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Domenica 27/09/2020 ore 20.45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Il Fatto di E. LOFFREDO del 25/02/2014 08:59:17
Onorevole, esci da quella curva!

 

Giù le mani dalla Juve si è data sin dall'inizio la regola di non schierarsi politicamente (agli utenti del nostro forum è fatto divieto di pubblicare «Messaggi contenti propaganda politica, di partito o di fazione»). Questo non significa ignorare l'impatto che la politica ha avuto e ciclicamente torna a voler avere sulle vicende juventine. Se non ci siamo mai fatti coinvolgere in discussioni di colore politico, né nel merito né nei principi, abbiamo tuttavia all'occorrenza rivolto qualche pensiero a chi da un ruolo istituzionale si è fatto volentieri coinvolgere in chiacchiere da bar sport. Tanto per dar conto di un'indiffenza trasversale che ci ha visti trafiggere l'intero arco degli schieramenti, ricordiamo le nostre posizioni contro l'allora ministra dello sport (Ministero del POGAS) Giovanna Melandri e più recentemente verso il sor Ignazio La Russa. Da sinistra a destra per noi pari sono.

Oggi, all'indomani di Juventus-Torino, nel mezzo di uno dei periodi socialmente più bui per il nostro derelitto Paese, la politica, che avrebbe certo priorità più impellenti di cui occuparsi, torna ad alzare le voci antijuventne da uno dei palazzi romani. Il deputato Marco Miccoli ha sentito il bisogno di diffondere il proprio pensiero: «Quello che sta succedendo nel campionato di calcio di serie A è davvero preoccupante. Sembra di essere di fronte ad una nuova Calciopoli, con errori e favoritismi a raffica, da ultimo quelli verificatisi ieri nel derby di Torino. Per questo chiedo al nuovo presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi di verificare e garantire la trasparenza del massimo campionato italiano. Anche in presenza di tanti in Italia, ritengo che assicurare la correttezza del gioco più amato non possa che dare il segno di un Paese che cambia verso, dove viene premiato il merito e non le vecchie consorterie che speravamo aver scacciato e allontanato».

Non è necessario scadere in argomenti prettamente politici per replicare a questo deputato della Repubblica. Vorremmo scrivere all'Onorevole Miccoli:

"Caro Signore, è singolare che proprio dal Parlamento arrivino queste inquietate "grida di dolore" per la trasparenza del massimo campionato di calcio. Ella forse era in tutt'altre faccende affaccendato fino alla ventiquattresima giornata di campionato. Immaginiamo quali.
Consultando il Suo profilo sul sito della Camera dei Deputati constatiamo che Ella è romano de Roma; consultando poi il Suo profilo twitter è venuto meno qualsiasi sospetto sulla di Lei fede calcistica.
Vede, caro Signore, Lei ricorre a insinuazioni e fa richiami che nemmeno il peggior Cetto La Qualunque farebbe proprie.
Sarei curioso di sapere se nel novero degli «errori e favoritismi a raffica» annovera quelli di cui ha goduto l'immediata inseguitrice della società bianconera che ieri ha giocato il derby di Torino (squadra che con un piccolo virtuosismo di diplomatichese stretto ha omesso di citare direttamente). Senza andare troppo indietro mi sovvengono il rigore non dato alla Sampdoria nella penultima giornata, qualche rigore generoso concesso ai capitolini di cui Lei è tifoso e, coinvolgendo anche l'altra competizione nazionale, la mancata espulsione di un difensore giallorosso e il gol (buono) annullato alla "squadra bianconera di Torino" in occasione del recente incontro nei quarti di Coppa Italia.
Lei, caro Signore, non disdegna un riferimento alquanto percoreccio alle vicende di calciopoli. Richiamare «vecchie consorterie che speravamo aver scacciato e allontanato» altro non denota che ignoranza (intesa in senso buono) di quello che è emerso dai dibattimenti processuali che hanno riguardato le vicende cui vuole attingere per rafforzare il tono drammatico delle Sue esternazioni.
Voler interessare il Premier di un faccenda tanto infondata quanto marginale rispetto alle vere necessità del Paese dà conto solo di un Suo malinteso senso dell'ufficio che ricopre. Ecco, adesso noi dovremmo urlarLe: #Miccoliescidallacurvasud! Prima della maggica ci sarebbe altro.
Abbiamo definito «singolare» il Suo appello al Presidente del Consiglio. Singolare perché ad usare lo stesso metro demagogico e populista che Ella ha usato dovremmo chiederci a che titolo un parlamentare italiano può chiedere un Paese «dove viene premiato il merito». Ma non lo facciamo. Qualche merito sicuramente ce l'avrà per sedere sui sacri scranni di Montecitorio. Uno di questi è certamente il consenso del Suo elettorato di riferimento, che speriamo Le abbia accordato il voto non solo per la comunanza di tifo.
Attendiamo di conoscere se e come il neo Premier darà seguito alla Sua richiesta. Perché se anche a Palazzo Chigi si facessero venire le smanie di additare la meritocrazia juventina (in questo il neo Premier ha precedenti più brillanti dei Suoi) non resterebbe che ricordare attraverso quale cambiamento di verso e con quale merito si è arrivati all'attuale esecutivo.
Tutto questo per dirLe che ci vuole senso della misura, moderazione, prima di dar libero sfogo alle pulsioni del tifoso che è in Lei. Innanzitutto per non dequalificare oltremodo presso i cittadini non dei Suoi stessi colori di tifo l'immagine del ruolo che ricopre, un'immagine già collettivamente compromessa. E poi anche per non fomentare lacerazioni che nate nel calcio si espandono a una grossa fetta della società. Questo aizzare le folle, tra l'altro, mal si concilia con l'esortazione alla «coesione sociale» che più volte è venuta dal Colle più alto delle istituzioni italiane.
Ci sono certamente cose più serie di cui interessarsi, soprattutto per un parlamentare. Farebbe bene a occuparsene documentandosi meglio di quanto palesa aver fatto per le cose di calcio. Ne guadagneremmo tutti, anche l'attendibilità della carica che ricopre".

Il tifoso non cambierà idea, ma il parlamentare deve avvedersi che cavalcare l'onda del comune sentimento popolare seguendo il filone di quelli che "ersistema e l'aiutino" è molto poco responsabile sotto diversi aspetti.

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