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Attualità di P. CICCONOFRI del 30/09/2014 13:23:12
Malagò scopre oggi l’illogicità della g.s.?

 

Non ci voleva molto a capire che la giustizia sportiva è “illogica” , eppure le accuse di Malagò arrivano solo dopo che è stato colpito direttamente da quella che a suo dire è “un’ingiustizia”.
Queste le sue parole: «È il trionfo dell’illogicità. Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per questo sono stato condannato. La decisione conferma ancora una volta che è stato necessario riformare il codice della giustizia sportiva (...). E non a caso su 75 componenti, l’unico voto contrario è stato del presidente della Federnuoto».

Se vogliamo parlare di illogicità rimanendo ancorati a questo caso, possiamo anche evidenziare che tanto lineare non sembra nemmeno il procedimento che porterebbe Malagò, in ultima istanza, ad essere giudicato da un organismo del Coni che lui stesso presiede. Perché se il presidente del Coni farà ricorso contro la sospensione di 16 mesi inflittagli, dovrà rivolgersi alla Caf (commissione appello federale) della Federnuoto presieduta dal cognato di Sansonetti, presidente della disciplinare che lo ha condannato, per poi arrivare a chiedere il giudizio del Collegio di garanzia del Coni e il Tas del Cio. Eccola là: un organismo del Coni che giudicherà il suo presidente. Logico no?
Dall’altra parte l’antagonista Barelli, presidente della Federnuoto, potrebbe essere rinviato a giudizio per le eventuali doppie fatturazioni. Entro il 20 dicembre si conoscerà la decisione del gip. Insomma, un’altra Federazione il cui presidente è iscritto sul registro degli indagati. E c’è anche chi si lamenta dei pochi record tricolori …

Comunque la vogliamo vedere, attualmente l’Italia dello sport è rappresentata da Tavecchio (presidente della FIGC), che ricordiamo essere in attesa della decisione Uefa per le sue frasi sugli extracomunitari che potrebbe essere considerate razziste e dal presidente del Coni Malagò che ha raggiunto un traguardo tutt’altro che secondario: è il primo presidente del Coni squalificato durante il suo mandato.

Caro Malagò, abbiamo un problema “giustizia” nello sport e non da ieri, dove troppo spesso per “fatti inesistenti” vengono sconvolte classifiche, allontanati dirigenti, puniti tesserati in modo “illogico” e insensato. Dove, come in questo caso, il potere dato dalla possibilità di amministrare a proprio uso e consumo la giustizia sportiva, viene adoperato per raggiungere obiettivi personali.
Che sia il momento di rendersi meno ridicoli agli occhi del mondo e varare, oltre che un nuovo codice di giustizia sportiva, un reale cambiamento anche sostituendo quegli uomini che sono stati incapaci in questi anni di rendersi super parters e credibili?


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