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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 24/12/2011 11:56:10
Piazzapulita. The wall

 

Quando va in onda l’ultima parte di “Piazzapulita”, la trasmissione de La 7, dedicata al calcio scommesse, anche il più distratto dei rancorosi juventini, frastornato dal turbine degli auguri natalizi in corso, ha già visto scorrere sulla sua home di facebook diverse “soffiate” che preannunciano per venerdì 23 dicembre una golosa rivisitazione di calciopoli.

Quando la trasmissione finisce, la mezzanotte è passata da un’ora e i notiziari notturni hanno già mostrato la prima pagina del Corriere dello Sport. “Calciopolichoc”.
Il titolone ci riporta indietro di 5 mesi. Esattamente all’udienza del 12 luglio del processo di Napoli, quando si era diffusa la notizia, poi approdata a un nulla di fatto, di un documento ricavato dalle dichiarazioni di un carabiniere pentito del gruppo dei magnifici 12 che avevano lavorato all’indagine di calciopoli. Il documento avrebbe dovuto chiarire le dinamiche di occultamento delle intercettazioni scoperte dalla difesa di Moggi, ma anche svelare perché non erano stati resi noti i contenuti dell’incontro tra Mazzini, Della Valle e Bergamo dopo l’intercettazione ambientale chiarificatrice ai fini dello spinoso argomento del patto per la salvezza della Fiorentina.
Tutto questo viene ignorato dal conduttore di “Piazzapulita”, Corrado Formigli, che pure ha dinanzi a sé un paio di ospiti di tutto rispetto: Luciano Moggi e Oliviero Beha.

Dal mio punto di vista non riesco a realizzare in che modo calciopoli e la vicenda delle scommesse esplosa in agosto e tornata da pochi giorni alla ribalta con l’arresto rocambolesco dell’ex atalantino Doni, possano entrare nella stessa trasmissione.
Scommessopoli è uno scandalo basato su partite dal risultato alterato a fini di lucro da un’organizzazione a delinquere internazionale, che coinvolgerebbe il mondo delle scommesse non solo per quello che riguarda i campionati italiani, fino a toccare competizioni extranazionali. Un fenomeno di stampo prettamente malavitoso, che durante la trasmissione di Formigli mette in luce il dato secondo il quale si farebbero cadere nella rete calciatori ed ex calciatori in rovina a causa del vizietto del gioco d’azzardo o giovani promesse allettate da facili guadagni.
Calciopoli è invece un fenomeno tutto italiano, che anche monsieur Platini e la Uefa hanno tenuto a circoscrivere nelle sfere di competenza, spesso incompetenti, dei confini patri.
Una vicenda nella quale non si è ancora scoperta una sola partita truccata. Come ha dichiarato a Tuttosport Sandulli, il Presidente della Corte Federale che condannò la Juventus alla serie B e alla cancellazione dall’albo di due scudetti, dopo la sentenza GEA che assolveva Moggi dall’accusa di associazione a delinquere: “Punimmo la violazione di norme interne, nel 2006. In fondo anche noi, nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica“.
Secondo quella condanna non ci furono illeciti classici, ma si costituì un illecito strutturato inserito ad hoc nel codice di giustizia sportiva, per il quale era possibile alterare il risultato del campionato di calcio di serie A senza alterare i risultati delle partite.

Sandulli menziona l’etica, l’unico collegamento possibile tra calciopoli e scommessopoli. In tal senso forse si giustifica la presenza di Moggi nella trasmissione di Formigli, che gli ha addirittura chiesto di “pentirsi” in diretta di quanto compiuto come dirigente della Juventus.
Dopo aver trattato l’argomento con sufficienza “arcaica”, selezionando a sua volta e facendo riascoltare alcune intercettazioni che lo vedevano intento a dirigere il mondo del calcio attraverso il “Processo del lunedì” di Biscardi. Formigli si è addentrato nei meandri di calciopoli con poca cognizione di causa. Trattare calciopoli senza fare nessun riferimento allo scandalo Telecom, alla selezione delle intercettazioni e alla relazione del procuratore Palazzi, che in luglio ha certificato gli illeciti commessi dall’Inter, non è oggi garanzia né di un corretto esercizio della professione di giornalista, né della volontà di offrire al telespettatore un quadro completo dell’argomento.
Soprattutto se tanto Luciano Moggi quanto Oliviero Beha hanno cercato di portare la discussione su quei temi e sono stati zittiti.

Mentre “Piazzapulita” chiudeva il sipario su quelle intercettazioni ritenute essenziali per le indagini, il Corriere della Sera lo riapriva con le dichiarazioni del pentito atteso invano prima di Ferragosto e arrivato a Natale. Un anonimo del gruppo di Auricchio, Arcangioli e Di Laroni, che a distanza di cinque anni si allinea a Sandulli nell’affermare che non ci furono partite truccate e che non sussistevano gli estremi per infliggere agli imputati del processo di Napoli le severissime pene scaturite da una sentenza della quale, qualcuno informi Formiglio, stiamo ancora aspettando le motivazioni.
Nelle dichiarazioni di Roberto, il fantomatico carabiniere pentito, non c’è purtroppo il nome di chi ha nascosto le intercettazioni, né quello di chi ha ordinato che l’inchiesta sfociasse nelle denunce e nei processi. Ma si avverte ancora una volta come non fosse il risultato di una volontà comune. Auricchio sarebbe stato favorevole e Arcangioli no.

Calciopoli, nonostante la sentenza di Napoli, continua a destare gli stessi interrogativi e a celarsi dietro gli stessi coni d’ombra, protetti troppo spesso da muri inaccessibili.
Labirinti che sfuggono in giochi di prestigio e si riflettono dentro gli specchi di un baraccone da Luna Park. Nei quali è stato fino ad oggi possibile far apparire ciò che non c’era e far scomparire ciò che c’era. Come è accaduto con le sim svizzere e l’audio scomparso di Villa Massa.

Piazza pulita. Per una volta cancellare i luoghi comuni di calciopoli. Restituire trasparenza ai fatti. Perché risultino più chiari. Non perché scompaiano. Non per rimuovere calciopoli. Come piacerebbe a tanti. Soprattutto dalle coscienze.
 
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