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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 31/01/2012 09:52:53
Effetto calciopoli: i conti non tornano

 

Sei anni dopo calciopoli i conti del calcio italiano non tornano. La fotografia restituisce un'istantanea sfocata e ridimensionata.

Sul versante sportivo la nazionale azzurra ha registrato un tracollo, passando dalla vittoria dei mondiali del 2006 al peggiore risultato mai ottenuto in questa competizione nel 2010.
Su quello politico il danno di immagine si è tradotto nella perdita dell'assegnazione degli Europei 2012 all'Italia, intravista con superficialità come scontata da Giovanna Melandri, dal 17 maggio 2007 al 7 maggio 2008 Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del Governo Prodi, che qualche responsabilità ha avuto nei modi in cui fu condotto l'affaire calciopoli.

Non è solo una metafora. Massimiliano Castellani riporta su Avvenire i risultati dello studio condotto dal gruppo di ricerca del master in "Sport Management, Marketing e Sociology" dell'Università Bicocca di Milano del professor Franco B. Ascani (membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO).
Il fotogramma è impietoso: il pallone italiano si è sgonfiato. L'industria calcio italiana registra una perdita di 386 milioni di euro.
E' calciopoli la colpa di tutto? O non è stato piuttosto il paravento dietro al quale il calcio italiano si è nascosto per venire fuori annaspando dalle sabbie mobili che lo stavano inghiottendo?
La metà del valore di produzione del calcio italiano si basa sui diritti televisivi (999.000.000 di euro), il 70% dei ricavi va per gli stipendi dei calciatori. I diritti televisivi incidono per il 63%, contro il 70% della Francia, il 54,5% della Premier e il 48% della Liga. Il prodotto calcio italiano è ancora appetibile in televisione, ma meno sul fronte degli investimenti nel merchandising. Il tifoso italiano frequenta meno gli stadi di quanto non facciano spagnoli e inglesi e non spende quanto loro in maglie, gadgets e accessori. La ricetta impone la realizzazione di stadi nuovi e di proprietà dei club. Il circolo vizioso spiega la rincorsa a Tevez di Milan e Inter, considerata la fuga di stelle degli ultimi anni, da Kaka a Eto'o.
Nella classifica dei fatturati, nella quale Inghilterra, Spagna e Germania vantano una percentuale di ricavi da stadio del 25% a fronte del 13% dell'Italia, sono Real Madrid, Barcellona e Manchester United a farla da padroni. Al settimo posto il Milan, a seguire Inter e Juventus, unica delle tre in perfetta linea con i parametri del fair-play finanziario e a vedere la sua politica di gestione economica premiata. Il nuovo stadio ha portato introiti per 17 milioni di euro, potenzialmente in rialzo nella stagione in corso a 32. Per Castellani "un'isola felice" nel panorama italiano.
Secondo l'analisi di Marco Danna addirittura nell'anno della B la Juventus è riuscita a perseguire il nuovo trend di spostamento degli interessi dai diritti televisivi ai ricavi da biglietteria e marketing con un'incidenza sul fatturato del 18,5%.
Merito del bagno di umiltà nella serie cadetta? Di una tifoseria agguerrita e appassionata che non ha voluto saperne di abbandonare la Signora nel momento più buio della sua storia? Può darsi. Ma fuor di retorica sono ancora i numeri a parlare.

Matteo Marani (gennaio 2008) ha scritto sul Guerin Sportivo che dal 1995 al 2008 Moratti ha speso 1.200 miliardi, cioé "Ogni anno il presidente quasi si ricompra l'Inter". Gianni Dragoni ha commentato il 24 aprile 2007 sul Sole 24 Ore: "Circa 500 milioni di euro per uno scudetto. È il costo sostenuto dagli azionisti dell'Inter per ricapitalizzare la squadra di calcio nei 12 anni di gestione di Massimo Moratti". La rassegna Deloitte ha affermato che nella stagione 2005/2006 l'Inter è salita dal nono al settimo posto in Europa per ricavi. Secondo Marco Danna la stagione 2006/2007 ha segnato lo spartiacque che ha ricondotto Juventus, Milan, Roma e Lazio al fair-play finanziario, con un segno + di 13,8 milioni di euro. L'Inter no. Nonostante sia passata per lo scudetto di cartone e, come il Milan, per il decreto spalmadebiti e la cessione del brand. Alla dieta costante alla quale si sono sottoposte le altre l'Inter ha opposto un incremento del 22% del costo degli stipendi per i calciatori. Perché, come ha osservato Matteo Marani, ha avuto bisogno di vincere, soprattutto in Champions League: "Tutto questo si traduce in un costo pazzesco, sostenibile dai soli nerazzurri. L’Empoli, di questo passo, perderà sempre".
L'analisi di Marco Danna ha rivelato la costante crescita dei ricavi mediatici dei cinque club, dalla quale si evince la maggior indipendenza della società nerazzurra, fanalino di coda. Ma il trend è visto in controtendenza con la nuova legge sulle vendite dei diritti tv, che prevedono una contrattazione centralizzata con i media della Lega calcio per i nuovi criteri di ripartizione: 40% diviso equamente tra tutte le società, 30% basato sui risultati sportivi, 30% sul bacino di utenza.

I club dovranno puntare su stadi e marketing. Investire sui vivai. Confrontarsi con l'eccellenza dimostrata dalla Juventus nonostante calciopoli. Prima della classe in gestione di impresa. Prima in classifica con il titolo simbolico di Campione d'Inverno del campionato 2011/2012. Giocato in casa nel suo stadio di proprietà. Costruito senza leggi ad personam. Che Galliani e Paolillo ancora una volta invocano sotto forma di aiuti dello Stato. Immemori dell'intervento dell’Unione Europea, che già nel luglio 2004 obbligò lo Stato italiano a limitare il periodo di spalmatura dei debiti da 10 a 5 anni.
La materia degli aiuti di Stato è disciplinata dal Titolo VI del Trattato istitutivo della Comunità europea, contenente “Norme comuni sulla concorrenza, sulla fiscalità e sul ravvicinamento delle legislazioni”.
Il capitolo I è dedicato alle regole di concorrenza. La sezione II riguarda gli "aiuti concessi dagli Stati" e sancisce come principio generale il divieto di concessione di aiuti alle imprese da parte degli Stati membri della Comunità europea in quanto tali aiuti "favorendo talune imprese o talune produzioni falsano o minacciano di falsare la concorrenza" (articolo 87 del Trattato).

In che modo siano stati falsati gli ultimi 7 campionati di calcio, a conti fatti, non è un mistero. E' una truffa. E' una farsa.

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