pezzo: il cerino acceso lo lasceranno a quel disperato di Auricchio, che era solo bassa manovalanza. L'importante per Moggi è uscire pulito dalla storia e va ringraziato perché ci ha ulteriormente aperto gli occhi sulle porcherie che avvenivano (e avvengono) nel mondo pallonaro. Ma se si mettesse ad attaccare direttamente Montezemolo, Elkann, Moratti, ecc., per lui sarebbe un suicidio.
L'arringa di Prioreschi è stata fin troppo coraggiosa (dare del somaro agli inquirenti e dell'ignorante ad un PM non è da tutti!), ma credo che convenga a tutti non spingersi troppo oltre. Tra l'altro, mancano le prove... Quando l'avvocato ha detto che qualcuno dovrà indagare per trovare un eventuale regista occulto, ha fatto il massimo. Ora toccherà alla procura competente fare il suo lavoro, sempre se ne avrà voglia... Prioreschi ha fatto il massimo che poteva fare: chiedere a chi di dovere di indagare (cosa che finora non è successa: le unici indagini decenti le hanno fatte gli uomini di Moggi!). Il suo lavoro finisce nel momento in cui Moggi verrà assolto... Anzi, la difesa di Moggi ha fatto molto più di quanto fosse necessario al suo assistito e di questo possiamo solo ringraziare il Direttore che, a proprie spese, si è accollato il lavoro di altri. Ma io eviterei le utopie: i veri potenti non li sfioreranno mai... Non esiste nessuna prova capace di demolire gente come Elkann o Moratti: quando hai soldi, potere e informazione dalla tua parte, diventi intoccabile. Il capro espiatorio l'hanno già trovato: Auricchio. Tutti gli altri (a partire dai PM) la faranno franca, come al solito...”

Invece Piloni64 scrive: “Il cuore dell'inchiesta è stato sventrato. Pezzo su pezzo, il muro di falsità, menzogne, calunnie, doppiogiochismi si sta sgretolando sotto gli occhi di chi può vedere, di chi vuole vedere. Oggi sarebbe una giornata fondamentale (se l'articolo 111 della Costituzione facesse parte della cultura e del sentire del popolo italiota): dopo anni di fango, lordure, follie, farneticazioni, giochini a guardie e ladri, buoni contro cattivi, massacri mediatici, finalmente qualcosa di simile alla realtà è emerso nella Torre di Babele di Farsopoli. Questo inestimabile tesoretto della grande tradizione bianconera è il lascito di Luciano Moggi. Chi ne ha raccolto il testimone nella conduzione della società non lo dissipi spregiudicatamente, o ne mercanteggi / baratti l'incommensurabile Valore.

Cinque maggio si lascia andare ai sentimentalismo: “Grazie veramente di cuore a tutti quanti voi per tutto quello che fate per la verità... Grazie veramente di cuore a tutti quanti voi per aver mantenuto accesa la flebile fiammella che agonizzava sul moccolo della mia Passione... Grazie veramente di cuore a tutti quanti voi per la possibilità che date alla flebile fiammella di trasformarsi in una tempesta di fuoco di proporzioni bibliche che possa travolgere ed incenerire tutti quelli che, direttamente e anche non, hanno pasteggiato sul cadavere della Vecchia Signora sporcando ed infangando un emozione che ci ha accompagnato per buona parte della nostra vita... Ed ora che Caron demonio ha spalancato le porte, l'augurio è che riempia il suo traghetto di anime dannate...”

Si diverte Lothar davanti alla reticenza di alcuni media: “La brutalità di Prioreschi sta traumatizzando molti giornalisti della gazzetta e di altre testate che invocano la sospensione del match ... ma Casoria dice che si può (e si deve) proseguire ... Il massacro pertanto prosegue”.
Ed ancora sulla vivacità del legale di Moggi : “Se Prioreschi ha usato quegli aggettivi è perchè andavano detti ... se vuoi smontare un inchiesta in tutto e per tutto devi anche dimostrare perchè lo è. E una inchiesta premeditata e senza riscontri oggettivi è come minimo un imbroglio. Non possono esistere buonismi quando difendi imputati che rischiano condanne penali per reati inesistenti e costruiti sul niente.

Un’unica certezza per Billy Bud: “Volete il nome, volete una faccia, volete il mandante a cui strappargli il cuore per addentarlo ancora pulsante: non esiste!
Il cuore non esiste, nessuna vendetta sarà possibile. Nulla è possibile quando l'invidia accecante oscura l'abilità altrui. E' la natura dell'uomo non riconoscere i propri limiti, la storia né è piena. Il nostro perché non troverà mai risposta. Abbiamo avuto la fine che aspetta ai grandi della Storia. A noi è possibile conoscere l'unica certezza, quella dell'arma usata per sopprimerci: la falsità”.

