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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di S. BIANCHI del 04/01/2017 10:02:31
La Cina è vicina

 

I Bettega che vanno a monetizzare gli ultimi spiccioli di carriera al Toronto Blizzard, i Beckham che vanno a raccogliere contratti miliardari al Los Angeles Galaxy, fanno bene: in Europa nessuno avrebbe firmato loro quei contratti fantastici, anche se io preferisco i Giggs (e i Del Piero), che rimangono (o sarebbero rimasti) dentro alla loro casacca “fino alla fine”. L’emigrazione, di lusso nel caso di Roberto e David, aveva anche una valenza culturale, poteva servire a lanciare ed espandere il calcio in quel nord America in cui il football è altra cosa rispetto al calcio, mentre il calcio-soccer è stato a lungo uno sport di nicchia, giocato solo tra amici di provenienza europea e in qualche Campus universitario.

Aveva iniziato così anche la Cina, prima accontentandosi di campioni sulla via del tramonto e d’allenatori vincenti ma ormai alieni dallo stress di campionati competitivi come quelli europei: mi vengono in mente Lippi ed Eriksson. Con calma, il movimento poteva crescere: il serbatoio di spettatori è enorme e allo scopo poteva servire di giocare qualche finale di coppetta italiana in territorio cinese.

La Cina è vicina, diceva Marco Bellocchio. Nella prima economia del mondo, tale sia grazie alle materie prime del sottosuolo, sia grazie alla quasi totale assenza di garanzie sindacali, hanno deciso d’importare anche l’unica materia prima che non hanno. Ecco che con esche contrattuali fuori mercato (per noi), reclutano campioni, come in passato in là con gli anni, penso al nostro amatissimo e indimenticabile Tevez, ma iniziano a adescare anche i Witsel, oggi ventottenne, ed altri ancor più giovani.

Che fine farà il modo di far mercato delle squadre europee prive di sceicchi, di cordate cinesi e petrorubli? Come farà il buon (?) Marotta a portare in bianconero ventotto-trentenni a fine contratto? Prevedo un notevole impoverimento tecnico dei campionati europei e l’allargamento del divario tecnico tra squadre ricche e meno ricche, tra l’altro senza che necessariamente questa diaspora di calciatori maturi (o quasi) serva a migliorare il gioco del calcio cinese. Moratti, a suo tempo, ha insegnato che il semplice comprare (e svendere) calciatori non fa vincere scudetti: per i risultati occorre una squadra, non un’accozzaglia di presunti campioni, a meno di non giocare da soli (in Italia) e di godere, in Europa, di favori arbitrali in quantità industriale.

Per frenare quest’inusitato flusso ovest-est, non vedo limiti, di là di un improbabile, prossimo, flop dell’economia cinese. Unica cosa potrebbe essere il prevalere dell’amor proprio dei nostri eroi, almeno negli anni migliori della propria carriera, rispetto alla voglia di gonfiare i propri conti correnti. Immaginatevi il grande attaccante, che negli albi d’oro ha al suo attivo due Premier League e una Charity Shield col Manchester United, e l’altro gran calciatore il cui palmares riporta scritte tre Coppe dei Campioni d’Asia con lo Shandong Luleng Taishan. Quale di questi due ex calciatori, anni dopo, davanti al caminetto col nipotino tenuti sulle ginocchia, vedrà brillare di contentezza e stima gli occhi del pargolo al racconto delle proprie imprese sportive? Sarà più meritorio, agli occhi del pargolo, un “misero” primo posto in Bundesliga o un “triplete” nel campionato della Repubblica Popolare Cinese?

Non credo che, il mio, sia un atteggiamento snobistico, ma se mi metto nei panni di un Rugani, un Donnarumma o di un Florenzi, è vero che business is business, ma ci sarà differenza tra combattere per un traguardo tecnico, difficile e prestigioso come il campionato italiano (o tedesco, o spagnolo, o inglese) e andare a riscuotere, volevo dire a giocare in un campionato straricco di soldi ma poverissimo di tecnica? Ragazzi: crescerete, diventate grandi, provatevi a vincere dov’è più difficile. Poi, a trent’anni, fate come Bettega, Beckam e Tevez: pensate pure ai soldi. State attenti, però: non sempre i cinesi pagano, guardate la finale di Supercoppa Juventus-Lazio.

P.S. Ho saputo, infine, che i cinesi vogliono importare anche arbitri. La prima cosa che mi è venuta in mente, è inviargli il migliore di tutti i tempi, l’inarrivabile, ineffabile, incorruttibile Pierluigi Collina. Laggiù potrebbe far scuola e si troverebbe di certo meglio di tutti i Pellè, Lavezzi, Gervinho e Hulk: sarebbe di casa ovunque, laggiù ... con tutte le risaie che hanno!

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