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Attualità di E. LOFFREDO del 28/08/2013 08:12:16
Cento milioni di cavolate!

 

Lunedì 26 agosto 2013, Gonzalo Higuaìn cade dalla barca nelle acque di Capri e viene medicato presso il locale ospedale. La reazione del presidente della SSCNapoli? Eccola: «Higuain? Non l’ho incontrato. Speriamo che queste suture durino nel tempo perché in ospedale non si sanno mettere neanche dei punti. Volevo vedere il taglio che ha riportato per poter fare causa alla Regione Campania e a Capri. Chiediamo cento milioni di danni alle istituzioni, da devolvere poi a chi ha bisogno. I politici devono avere una lezione. Cosa fa il sindaco di Capri? Cosa fa il presidente della Regione? Può arrivare su lì un grande personaggio e noi che figura facciamo? Sono stanco di non avere presidi medici di buon livello. Manco fossimo in Africa».

Se siete persone con una morale non c'è bisogno che leggiate oltre questo articolo, la vostra indignazione non ne ha bisogno. Chi scrive invece può godere di questa vetrina e ha deciso di usarla per esternare tutta la propria irritazione per la tracotanza sociale che mostra un personaggio del mondo dello sport.

'O presidentissimo (solo per i suoi tifosi) ha fatto quella che a Napoli si definisce 'a sparat 'e cuppetiell (l'ennesima). De Laurentiis accecato per la “bua” che l'attaccante argentino si è procurato da solo, non potendo o volendosela prendere con l'autolesionista, ha pensato bene di attaccare chi ha prestato le cure al calciatore. Si è prodotto in un giudizio sulla prestazione medica erogata senza né essere presente al momento delle cure, né avendo visto il risultato (sua stessa ammissione). Un attacco gratuito e preconcetto verso una struttura sanitaria pubblica che denota una volta di più non solo un accentuato egocentrismo, ma soprattutto un forte tatto civico da parte del produttore di cinematografico. Come può il cineasta affermare di essere «stanco di non avere presidi medici di buon livello»? Quali casi di malasanità ha subito per attribuirsi il diritto di simili dichiarazioni? E non si dica che il fastidio del presidente azzurro è in fondo mosso dal senso civico di chi vuole servizi migliori, perché qui si fa polemica gratuita senza il minimo intento costruttivo. La conferma di ciò è data dall'attacco al sindaco caprese e al governatore della Regione, i quali tra un impegno istituzionale e l'altro dovrebbero accompagnare per mano i calciatori che si tuffano maldestramente dalla barca. Sindaco e Governatore meritano proprio che chi va in motorino senza casco gli impartisca una lezione di moralità. Evviva Aurelio il censore!

Vuole chiedere cento milioni di danni. Bene (si fa per dire)! Adesso ha il dovere di fare causa a Regione Campania e Comune di Capri. Deve far sapere a tutta la collettività in che modo emerge un danno di cento milioni di euro causato dai suddetti enti pubblici alla SSCNapoli . Vorrei sapere perché la collettività, dopo aver pagato gli immediati soccorsi (testimoniati dal collarino applicato già in barca), dovrebbe risarcire l'incapacità di Higuaìn di tuffarsi in mare. Gradirei poi conoscere tutte le attività di in cui si è esplicata finora l'eventuale politica di responsabilità sociale delle aziende del produttore cinematografico. Un imprenditore che ha dato tanto alla collettività potrebbe anche pretendere. Certo un imprenditore socialmente responsabile non penserebbe neanche lontanamente di far gravare sui bilanci pubblici una richiesta del genere, ma questo è un altro aspetto.

C'è un'altra cosa tuttavia che non torna. Se il Pipita è costato quaranta milioni e se come pare non dovrà stare fermo causa caduta sugli scogli, con conseguente salvezza delle prestazioni a favore della squadra partenopea, come si arriva ai cento milioni richiesti? De Laurentiis deve volere molto bene all'argentino se la sofferenza per la presunta cattiva medicazione gli causa un danno esistenziale di sessanta milioni!

Provare un senso di fastidio per gli atteggiamenti non nuovi di De Laurentis non è un sentimento dettato dall'appartenenza di tifo, il discorso non cambierebbe se si trattasse di Andrea Agnelli. Il calcio e i suoi protagonisti non sono la cosa più importante di questo Paese, dovrebbe al più offrire qualche momento di svago, non spargere altro veleno. Se alcuni dei protagonisti della Serie A sono così attenti alle istanze sociali, cominciassero a fare qualcosa di eticamente e socialmente costruttivo e non invece rilasciare dichiarazioni a metà tra l'irresponsabile e il pittoresco.

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