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Attualità di E. LOFFREDO del 26/03/2015 08:24:36
Malagò e il senso delle istituzioni

 

Dopo Roma-Fiorentina 0-3, abbiamo assistito a quell'indegno spettacolo dei tifosi (chiamiamoli così) che tengono i calciatori a rapporto sotto la curva. I giocatori romanisti secondo un consolidato rituale non si sono sottratti, e in parecchi ci siamo chiesti perché dover vedere ancora quella scena alla "Genny 'a carogna".

La polemica non è esplosa con fragore, ma molti, dal Viminale in giù, hanno storto il naso per quella specie di "giogo caudino" che ciclicamente si ripete negli stadi italiani. I giocatori romanisti si sono sentiti accusati e per bocca del portiere De Sanctis hanno replicato: «siamo stati dimenticati dalle istituzioni, non ci hanno aiutato, potevano dirci di non andare e non saremmo andati». Una replica chiara e diretta a chi dal ministero degli interni aveva criticato la scelta di "colloquiare" con gli ultras.

Al portiere si è accodato Giovanni Malagò, presidente del CONI e noto tifoso romanista, «trovo che De Sanctis abbia perfettamente ragione. Tutto mi si può dire eccetto che sono uno che si tira fuori dalle responsabilità, ma sono le istituzioni del mondo del calcio che devono onestamente dare le giuste indicazioni sulla base anche di quelle che sono le normative sull'ordine pubblico».

Fa specie che De Sanctis additi il senso di responsabilità delle "istituzioni" quando da almeno due anni a questa parte lui è uno di quelli che ne hanno dimostrato ben poco con dichiarazioni che in più occasioni hanno stuzzicato i più bassi istinti polemici dei tifosi.

Ancor più rabbrividente è l'uscita di Malagò. Insieme a tutte le altre massime istituzioni politiche e sportive del Paese, non era presente anche lui quando sotto l'altra curva dell'Olimpico il signor Gennaro Di Tommaso pretese di parlamentare con Hamsik e decidere se si poteva giocare o meno la finale di Coppa Italia? In quell'occasione nessuna delle istituzioni presenti, nemmeno Giovanni il bello, intervenne per evitare lo sbaglio. Oggi come allora Malagò non ha colpe, non serve quindi fare autocritica, in fondo lui dall'alto mica deve rispondere a nessuno degli andazzi che si sono affermati in una federazione affiliata.


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