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Comunicato stampa di N. REDAZIONE del 27/07/2012 16:32:22
Comunicato stampa sui deferimenti di Palazzi

 

L'Associazione GiùLeManiDallaJuve, il più grande sodalizio di tifosi e azionisti della Juventus FC Spa, appresi i deferimenti della procura federale divulgati ieri e lette le motivazioni di Palazzi, non può dirsi sorpresa dalle usuali azioni persecutorie con cui, in maniera diretta e indiretta, si colpisce la Juventus.

Nonostante la società non sia implicata direttamente nella cosiddetta inchiesta sul calcioscommesse, è francamente ridicolo dire che non si è voluto colpire la Juventus quando a essere deferiti – sulla base del nulla – sono quasi esclusivamente i suoi tesserati. Basti pensare che degli 11 deferiti per omessa denuncia, 6 sono tesserati della Juventus e componenti dello staff di Conte. Con quale criterio sono scattati questi deferimenti e non altri? Secondo simpatie e antipatie? Sembra di essere tornati indietro di sei anni: oggi come allora troppo esiguo – e quasi sempre legate ad un’unica maglia – è il numero delle persone coinvolte dalla giustizia sportiva, i soliti noti che se la suonano e se la cantano da soli, per non indurre a pensare di procedimenti ad personam piuttosto che avvalorare la tesi della combine, la famosa montagna che ha partorito il topolino.

«Parleranno gli atti e i fatti» ha detto Palazzi. La lavorazione degli atti è la solita. I fatti sono che la Juventus si ritrova col calciomercato compromesso proprio nel mese più caldo e a dover partecipare a una supercoppa senza il suo allenatore e qualche titolare. Volendo dare fastidio potrebbe chiedere lo spostamento di quest’ultima ad altra data in attesa che le situazioni in pendenza siano chiarite definitivamente. Volendo…

La nostra pazienza, messa duramente e costantemente alla prova negli ultimi sei anni, è agli sgoccioli. Siamo stanchi di vedere il nome della Juventus e quello dei suoi tesserati sbattuti come criminali in prima pagina sulla base di voci che nessuno mai conferma o di ripicche. Stanchi di sentire John Elkann e i vari presidenti susseguitesi dal 2006 a oggi parlare di «fiducia nella giustizia sportiva» o, peggio, «nei vertici dello sport italiano».

La Juventus non è un partito e non si può sfruttare per ambizioni personali di segretariato.

Quando un’azienda è sotto attacco, e la Juventus lo è da ben prima del 2006, essa non si rifugia nella politica ma si rende minacciosa, pronta ad abbattere qualsiasi muro ostacoli i propri interessi. Basti notare i diversi atteggiamenti che lo stesso azionista di maggioranza (e lo stesso studio legale) assume quando si tratta di difendere la FIAT. I discorsi sulla necessità di sedersi a tavoli imbanditi per Petrucci e Abete, la fiducia continuata e incondizionata in una giustizia sportiva assoggettata ai media, non possono essere tollerati ulteriormente.

Oggi tutte le principali testate, inclusa quella presieduta da John Elkann, tentano di addolcire la pillola del patteggiamento che Conte «dovrà» (cit. La Stampa) ingoiare compromettendo per sempre la sua immagine di vincente; costretto possiamo immaginare da chi. Per gli altri nostri tesserati coinvolti sembra che la strada sia la medesima.

Ci auguriamo che su tutte queste indiscrezioni, certamente non partorite da una fantasia collettiva, si faccia chiarezza subito per non vedere ancora una volta i tifosi bianconeri battersi da soli contro tutti mentre dietro le quinte si organizzano tavoli, rese e patteggiamenti.
 
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