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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 30/03/2015 08:27:51
Se si perde, è sempre colpa dell'arbitro

 

Deve esserci qualcosa nell'acqua. O nell'aria.
Non si spiega altrimenti.
Fateci caso: giocatori, allenatori, massaggiatori, arrivano in Italia dopo anni di onorata carriera, costruita con lavoro, passione, e rispetto dei sacri principi della lealtà sportiva.
Chi dal di là delle Alpi, chi da terre lontane d'Iberia. Chi dai freddi Balcani o dai tetri Carpazi.
Tutti, ma proprio tutti, dopo pochi giorni all'ombra della Madunina o del Colosseo, della Lanterna o del Vesuvio, sviluppano questa strana patologia dagli inequivocabili sintomi.
Il volto inizia a deformarsi in una smorfia permanente, simile alla maschera della tragedia del teatro greco.
Le secrezioni lacrimali aumentano d'intensità fino a sgorgare copiose, e infine si inizia a blaterare di cose strane, insensate.

Ok, ok... sto scherzando. E' però innegabile che, specie negli anni del dopo-Calciopoli (a dire il vero anche prima, ma dal 2006 in poi il fenomeno ha avuto una crescita esponenziale) non si trova un allenatore o un giocatore che dica "abbiamo perso, o non siamo andati in Champions', o siamo retrocessi in serie B perchè siamo una banda di vere e proprie PIPPE".
Peggio ancora cercare qualcuno che ammetta "sì, il rigore non c'era, stavolta siamo stati fortunati, magari la prossima volta ci andrà male".
Se si perde, è sempre colpa dell'arbitro.
E soprattutto gli arbitri non regalano mai nulla a nessuno, per qualche strano fenomeno penalizzano tutti, sempre e comunque.
Almeno è ciò che si desume ascoltando le interviste del dopo-partita.
Che poi ci sta, eh? A caldo, con ancora le vene infarcite dell'adrenalina derivante dall'agone sportivo, le cose possono essere viste attraverso una lente deformante.
Ben diverso se ti fanno rivedere per dieci volte un episodio alla moviola (che ricordiamo sempre, arbitri e guardalinee non hanno) e tu continui ancora a negare la realtà su quel fallo o quel fuorigioco che ha deciso l'incontro.
Peggio ancora quando, come è di moda ultimamente, non si tratta più di una lente deformante ma di occhiali nero pece che oscurano anche l'evidenza del sole a mezzogiorno.
Hai giocato da schifo? Il tuo portiere ha i riflessi di un bradipo insonnolito? I tuoi centrocampisti non azzeccano un passaggio nemmeno per sbaglio? Il tuo medianaccio ha perso la verve e ora attacca gli avversari con lo stesso furore di una ricamatrice ottuagenaria? Il tuo centravanti ha una mira che perderebbe anche una gara a freccette contro Mr. Magoo? In buona sostanza: hai preso tre purpette e "a casa"?
Nessun problema!
Se hai perso, non è per tutti i motivi di cui sopra.

Infatti, analizzando attentamente la partita scoprirai che, in occasione di quella rimessa laterale nella metà campo avversaria al 93°, il terzino dell'altra squadra ha spostato il punto di battuta di ben 20 cm da quello in cui la palla era effettivamente uscita.
Per cui spettinati e stropicciati la giacca, trattieni il fiato quel minuto e mezzo in modo da dare al viso un bell'aspetto paonazzo e degli occhi da psicopatico, e urla alle telecamere (tanto una la trovi sempre, anche al gabinetto) le peggio cose, parlando di campionato falsato e di Calciopoli che torna. Mettici magari qualche figura oscura tipo "Er Sistema" o qualche "Grande Vecchio", un pizzico di pessimismo cosmico stile "è sempre così", o "ogni volta finisce in questa maniera" e, soprattutto non dimenticarti di concimare i semi che hai gettato con qualche post su Facebook, con una foto scattata da 300 metri e la definizione grafica di un commodore 64, sotto la quale i tifosi ignoranti e beceri commenteranno con i consueti insulti fino alla settima generazione e l'immancabile urlo "VERGOGNAAAA!1!!1!1!".

Come dicevo all'inizio, però, dispiace.
Dispiace perchè fino a quando parliamo di soggetti da sempre borderline, di presidenti che scappano in due sul motorino senza casco, o di calciatori che fortunatamente trovano la maglia già nell'armadietto altrimenti avrebbero seri problemi a contare fino a 10, beh... te l'aspetti.
Invece, per semplice adeguamento alle mode o per ordini ricevuti dalle loro società, ultimamente a questo gioco si prestano anche soggetti che -sebbene avversari- avevamo avuto occasione di apprezzare per la loro onestà intellettuale.
Chi non ricorda il Garcia appena arrivato in Italia?
E chi ha dimenticato il Rafa Benitez che lascia lo spogliatoio dell'Inter disgustato dalla mancanza totale di professionalità del team di Moratti?

Stento a riconoscere il primo nel guitto violinista che, dopo una serie di favori arbitrali per i quali non basterebbero 10 inchieste di Calciopoli (se a favore di "colori" diversi, s'intende!), continua a lamentarsi per un goal di Bonucci, a suo dire irregolare, che risale a 6 mesi e soprattutto molti, molti punti fa.
Ancora più difficile individuare il secondo in quella macchietta che condivide con lui solamente alcuni tratti somatici, e che strepita e si lamenta per il goal subito dal suo Napoli contro l'Atalanta.
Premesso che se io mi fossi fatto una "dormita" come quella di Henrique, che ha permesso a Pinilla di prendere palla e involarsi verso la porta, fallo o non fallo, il mister mi avrebbe fatto fare tre giri di campo a calci nel fondoschiena, è curioso come il buon vecchio Rafa dimentichi qualcosa.

Lo aiuto io.
Don Raffaè, visto che è tanto pratico a smanettare su google, come ha tenuto a dimostrare ampiamente con un precedente sketch comico, provi a cercare "Torino Napoli Higuain".
Il primo video che le apparirà è del maggio scorso, nemmeno troppo tempo fa.
Lo guardi: Glik, quel biondo che casca giù come una pera cotta, non è colto da un improvviso calo di zuccheri, ma cade per una spinta alle spalle di Higuain, il quale poi si invola verso la porta avversaria e insacca. Quasi uguale al goal di Pinilla, insomma.
Non ricordo però se, in quell'occasione, lei usò la stessa veemenza per contestare l'episodio. Mi sfugge, sa?
Probabilmente sarà stato sicuramente così. Da uomini che portano il rispetto per la lealtà sportiva nel sangue e fanno del Fair Play la propria bandiera, non ci si può aspettare altrimenti.
Vero?


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