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Attualità di P. CICCONOFRI del 16/10/2014 15:15:28
Calcio Italia, usi e consumi

 

L’Italia del calcio viaggia sempre controcorrente. Iniziamo dal caso Tavecchio, il procuratore federale Palazzi esaminati gli articoli di stampa, gli esposti presentati, i filmati acquisiti e la documentazione trasmessa dalla Figc alla Fifa e alla Uefa si è affrettato ad archiviare l’inchiesta perché “non sono emersi fatti di rilievo disciplinare a carico del neo presidente della Figc Carlo Tavecchio sia sotto il profilo oggettivo sia sotto il profilo soggettivo”. Non è della stessa opinione la Uefa che ha dato un diverso valore alle parole del presidente Figc sospendendolo per 6 mesi, periodo in cui non potrà partecipare alle commissioni del massimo ente calcistico europeo e non sarà presente al congresso che si terrà a marzo 2015. Potrà invece seguire la nazionale. La Federcalcio, in una nota, ha fatto sapere che Tavecchio ha accettato la proposta della Uefa per evitare il protrarsi del contenzioso davanti al Tas che avrebbe dovuto eventualmente stabilire se la Uefa fosse competente ad intervenire su questa materia, stante l'avvenuta archiviazione di un analogo procedimento da parte della procura federale. Un accordo tra gentiluomini? La cosa più curiosa è che a furia di strattonarsi nella corsa a chi più si avvicina a Tavecchio, Ghirardi è arrivato a dire: "La squalifica di Tavecchio? L'Uefa doveva confrontarsi con le legge italiane". Nemmeno il buon senso di starsene in silenzio… (Link)

Arriviamo a Mario Macalli, presidente della Lega Pro, tristemente famoso per i suoi recenti attacchi alla Juventus. La Procura della Repubblica di Firenze, la scorsa estate, ha rinviato a giudizio Macalli per il caso Pergocrema. L’accusa è abuso d’ufficio: bloccò il bonifico che avrebbe salvato dal fallimento il club.( Macalli alla conquista delle prime pagine …). Nonostante il fatto sia noto alla FIGC dal 28 settembre 2012, il procuratore Palazzi, ad oggi, non ha ancora preso nessuna decisione, nemmeno uno scontato rinvio a giudizio. Ricordiamo che in caso di condanna superiore ad un anno, Macalli decadrebbe da tutte le cariche. Chissà perché questa volta la giustizia sportiva, quella a cui basta il sospetto, non si muove nemmeno in presenza di un rinvio a giudizio della giustizia ordinaria …

Lotito, attualmente braccio destro del Presidente della Figc, orami padrone del baraccone Italia, si permette anche di insultare Marotta pubblicamente: "Il problema con Marotta è che con un occhio gioca a biliardo e con l'altro mette i punti" (Link), senza subire nessuna conseguenza. In passato, per frasi meno offensive, sono partiti deferimenti immediati. Anche questa volta il solerte procuratore Palazzi si è mosso nel silenzio e con molta cautela. Il Corriere dello Sport informa che la procura federale ha provveduto ad aprire un fascicolo d’indagine. Scopriremo a breve (speriamo) se  Lotito può fare e dire quello che vuole…

Terminiamo con il caso Rocchi, l’arbitro di Juventus-Roma, reo di aver favorito, secondo quel comune sentimento popolare di farsopoliana memoria,  i bianconeri. Lasciamo da parte per un momento l’effetto mediatico montato da una stampa sportiva in degrado, la cosa che dovrebbe far riflettere è come la UEFA lo abbia immediatamente designato per la delicata partita tra Albania e Serbia valida per la qualificazione agli Europei del 2016, mentre in Italia, il Corriere dello Sport ha subito messo in eveidenza che il designatore lo avrebbe punito con due giornate di stop dopo l’esposizione a pubblico ludibrio. Il nome di Rocchi non appare nella lista delle designazioni per la 7° partita del massimo campionato.( Link).

E’ uno specchio che riflette una chiara immagine, quella della Giustizia Sportiva italiana che si muove solo e sempre per convenienza e in contrasto con le decisione della Uefa, che delle “chiacchiere” italiane sembra non interessarsi. Per il momento, la cupola formata da Macalli, Tavecchio e Lotito, ha potuto contare su una giustizia sportiva a loro uso e consumo: veloce per archiviare e lenta nel non prendere provvedimenti dovuti. E il famoso sentimento popolare ha avuto ancora la meglio sul buon senso.


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