Soddisfatto a metà e preoccupato delle reazioni J&B: “Ho fatto un giro sui forum dei tifosi di quella squadra lì di Milano, così per pura curiosità...Da quel che capisco molti di loro leggono assiduamente i nostri forum; praticamente copiano e incollano i commenti dei nostri forum (e qualche commento effettivamente rasenta l'idiozia) e li pubblicano sul loro e si fanno delle grasse risate senza conoscere, ahinoi, gli ultimi 5 anni di processo. Mi vien dunque da pensare: se da questo processo Moggi dovesse uscirne veramente come ‘non colpevole perchè il fatto non sussiste’ (cosa probabile), e magari con il successivo ‘ristoro dei torti subiti’ alla Juve (adoro la parola ristoro), se fino ad ora ci sono state schermaglie tra le tifoserie, rischiamo davvero di incominciare una guerra. Da quel che ho letto, loro non capiranno mai le vere motivazioni che stanno portando gli accusati a diventare accusatori! Mi auguro di cuore che tra le tifoserie ci siano persone intelligenti e civili, anche se lo vedo molto difficile. L'esempio spero arrivi dalle società, dai dirigenti e dai media... Noi non abbiamo reagito con la violenza alle sentenze del 2006, spero che dall'altra sponda sappiano dimostrarsi altrettanto intelligenti”.

Scrive invece Jacom: “Non vi è dubbio che c'è stata una lunga serie di imbrogli preliminari che poi hanno prodotto l'imbroglio del 2006. Un esercito di giornalisti e moviolisti supertifosi avevano da tempo nutrito l'imbroglio. E' stata cioè più devastante la selezione mirata e la martellante valorizzazione mediatica degli episodi da moviola rispetto alla selezione dei soggetti da intercettare e alla selezione delle telefonate da dare in pasto al pubblico ormai drogato di queste cose. C'era è c'è una doppia convenienza: il giornalista asseconda la passione ed asseconda le vendite (o l'audience). Rispetto a tutto ciò, è pura utopia sperare di far trionfare la giustizia e la verità per il semplice motivo che l'80% degli italiani si trova troppo bene con questa menzogna. Ci sguazza in questa menzogna. Fa affari con questa menzogna. Vince con questa menzogna. Discorso simile per i magistrati, anche se loro, per fortuna, non hanno potuto fare fino in fondo tutto quello che volevano. Protetti come sono dai media complici, sono ancora in tempo, purtroppo. Io non oso nemmeno pensare al linciaggio mediatico, da parte del CSM e soprattutto per le strade di Napoli, che dovrà subire Teresa Casoria se avrà ancora la forza di non piegarsi a tutti i diktat del sistema. Ma chi glie lo fa fare?”

Cambia l’argomento. Questa volta parliamo del TNAS che, chiamato in causa dalla Juventus per lo scudetto 2006, ha di recente cambiato giudice, rischiando un ulteriore allungamento dei tempi.

Così affronta l’argomento palmarius: “Hanno paura di esprimersi ma ormai siamo arrivati al punto di tirare le reti e contare i pesci che ci sono dentro. Per fortuna al processo di Napoli nessuno è riuscito a tappare la bocca a Moggi e ai suoi avvocati e neppure ai suoi periti. E quando uscirà la sentenza, che con queste premesse dopo che Prioreschi ha tolto il coperchio dalla pentola dell'imbroglio, è difficile che l'esito non sia quello da tutti noi sperato. E allora verranno fuori le famose facce, che non saranno come le nostre perchè noi avevamo davanti la prospettiva di veder emergere, prima o poi, la verità, mentre gli indossatori abusivi la verità già la conoscono. Noi avevamo la consapevolezza delle vittorie ottenute dalla squadra più forte, loro sanno perfettamente che ciò di cui si vantano non è roba loro. In pratica la differenza è quella che corre fra l'orgoglio e la vergogna”.

E’ assurdo pensare che l’esempio debba arrivare da semplici tifosi, mentre le istituzioni e chi sa di “condizionare l’opinione pubblica”, fa orecchie da mercante e porta avanti i propri beceri interessi.
Eppure questa è la realtà. Ed è una situazione che mette sempre più in luce l’imbarazzante lavoro mediatico, risaltando le qualità di chi oltre all’amore per la propria squadra ne ha tratto una lezione di vita.

‘La gente della Juve’ su calciopoli

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