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Farsopoli di G. FIORITO del 19/10/2012 21:10:48
Calciopoli. Si riparte da Giraudo

 

Seconda udienza del processo di appello per l'ex AD della Juventus Antonio Giraudo, gli ex arbitri Stefano Cassarà, Paolo Dondarini, Tiziano Pieri e l'ex presidente dell'AIA Tullio Lanese.
Nel corso della prima udienza del 12 ottobre è stata richiesta la rinnovazione del dibattimento essendo emerse nel procedimento ordinario nuove prove. Avendo acquisito la sentenza di primo grado del processo di Napoli, il giudice Stanziola ha riaperto ufficialmente non solo il processo, ma anche le speranze degli imputati.

La sentenza Casoria, pur essendo di condanna per Luciano Moggi, che al contrario di Giraudo era presente lo scorso venerdì in aula, ha diversificato la lettura delle carte di calciopoli e ha sancito anzitutto che il campionato 2004/2005 non fu alterato.
In secondo luogo che il sorteggio degli arbitri era regolare, dunque nemmeno esso alterato dall'associazione a delinquere, cardine sul quale era fondata la sentenza di condanna a tre anni a Giraudo.
Il collegio giudicante ha acquisito anche le telefonate "nascoste", l'audio delle quali è stato preferito alle trascrizioni risultate spesso incomplete e controverse. Torna in scena il perito Nicola Penta e con lui le voci originali dei protagonisti di calciopoli, per un refresh che dovrebbe attualizzare ancora una volta gli scenari, nonostante la FIGC si sia trincerata dietro le sue "sentenze rese", come ricorderete dall'espressione usata da Palazzi nel corso del procedimento che costò la radiazione a Moggi, a Mazzini e allo stesso Giraudo.
La sentenza Casoria ha inoltre escluso le parti civili, costrette per eventuali richieste a imbastire una causa civile e a dimostrare che il campionato in questione ha subito irregolarità procurando loro un danno.

All'udienza del 19 ottobre è presente Giraudo. L'avvocato Krogh che ne cura la difesa spiega che il suo assistito ha chiesto la rinnovazione del dibattimento affinché siano introdotte le telefonate elencate ed eliminate dal PM dagli atti. Krogh contesta la sentenza di primo grado per Udinese Brescia del 26/09/2004, la partita al termine della quale Giraudo fece l'allusione al telefono con Moggi secondo la quale se Dattilo era sveglio dimezzava l'Udinese. Come è noto, Jankulovski fu espulso, ma su indicazione del guardalinee.
Il legale richiede l'acquisizione del verbale del processo di Napoli intorno alla ritrattazione di Manfredi Martino, necessaria al confronto degli orari della designazione, per Juventus Lazio del 05/12/2004, per la quale Moggi si sarebbe vantato con la signora Alessia della segreteria juventina di conoscere la designazione arbitrale.
Krogh appare agguerrito e chiede l'audizione dell'intercettazione Pairetto Bergamo, dalla quale si esclude la responsabilità di Moggi per la designazione di Rodomonti in Juventus Udinese del 13/02/2005 2005. Attraverso i colloqui telefonici di Moggi e Giraudo si è voluta intravedere una sostanziale insoddisfazione dei due riguardo a determinati arbitraggi che ritenuti filojuventini finivano per sortire gli effetti opposti.
La decisione di avere un confronto con i designatori porterà a un incontro con Pairetto e a una telefonata tra Moggi e la Fazi, intercettata poi a riferirne a Bergamo, che nelle intenzioni dell'accusa culmina con la grigliata di Moggi con il designatore, nella quale l'ex DG della Juventus non inserisce né l'arbitro né gli assistenti effettivamente designati: Rodomonti, Gemignani e Ricci.
L'avvocato Krogh si dichiara costretto a fare anche il difensore di Moggi. E' una frase topica, che ci riporta ad uno degli argomenti più dibattuti dai tifosi in questi anni di processi contro la Juventus e la Triade. Se l'opzione Giraudo che ha condotto alla celebrazione del rito abbreviato e la conseguente mancata difesa comune con Moggi si rivelerà alla fine vincente o perdente.

La richiesta di acquisizione dell'intercettazione Giraudo Mazzini dell'aprile 2005 è subordinata all'intenzione della difesa di smentire l'accusa che condanna Giraudo per la sua parte attiva nel salvataggio della Fiorentina.
L'avvocato Galasso chiede l'acquisizione di un'intercettazione e della documentazione necessarie ad escludere che Moggi sia responsabile dell'esclusione dalla griglia dei sorteggi di Rosetti e Collina nel febbraio 2005, l'uno presente a un meeting e l'altro come arbritro in un match fuori dall'Italia, per ricostruire dai fatti la tendenza errata a male interpretare le intercettazioni senza collegarle ai fatti reali.
Anche l'avvocato Gallinelli interviene per richiedere l'acquisizione di un'intercettazione risalente a Siena Milan dell'aprile 2005, nella quale il designatore Baglioni riconosce e spiega l'errore sul fuorigioco di Shevchenko.

L'accusa si oppone alla richiesta di acquisizione delle intercettazioni, sottolineando di aver chiesto l'acquisizione della sentenza di Napoli non ai fini delle prove lì utilizzate, ma come fatto storico. Si oppone anche all'acquisizione del verbale intero su Manfredi Martino, nel nome della decisione del GUP di evidenziare la natura di reato di pericolo presunto delle frodi sportive, che renderebbe la mancata realizzazione del reato irrilevante.

Il tribunale dispone l'acquisizione dei supporti magnetici delle intercettazioni e dei filmati dei sorteggi arbitrali, ma non è ammessa rinnovazione probatoria della sentenza Casoria, utilizzabile soltanto come documento. Rigettata l'allegazione di verbali di udienza del processo di Napoli.

L'accusa ribatte che le indagini hanno dimostrato l'esistenza di un'associazione a delinquere che ha condizionato il campionato 2004/2005 e che il ruolo di Giraudo nel salvataggio della Fiorentina è la prova della sua appartenenza a tale associazione. Torna anche sulle schede svizzere, le cui finalità di utilizzo sono ritenute reati di frode sportiva. Parimenti devono essere considerati facenti parte dell'associazione Baglioni, Cassarà e Gabriele, ai quali Moggi forniva le schede riservate con finalità di salvaguardare e non rilevare all'esterno le loro attività illecite.

Per Giraudo viene richiesta l'aggravante che sia riconosciuto essere capo e organizzatore dell'associazione a delinquere. Naturalmente il reato di pericolo richiede la sola commissione del fatto e non la realizzazione del fatto illecito.

Così appaiono le giustizie di calciopoli. Una corsa contro il tempo e contro la dimostrazione che non esistono prove che sia mai esistita un'associazione a delinquere che abbia mai truccato una partita o un campionato, ma solo una più o meno fondata ipotesi che potesse esistere il pericolo presunto di renderlo possibile. Se vi sembra difficile da capire, provate a leggere gli atti e le sentenze dei processi.

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